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domenica 22 ottobre 2017

Politica

12/11/2016 17:41

Salvini: "Pronto a candidarmi premier"

A Firenze la manifestazione per il No al referendum

Salvini: "Pronto a candidarmi premier"
'Si parte per andare a vincere' - 'Denunceremo Renzi per la lettera agli italiani all'estero' - Duro affondo nei confronti di Napolitano e Mattarella
"Io sono una piccola pedina, sono uno tra i tanti. Non è più tempo di avere paura e se siete d''accordo con oggi da Firenze si parte per andare a vincere e io la faccia ce la metto. Non ho paura di niente e di nessuno".
Così Matteo Salvini, dal palco della grande manifestazione di oggi a Firenze “Io voto no”, ha in pratica lanciato la sua candidatura a leader della coalizione e dunque a premier. Un concetto che aveva illustrato con dovizia anche prima di salire sul palco: “Se chiedono, ci sono: non è più tempo di rimandare, di tentennamenti, dubbi, paure. Coraggio, idee e squadra non ci mancano. La lezione di Trump e del libero voto degli americani è che si può vincere contro tutto e contro tutti: banchieri, lobbisti, giornalisti, cantanti. Non abbiamo paura, oggi comincia una lunga marcia", mentre tutto intorno migliaia di militanti del Carroccio issavano cartelli, dalla grafica che richiama quella usata da Donald Trump, per chiederne la candidatura alla presidenza del Consiglio. 
"La lezione di Trump e del libero voto degli americani è che si può vincere contro tutto e contro tutti, banchieri, lobbisti, giornalisti, cantanti", ha aggiunto Salvini.
Una volta sul palco, immediato l’attacco al premier-segretario Pd e all’ultima ‘renzata’ sul voto degli italiani all’estero: "Domani denunceremo Renzi perché comprarsi gli indirizzi di milioni di italiani residenti agli esteri per mandargli la letterina elettorale e'' un reato penale a cui dovrà rispondere davanti ai giudici. I brogli elettorali prima del voto non li avevo ancora conosciuti. O paga Renzi o paga il ministro dell''Interno. Oppure vanno in galera tutti e due, Renzi e Alfano, e ce li togliamo di torno. Vediamo se c’è un giudice che ha voglia di far rispettare la legge".
Sempre sui temi referendari, duro l’affondo anche nei confronti dell’ex presidente della Repubblica: "Napolitano nel 2006 disse che non poteva votare la nostra riforma che modificava la Costituzione, oggi invece vota sì: ricoveratelo. Se fosse serio e coerente voterebbe no". Per poi passare all’attuale inquilino del Quirinale:  "Se vince il no, si vota, scelgono gli italiani, non Mattarella. Chi è Mattarella?"
Il leader della Lega è tornato a parlare anche di immigrazione: “Sono orgoglio dei sindaci della Lega che dicono no all'accoglienza dei migranti, "che dicono, prima gli italiani, prima la nostra gente". 
Prima di Salvini sul palco anche Giorgia Meloni, di Fdi, che ha detto tra l’altro: "Il 4 dicembre seppelliamo questo governo e la sua ridicola riforma sotto una valanga di no. Se il giorno dopo Mattarella dovesse rivelarsi un Giorgio Napolitano qualunque e dovesse impedirci di votare, noi vi chiameremo alla mobilitazione”.
Per Giovanni Toti, di Forza Italia “bisogna tornare ad una fisiologia democratica sana dove chi vince, governa, con coalizioni coerenti e programmi omogenei. Questa piazza serve anche a costruire un pezzettino di quel percorso che porti a coalizioni coerenti e programmi omogenei"
Dall’altra parte della piazza, con imponente spiegamento di forze dell’ordine per il solito rischio di incidenti, poche decine di persone per una contromanifestazione indetta da collettivi, studenti, centri sociali e sindacati di base.
"Io sono una piccola pedina, sono uno tra i tanti. Non è più tempo di avere paura e se siete d''accordo con oggi da Firenze si parte per andare a vincere e io la faccia ce la metto. Non ho paura di niente e di nessuno".
Così Matteo Salvini, dal palco della grande manifestazione di oggi a Firenze “Io voto no”, ha in pratica lanciato la sua candidatura a leader della coalizione e dunque a premier. Un concetto che aveva illustrato con dovizia anche prima di salire sul palco: “Se chiedono, ci sono: non è più tempo di rimandare, di tentennamenti, dubbi, paure. Coraggio, idee e squadra non ci mancano. La lezione di Trump e del libero voto degli americani è che si può vincere contro tutto e contro tutti: banchieri, lobbisti, giornalisti, cantanti. Non abbiamo paura, oggi comincia una lunga marcia", mentre tutto intorno migliaia di militanti del Carroccio issavano cartelli, dalla grafica che richiama quella usata da Donald Trump, per chiederne la candidatura alla presidenza del Consiglio. 
"La lezione di Trump e del libero voto degli americani è che si può vincere contro tutto e contro tutti, banchieri, lobbisti, giornalisti, cantanti", ha aggiunto Salvini.
Una volta sul palco, immediato l’attacco al premier-segretario Pd e all’ultima ‘renzata’ sul voto degli italiani all’estero: "Domani denunceremo Renzi perché comprarsi gli indirizzi di milioni di italiani residenti agli esteri per mandargli la letterina elettorale e'' un reato penale a cui dovrà rispondere davanti ai giudici. I brogli elettorali prima del voto non li avevo ancora conosciuti. O paga Renzi o paga il ministro dell'Interno. Oppure vanno in galera tutti e due, Renzi e Alfano, e ce li togliamo di torno. Vediamo se c’è un giudice che ha voglia di far rispettare la legge".Sempre sui temi referendari, duro l’affondo anche nei confronti dell’ex presidente della Repubblica: "Napolitano nel 2006 disse che non poteva votare la nostra riforma che modificava la Costituzione, oggi invece vota sì: ricoveratelo. Se fosse serio e coerente voterebbe no". Per poi passare all’attuale inquilino del Quirinale:  "Se vince il no, si vota, scelgono gli italiani, non Mattarella. Chi è Mattarella?".
"Con la riforma che faremo, ci sarà l'elezione diretta del presidente del Consiglio", ha aggiunto il segretario del Carroccio.
Il leader della Lega è tornato a parlare anche di immigrazione: “Sono orgoglio dei sindaci della Lega che dicono no all'accoglienza dei migranti, "che dicono, prima gli italiani, prima la nostra gente". 
Prima di Salvini sul palco anche Giorgia Meloni, di Fdi, che ha detto tra l’altro: "Il 4 dicembre seppelliamo questo governo e la sua ridicola riforma sotto una valanga di no. Se il giorno dopo Mattarella dovesse rivelarsi un Giorgio Napolitano qualunque e dovesse impedirci di votare, noi vi chiameremo alla mobilitazione”. Incontrando i giornalisti, la Meloni ha poi rilanciato il tema delle primarie per il centrodestra.
Per Giovanni Toti, di Forza Italia “bisogna tornare ad una fisiologia democratica sana dove chi vince, governa, con coalizioni coerenti e programmi omogenei. Questa piazza serve anche a costruire un pezzettino di quel percorso che porti a coalizioni coerenti e programmi omogenei"
Dall’altra parte della piazza, con imponente spiegamento di forze dell’ordine per il solito rischio di incidenti, poche decine di persone per una contromanifestazione indetta da collettivi, studenti, centri sociali e sindacati di base.

Igor Traboni