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domenica 22 gennaio 2017

La polemica continua

12/06/2016 18:19

Boschi a Parisi: 'C'è chi condivide il Mein Kampf'. Lui: 'Mia moglie è ebrea'

Si infiamma la campagna elettorale a una settimana dal ballottaggio. La strumentalizzazione del Pd contro il candidato del centrodestra a Milano. Anche gli alfaniani attaccano il ministro

Boschi a Parisi: 'C'è chi condivide il Mein Kampf'. Lui: 'Mia moglie è ebrea'

 

E nel calderone della campagna elettorale verso i ballottaggi è finito anche Adolf Hitler. A cogliere la palla al balzo è stato il Partito democratico, per voce della ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Così la fedelissima del premier Renzi ha addirittura accostato gli elettori di Stefano Parisi, candidato a sindaco del centrodestra a Milano che sfida Beppe Sala (centrosinistra).
“L’unico obiettivo è vincere i ballottaggi, perché sono molto preoccupata che a Milano, per esempio, vinca una coalizione, dove ci sono degli esponenti che sostengono che vada bene regalare il ‘Mein Kampf’, affermando che si tratti di un'iniziativa culturale”, ha spiegato il ministro su Skytg24. 
Com’è noto il libro scritto dal dittatore è stato rivenduto ieri dal Giornale, con le conseguenti polemiche alle quali aveva risposto il direttore Alessandro Sallusti, rimarcando: “Su una tragedia simile non si gioca - ha spiegato - semmai è il contrario. Con certi venticelli che soffiano qua e là in Europa e in Medio Oriente, serve capire dove si annida il male per non ripetere un errore fatale”. 
Ma la replica non è bastata. Anzi, la Boschi ha polemizzato ancora: “Questo giornale, sappiamo bene, sostiene Parisi, ma al di là di Parisi in sé, noi sappiamo che se vince il centrodestra a Milano, entreranno dei consiglieri comunali che hanno quelle idee, che si rapportano a una destra lepenista. Pensiamo a Salvini... Ai ballottaggi ci saranno da fare scelte fondamentali. Su questo i cittadini dovranno interrogarsi”.
E la risposta di Parisi, che ha preso le distanze dall’iniziativa, è arrivata a stretto giro di posta: “Questa strumentalizzazione è grave. E il Pd e in particolare il ministro Boschi hanno accostato la mia faccia a quest’iniziativa - ha chiarito - dicendo che stavamo cercando i voti dei nazisti”. E ancora: “A Milano e in Europa esiste un problema di antisemitismo serio, che va affrontato, non ci si può scherzare”.

E nel calderone della campagna elettorale verso i ballottaggi è finito anche Adolf Hitler. A cogliere la palla al balzo è stato il Partito democratico, per voce della ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Così la fedelissima del premier Renzi ha azzardato un terribile accostamento con gli elettori di Stefano Parisi, candidato a sindaco del centrodestra a Milano che sfida Beppe Sala (centrosinistra).

“L’unico obiettivo è vincere i ballottaggi, perché sono molto preoccupata che a Milano, per esempio, vinca una coalizione, dove ci sono degli esponenti che sostengono che vada bene regalare il ‘Mein Kampf’, affermando che si tratti di un'iniziativa culturale”, ha spiegato il ministro su Skytg24. 

Com’è noto il libro del dittatore è stato rivenduto ieri dal Giornale, con le conseguenti polemiche alle quali aveva risposto il direttore Alessandro Sallusti, dicendo: “Su una tragedia simile non si gioca semmai è il contrario. Con certi venticelli che soffiano qua e là in Europa e in Medio Oriente, serve capire dove si annida il male per non ripetere un errore fatale”. 

Ma la replica non è bastata. Anzi, la Boschi ha polemizzato ancora: “Questo giornale, sappiamo bene, sostiene Parisi, ma al di là di Parisi in sé, noi sappiamo che se vince il centrodestra a Milano, entreranno dei consiglieri comunali che hanno quelle idee, che si rapportano a una destra lepenista. Pensiamo a Salvini... Ai ballottaggi ci saranno da fare scelte fondamentali. Su questo i cittadini dovranno interrogarsi”.

E la risposta di Parisi, che l'ha condannata e ha preso le distanze dall’iniziativa, è arrivata a stretto giro di posta: “Questa strumentalizzazione è grave. E il Pd e in particolare il ministro Boschi hanno accostato la mia faccia a quest’iniziativa - ha lamentato - dicendo che stavamo cercando i voti dei nazisti, che poi non ci sono”. E ancora: “A Milano e in Europa esiste un problema di antisemitismo serio, che va affrontato, non ci si può scherzare”.

Poi Parisi ha chiarito alcuni aspetti tornando ad attaccare la Boschi: "Dovrebbe stare un po' più attenta a quel che dice e occuparsi meno delle campagne elettorali e fare di più il ministro della Repubblica". D'altronde, ha sottolineato, "mia moglie è ebrea, i miei figli sono ebrei". E infine: "E' un attacco volgare in una campagna elettorale che abbiamo cercato di tenere a un livello di qualità civile".

Persino Maurizio Lupi, ex collega della Boschi e presidente di Area popolare a Montecitorio, ha puntato l'indice sul ministro: "Ha proprio sbagliato strada: sappi che tra chi sostiene te e Sala ci sono quelli che hanno impedito alla Brigata ebraica di sfilare il 25 aprile. Che senso ha accusare i 5 Stelle di demagogia e populismo, se poi si scende così in basso?".

Giuseppe Sarra

Commenti 

1

13/06/2016 17:07

Postato da semovente

La Boschi vada a fare la calzetta e forse qualche punto di merito lo prenderà fra qualche anno (dipende dalla sua capacità di comprensione).