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sabato 25 ottobre 2014

Politica e dintorni

23/01/2014 06:08

Primarie, istruzioni per l'uso. Sbagliate

Si corre per Fratelli d'Italia, anzi no: per Fdi-An. E il pasticcio è servito. Modulo riveduto e corretto in corsa, ma resta l'imbarazzo

Primarie, istruzioni per l'uso. Sbagliate

 

Primarie. Un nome che esercita ormai un fascino irresistibile. Uno slogan, un motto, un rito da esercitare. A tutti i costi, soprattutto in tempi nei quali poter esprimere una preferenza assume i contorni di un proibitissimo oggetto dei desideri. 
Certo è, però, uno strumento del quale occorre, prima di agitarlo, leggere le istruzioni per l’uso. Soprattutto se si è praticamente a digiuno dell’argomento, come può accadere alla destra. Anzi, al centrodestra. Il riferimento è, se non lo si fosse capito, alla consultazione lanciata per i prossimi 23 e 24 febbraio da Fratelli d’Italia. Un appuntamento che alcuni vorrebbero come unificante per tutto quel vasto mondo che affonda le radici in Alleanza Nazionale, o che quanto meno le affonda nello stesso terreno valoriale e di riferimento. 
Ma dall’annuncio ai primi passi, il percorso sul quale sembrano muoversi queste primarie targate Fdi sembra piuttosto accidentato. Il caso, a modo suo, nasce martedì. Sul sito internet nazionale del partito di Meloni e La Russa viene lanciato l’appuntamento. A destra, nella homepage, compare il link per gli interessati. Cliccando l’apposito collegamento ipertestuale, si viene rimandati a un pdf con uno scarno modulo di “iscrizione”. Balza subito all’occhio di chi è ben allenato alle alchimie post-An qualche dicitura. L’intestazione non lascia dubbi: “Dichiarazione di candidatura alla carica di Presidente nazionale”. Già, ma presidente di cosa? L’aspirante firmatario allora può leggere, qualche riga sotto: “dichiara di candidarsi alla carica di Presidente Nazionale del Movimento politico Fratelli d’Italia”. Lo stesso firmatario dovrebbe dichiarare di “essere in possesso dei requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice Etico del Movimento politico Fratelli d’Italia”. Il che sembra rimandare (diciamocelo, democraticamente) a primarie non propriamente inclusive… Di Alleanza Nazionale, a scanso di equivoci e in barba alle gentili concessioni della relativa Fondazione, non c’è comunque neppure l’ombra. 
A Francesco Storace, leader de La Destra e protagonista di una battaglia per unificare i dispersi rivoli di An, i dettagli di cui sopra non sfuggono. E (sono quasi le 20 di martedì) twitta: “Le famose "primarie": ci si candida alla presidenza "del movimento politico fratelli d'italia". Ma da noi che…”. 
Si arriva così alla giornata di ieri. Sul sito di Fratelli d’Italia sembra non essere cambiato molto eppure, cliccando sull’apposito link, ci si accorge che nello scarno pdf qualcosa è cambiato. Ad ogni dicitura “Fratelli d’Italia”, infatti, segue il trattino e un’altra dicitura: “Alleanza Nazionale”. La sensazione è quella di ritrovarsi di fronte ad una toppa peggiore del buco. Non solo perché, nei fatti, il partito di “Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale” non esiste, ma anche se fosse di qui a un mese fondato, non sarebbe quindi al momento dotato di “Statuto” e “Codice Etico”, ai requisiti dei quali pure il modulo del caso rimanda. 
Insomma, delle due l’una? Macché: delle due neanche l’una. Perché se nella prima versione si dimostra di non avere interesse a menzionare Alleanza Nazionale, nella seconda si vede chiaramente che non se ne ha nemmeno il pieno diritto di farlo. Morale della favola? Com’è difficile riscaldare ‘ste “minestre”… 
Primarie. Un nome che esercita ormai un fascino irresistibile. Uno slogan, un motto, un rito da esercitare. A tutti i costi, soprattutto in tempi nei quali poter esprimere una preferenza assume i contorni di un proibitissimo oggetto dei desideri. 

 

Certo è, però, uno strumento del quale occorre, prima di agitarlo, leggere le istruzioni per l’uso. Soprattutto se si è praticamente a digiuno dell’argomento, come può accadere alla destra. Anzi, al centrodestra. Il riferimento è, se non lo si fosse capito, alla consultazione lanciata per i prossimi 23 e 24 febbraio da Fratelli d’Italia. Un appuntamento che alcuni vorrebbero come unificante per tutto quel vasto mondo che affonda le radici in Alleanza Nazionale, o che quanto meno le affonda nello stesso terreno valoriale e di riferimento. 

Ma dall’annuncio ai primi passi, il percorso sul quale sembrano muoversi queste primarie targate Fdi sembra piuttosto accidentato. Il caso, a modo suo, nasce martedì. Sul sito internet nazionale del partito di Meloni e La Russa viene lanciato l’appuntamento. A destra, nella homepage, compare il link per gli interessati. Cliccando l’apposito collegamento ipertestuale, si viene rimandati a un pdf con uno scarno modulo di “iscrizione”. Balza subito all’occhio di chi è ben allenato alle alchimie post-An qualche dicitura. L’intestazione non lascia dubbi: “Dichiarazione di candidatura alla carica di Presidente nazionale”. Già, ma presidente di cosa? L’aspirante firmatario allora può leggere, qualche riga sotto: “dichiara di candidarsi alla carica di Presidente Nazionale del Movimento politico Fratelli d’Italia”. Lo stesso firmatario dovrebbe dichiarare di “essere in possesso dei requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice Etico del Movimento politico Fratelli d’Italia”. Il che sembra rimandare (diciamocelo, democraticamente) a primarie non propriamente inclusive… Di Alleanza Nazionale, a scanso di equivoci e in barba alle gentili concessioni della relativa Fondazione, non c’è comunque neppure l’ombra. 

A Francesco Storace, leader de La Destra e protagonista di una battaglia per unificare i dispersi rivoli di An, i dettagli di cui sopra non sfuggono. E (sono quasi le 20 di martedì) twitta: “Le famose "primarie": ci si candida alla presidenza "del movimento politico fratelli d'italia". Ma da noi che…”. 

Si arriva così alla giornata di ieri. Sul sito di Fratelli d’Italia sembra non essere cambiato molto eppure, cliccando sull’apposito link, ci si accorge che nello scarno pdf qualcosa è cambiato. Ad ogni dicitura “Fratelli d’Italia”, infatti, segue il trattino e un’altra dicitura: “Alleanza Nazionale”. La sensazione è quella di ritrovarsi di fronte ad una toppa peggiore del buco. Non solo perché, nei fatti, il partito di “Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale” non esiste, ma anche se fosse di qui a un mese fondato, non sarebbe quindi al momento dotato di “Statuto” e “Codice Etico”, ai requisiti dei quali pure il modulo del caso rimanda. 

Insomma, delle due l’una? Macché: delle due neanche l’una. Perché se nella prima versione si dimostra di non avere interesse a menzionare Alleanza Nazionale, nella seconda si vede chiaramente che non se ne ha nemmeno il pieno diritto di farlo. Morale della favola? Com’è difficile riscaldare ‘ste “minestre”… 

Robert Vignola

Commenti 

2

Sicuri?

23/01/2014 11:13

Postato da domper

Siamo proprio sicuri che il modo migliore per arrivare alla tanto sbandierata unità d'area sia ricercare, con piglio azzeccagarbugliesco, errori o contraddizioni, a mio parere, di poco conto in incartamenti burocratici? L'obiettivo, signori, qual'é? Un umile, veramente umile (data la mia inesperienza di vita politica diretta), suggerimento: partecipiamo in massa sia alla scelta del simbolo che dell'eventuale "presidente nazionale". Sommergiamoli con le nostre scelte il più possibile omogenee. D'altro canto se si ha l'ambizione di voler varare un nuovo movimento politico, come mi pareva si volesse fare, i numeri non dovrebbero mancare... Ognuno di noi si prenda l'impegno di contattare 5 camerati e proporgli quanto detto sopra. Da perdere cos'abbiamo?

1

Partecipare

23/01/2014 10:51

Postato da arap

E quindi? Meglio due partiti a fare la solita figurina? O è meglio organizzarsi e sfruttare dall'interno un contenitore in evoluzione?