Cerca nel sito:

domenica 24 giugno 2018

Lettera e risposta

01/08/2013 05:15

Alemanno e Storace:
"A destra, è ora di parlarsi"

Ecco lo scambio epistolare tra l'ex sindaco di Roma e il leader de La Destra

Alemanno e Storace:
"A destra, è ora di parlarsi"

Caro Direttore, caro Francesco,

in questo luglio rovente in cui si è intensificato il dibattito sul futuro del centrodestra e in contemporanea con la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset, ti chiedo ospitalità sul Tuo giornale per alcune considerazioni veramente spassionate e fuori da ogni polemica.

Partiamo dalla sconfitta del Campidoglio, perché non ho nessuna intenzione di fare finta di nulla rispetto a questo risultato. Ovviamente chi, per un motivo o per l’altro, non mi vuole troppo bene, tende a scaricare solo sulle mie spalle questo insuccesso ed io, fin dal primo momento, non mi sono sottratto dal prendermi le mie responsabilità.

Ma, purtroppo, non abbiamo perso solo a Roma ma in tutti i comuni italiani e oggi non c’è una sola grande città dove governa il centrodestra. A Roma, in particolare, alle elezioni comunali abbiamo ottenuto il 31,7% dei voti, ovvero un risultato nettamente migliore del 23,65% ottenuto alle elezioni politiche con Berlusconi in campo. Ti do atto che Tu con il 28,3% alle elezioni regionali, avendo avuto un’affluenza molto maggiore rispetto alle elezioni comunali, hai ottenuto il maggior numero di voti in assoluto tra le tre competizioni elettorali.

Il che significa che tutto il centrodestra non sta funzionando e oggi, quando non prevale la dispersione di voti su Grillo, noi rischiamo di perdere quasi ovunque. Ecco perché la ristrutturazione del centrodestra è necessaria e bene ha fatto Silvio Berlusconi a porre il problema con una maggiore decisione rispetto al passato.

Ovviamente, a chi come me aveva creduto nel progetto di un partito unico del centrodestra, non fa piacere vedere archiviato il Popolo della Libertà per far posto ad una rinascita di Forza Italia. Però se è questo il progetto che è nelle corde del leader del centrodestra ha poco senso mettersi di traverso, come stanno facendo alcuni amici del Pdl.

Ha senso invece prendere  atto di questa scelta e comportarsi in maniera conseguente, contribuendo a dare vita ad un nuovo soggetto politico raccogliendo tutte le esperienze che fanno fatica a ritrovarsi nel progetto di Forza Italia 2.0. Su questo siamo tutti, più o meno, d’accordo, a cominciare da Te che ti sei reso disponibile a sacrificare il Tuo Partito per dare spazio a questa nuova prospettiva politica. Su come farlo, invece, è aperto il dibattito, a cominciare dalla collocazione politica e dall’immagine che questo nuovo soggetto deve assumere.

Su questo, come sai, io non condivido l’idea di una enfatizzazione della collocazione a destra che a mio avviso rischia di essere più limitante che identitaria. Ricordiamoci che nella storia della Repubblica solo in due casi il termine “destra” è diventato centrale nella comunicazione politica: quando Almirante trasformò l’Msi in destra nazionale e quando Tu, reagendo all’eccessivo spostamento “centrista” di Gianfranco Fini, hai creato il tuo attuale partito.

Ma in entrambe i casi il riscontro elettorale non è stato dirompente perché il termine destra in quanto tale parla più all’elite del Paese che non ai ceti popolari. Ricordiamoci che Alleanza Nazionale, partendo da Fiuggi, non si è mai limitata a raccogliere solo l’elettorato di destra.

La sfida reale per noi è quella di raccogliere la migliore eredità della destra politica e sociale italiana, di radicarsi profondamente nei valori non negoziabili che si ritrovano in quest’area politica, ma di parlare in termini di innovazione, di speranza e di cambiamento a tutto l’elettorato italiano, o per lo meno a quell’elettorato di centrodestra che nelle ultime elezioni si è disperso sul non-voto o su formazioni politiche di pura protesta.

Questo è il nodo del problema, su questo dobbiamo cercare di confrontarci senza scadere in velenose polemiche che non fanno altro che aumentare il forte grado di settarismo e di cannibalismo che già esiste nella nostra area politica. Tutto il resto sono sciocchezze o argomenti più o meno strumentali che dovrebbero essere rimossi con un atto di intelligenza collettiva.

E’ autolesionista l’atteggiamento di chi cerca di presentare solo negativamente l’esperienza amministrativa romana dopo avervi partecipato fino all’ultimo giorno. E’ un avvelenamento tossico quello di accusarsi reciprocamente di “tradimento” quando le idee e le prospettive non collimano perfettamente.

In particolare io non ho nessuna voglia, a meno di non essere proprio costretto dal settarismo altrui, di fare un soggetto politico per conto mio, né di arrogarmi chissà quale ruolo di leadership o di riferimento istituzionale.

Ho lanciato un documento che indica una prospettiva politica, senza però definire nessuna forma organizzativa, nessuna “casetta” in cui andarmi a rinchiudere.

Mi rendo conto che può essere difficile crederlo, ma dopo aver fatto il Ministro e il Sindaco di Roma l’unica cosa che mi interessa realmente è lo sviluppo di un progetto politico in cui valga la pena di impegnare la propria militanza e la propria passione politica.

Spero che a settembre potremmo dare una direzione precisa al nostro impegno, raccogliendo i frutti di un dibattito che deve essere intelligente e fecondo.

 

Gianni Alemanno

 

 

 

Caro Gianni,

innanzitutto grazie per la lettera che mi hai inviato e che apprezzo nei contenuti. Tra l’altro lo fai scegliendo questo giornale come sede di un dibattito che abbiamo gia’ aperto e che si arricchisce con il Tuo contributo.

E’ assolutamente vero quanto scrivi a proposito del Campidoglio ed e’ francamente deprimente vedere gli indici puntati da parte di chi ha collaborato con la Tua amministrazione per ben cinque anni. Ma anche di questo pane si nutre la politica di oggi. Poco mi importa il dato elettorale personale delle regionali; quel che mi interessa e’ come ricreare speranza in un popolo che ha rinunciato ad andare a votare. Oggi, nel 50 per cento di elettori che vanno alle urne ci sono anche i grillini. Tutto il resto rifiuta persino loro.

Eppure, ci deve essere spazio per una forza di destra, sicuramente non estremista, sicuramente non filo centrista, sicuramente seria, nel mercato elettorale della politica.

Coraggiosamente, sostiene che bisogna prendere atto della scelta berlusconiana di tornare a Forza Italia e tentare di aggregare chi non ci sta. Riconosci il sacrificio che chiedo al mio partito col documento approvato unanimemente dal Comitato centrale – laboratorio di idee, non espressione di conte elettorali – e ti soffermi, nel dibattito sul termine destra.

Posso dirTi che hai ragione. Nella sfortunata campagna elettorale per le politiche lo dissi con chiarezza, ma non fummo compresi. Oggi lottiamo per tornare in Parlamento con La Destra – usai il termine “tigna” – ma poi dovremo dar vita ad una nuova aggregazione di destra piu’ ampia. Proprio per concentrarsi – gia’ lo si intuiva – su chi “si e’ disperso sul non-voto o su formazioni politiche di pura protesta”, scrivi e condivido.

Se di questo si parla e non di altro; se non ricadiamo nell’ideologicissimo dibattito sul post-ideologismo; se in una parola rivendichiamo sovranita’, sociale, democrazia non c’e’ bisogno di altri “paletti” e settembre puo’ diventare fruttuoso.

Con una preghiera: facciamo sentire tutti protagonisti. Aiutami a farlo capire a chi finge di poter essere autosufficiente.

 

Cordialmente,          Francesco Storace

Commenti 

11

DAL BAGNO DI POPOLO, AL BAGNO DI UMILTA' (Il cuore e la mente) Parte 2

03/08/2013 10:28

Postato da SOCIALPOPOLARE

Ora sembra che sia arrivato il momento per riprendersi lo spazio politico che “a destra” si sta naturalmente ricreando dopo l'annuncio del ritorno a Forza Italia di buona parte del PDL. Credo che non sia un monito di poco conto quello di saper usare bene il cuore e la mente per chi non si identifica nella riedizione di Forza Italia. Quello che ha contraddistinto il MSI era un'azione politica e sociale fatta a beneficio di un intero paese e non di una sola parte di esso. Non si può riuscire a riunire le tante anime perse della destra e non, facendo nuovamente l'errore di propugnare ideali e politiche sociali per poi sacrificare ancora una volta le aspirazioni degli elettori in nome degli interessi di coalizione o ancora peggio in nome di incarichi più o meno importanti per gli eletti. Al primo posto vengano quindi gli elettori fedeli, le loro istanze e i loro bisogni, il raccordo continuo e fattivo con la base. E' questa la consapevolezza che dovrà animare i dirigenti di una eventuale

10

DAL BAGNO DI POPOLO, AL BAGNO DI UMILTA' (Il cuore e la mente)

02/08/2013 21:07

Postato da SOCIALPOPOLARE

Leggo da qualche parte in rete che il principale pregio (e allo stesso tempo difetto) del MSI e di chi ancora si riconosce nei valori sociali e nazionali che il MSI propugnava, è il fare la politica con il cuore. Ma che per governare poi serve la mente, in altri termini il freddo raziocinio e il calcolo politico. L'esperienza sembrerebbe dunque dimostrare che una volta al Governo “il cuore” deve necessariamente essere accantonato in nome di compromessi e politiche più o meno clientelari. E' ovvio che nel momento in cui si partecipa ad una coalizione con un'altro partito che è bravissimo in questo si fa presto a perdere la propria identità e il consenso dei sostenitori, se i propri rappresentanti eletti mirano a mantenere una poltrona senza interessarsi e senza curare il “proprio” corpo elettorale o si allineano supinamente alle direttive della coalizione. Ora sembra che sia arrivato il momento per riprendersi lo spazio politico che “a destra” si sta naturalmente ricreando dopo l'ann

9

invito (seconda parte)

02/08/2013 09:23

Postato da Doctor Koch

Alemanno afferma che la crisi della destra è generale e non solo limitata a Roma e al Lazio: certamente è vero , ma in questa regione il cosiddetto caso Fiorito, cha apparteneva allo schieramento di destra (ed ex AN, se non sbaglio) ha danneggiato enormemente la destra in quanto essa era al governo e nessuno, a quanto pare, si era accorto di ciò che accadeva, dando una pessima prova di attenta amministrazione.