Cerca nel sito:

mercoledì 23 maggio 2018

Luoghi della memoria

13/02/2018 07:28

Tra le nevi del Monte Piana

Un museo per ricordare chi combatté tra il gelo e le valanghe

Tra le nevi del Monte Piana

Capita che qualche turista, alla ricerca di un rifugio sulle Dolomiti, possa cercare riparo dentro a quello del Monte Piana, situato a quota 2325 nella splendida cornice del Cadore tra Misurina e Auronzo. Nella struttura, dedicata alla memoria del Maggiore Angelo Bosi, tra un caffè e un cioccolato caldo è possibile visitare il piccolo museo dedicato alle operazioni effettuate nella zona durante la guerra 1915-1918, con particolare riferimento a quanto accaduto sul Monte Piana, tra i ghiacciai del quale sono caduti innumerevoli Alpini e Alpenkorps austriaci.

Nel museo - si legge sul blog I Segreti della Storia - sono conservati una collezione di fucili, fotografie, elmetti, pinze tagliafili, bombe a mano e granate del tipo Shrapnel. Oggetti che, osservandoli, riportano i visitatori tra le asperità di un conflitto combattuto cento anni fa, tra il gelo e le valanghe.

Tra il 24 maggio 1915 (data dell’entrata in guerra dell’Italia) e il 22 ottobre 1917, il giorno della disfatta di Caporetto, si combatté sul Monte Piana una cruenta battaglia di logoramento, in cui per due lunghissimi anni i contendenti si batterono per un lembo di terra la cui conquista non avrebbe portato a nessuna significativa svolta quanto alle sorti generali del conflitto.

Ed è proprio durante uno di questi combattimenti che il 17 luglio 1915, mentre era impegnato ad osservare le operazioni dei suoi uomini contro le postazioni austriache da Piramide Carducci, un rifugio situato sulla sommità del Monte Piana, che cadde il Maggiore Angelo Bosi, comandante del 3° Battaglione, colpito al petto da un colpo di fucile.

Inutili furono i tentativi di salvargli la vita: morì agonizzante tra le braccia dei suoi Alpini. Per l’azione del 15-17 luglio 1915 gli fu concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: In combattimento, comandante di una colonna di due battaglioni, la diresse con ammirevole coraggio, calma ed energia, spiegando rare doti di intelligenza e di valore personale, finché cadde colpito a morte. Monte Piana, 15 e 17 luglio 1915”.

Vale la pena, passando per quei luoghi (oggi centri turisitici, ma cent'anni fa teatro di una sanguinosa guerra), fermarsi qualche minuto e dedicare un pensiero alla memoria del Maggiore Bosi e di quanti caddero sul Monte Piana, siano essi stati Italiani o Austriaci.

Scriveva in proposito un Capitano austriaco il 20 luglio 1915: Questo Monte è stato battezzato a ragione dagli Italiani Monte Pianto, tanto sangue è già stato costato e tanto ancora ne costerà a noi e agli Italiani, che non so proprio se il suo possesso possa giustificare un così grande sacrificio per noi e per loro. Quanti morti sono qui sepolti! Quanti morti davanti alle trincee! Se questo sia necessario davvero non lo so; so soltanto che questo vogliono coloro che stanno nelle retrovie, con i loro ordini perentori. Del resto, tutto ciò non mi riguarda: io devo soltanto obbedire!”. Quanti i soldati ancora sotto la neve che copre Misurina aspettano una nostra commossa preghiera?