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venerdì 15 dicembre 2017

In libreria

26/11/2017 14:06

Il Faro di capo Guardafui, testimone di un sogno imperiale

E' uscita la nuova edizione del libro di Alberto Alpozzi, che ripercorre novant'anni di storia con particolare riferimento al colonialismo nostrano

Il Faro di capo Guardafui, testimone di un sogno imperiale

 

“Vi era un tempo leggendario in cui le vite di pirati senza scrupoli si intrecciavano con quelle di corrotti avventurieri e quelle di trafficanti d'armi con quelle di enigmatici sultani. Un tempo in cui accordi segreti e inganni segnavano l'era del colonialismo nel Corno d'Africa e le rotte di audaci esploratori e avidi mercanti doppiavano tra mille insidie il famigerato capo del Leone dormiente”. Ovvero capo Guardafui. Proprio qui l'Italia di Mussolini costruì un faro a forma di fascio littorio (ancora oggi è il più grande esistente al mondo), intitolato allo statista Francesco Crispi. Un faro che servì a proteggere quei mari sia dalla secolare pirateria, sia dai disastrosi naufragi che in essi si erano ripetutamente verificati. A quel monumento, passato alla storia come simbolo del colonialismo italiano e testimone silenzioso del sogno imperiale del nostro Paese, è dedicato il libro di Alberto Alpozzi “Il Faro di Mussolini”, oggi riproposto in una nuova edizione ampliata ed aggiornata pubblicata dalle edizioni Eclettica. Un libro che il noto giornalista Fausto Biloslavo ha sinteticamente ed efficacemente definito come “un documentato ed inedito lavoro di ricerca storica scritto come se fosse un romanzo”.
Questo di Alberto Alpozzi, giornalista e fotografo torinese, è insomma un volume molto interessante, che propone “un'appassionata e inedita indagine storica per narrare quei luoghi e quegli uomini che segnarono gli avvenimenti cruciali della storia coloniale della Somalia”. Si tratta insomma di “un avvincente viaggio nella più lontana terra d’oltremare per riscoprire un capitolo di storia italiana ancora sconosciuto. Percorrendo le decennali vicende della costruzione del faro Crispi e delle molteplici battaglie che sotto la sua luce si consumarono - è spiegato nella scheda editoriale dell'opera - viene svelato un nuovo volto del colonialismo italiano in Somalia, rimasto sino ad oggi nascosto”. 
Leggendo le pagine di Alpozzi, insomma, si possono esplorare novant'anni di storia mondiale, ricostruita attraverso documenti e testimonianze uniche e fino ad oggi inedite che l'autore ha raccolto negli archivi militari e di Stato e proposto in questa nuova edizione di un libro arricchito tra l'altro dalla prefazione di Abdulkadir Yusuf Mohamed, ex Governatore di Guardafui. Che oltre ad esprimere un profondo attaccamento per la terra in cui ha rappresentato l'autorità, sottolinea che “orgogliosamente svettante sul Corno d'Africa, il faro di Guardafui segna ancora oggi la presenza italiana in Somalia, percepita in tutta l'architettura dello Stato”. E ricorda che l'Italia per costruirlo ebbe numerose difficoltà, che però riuscì a superare. “Il libro - scrive Abdulkadir Yusuf Mohamed - documenta il successo dell'Italia senza il contributo di altri Paesi occidentali e la sua opera per il miglioramento della vita della comunità locale”.

“Vi era un tempo leggendario in cui le vite di pirati senza scrupoli si intrecciavano con quelle di corrotti avventurieri e quelle di trafficanti d'armi con quelle di enigmatici sultani. Un tempo in cui accordi segreti e inganni segnavano l'era del colonialismo nel Corno d'Africa e le rotte di audaci esploratori e avidi mercanti doppiavano tra mille insidie il famigerato capo del Leone dormiente”. Ovvero capo Guardafui. Proprio qui l'Italia di Mussolini costruì un faro a forma di fascio littorio (ancora oggi è il più grande esistente al mondo), intitolato allo statista Francesco Crispi. Un faro che servì a proteggere quei mari sia dalla secolare pirateria, sia dai disastrosi naufragi che in essi si erano ripetutamente verificati. A quel monumento, passato alla storia come simbolo del colonialismo italiano e testimone silenzioso del sogno imperiale del nostro Paese, è dedicato il libro di Alberto Alpozzi “Il Faro di Mussolini”, oggi riproposto in una nuova edizione ampliata ed aggiornata pubblicata dalle edizioni Eclettica. Un libro che il noto giornalista Fausto Biloslavo ha sinteticamente ed efficacemente definito come “un documentato ed inedito lavoro di ricerca storica scritto come se fosse un romanzo”.

Questo di Alberto Alpozzi, giornalista e fotografo torinese, è insomma un volume molto interessante, che propone “un'appassionata e inedita indagine storica per narrare quei luoghi e quegli uomini che segnarono gli avvenimenti cruciali della storia coloniale della Somalia”. Si tratta insomma di “un avvincente viaggio nella più lontana terra d’oltremare per riscoprire un capitolo di storia italiana ancora sconosciuto. Percorrendo le decennali vicende della costruzione del faro Crispi e delle molteplici battaglie che sotto la sua luce si consumarono - è spiegato nella scheda editoriale dell'opera - viene svelato un nuovo volto del colonialismo italiano in Somalia, rimasto sino ad oggi nascosto”. 

Leggendo le pagine di Alpozzi, insomma, si possono esplorare novant'anni di storia mondiale, ricostruita attraverso documenti e testimonianze uniche e fino ad oggi inedite che l'autore ha raccolto negli archivi militari e di Stato e proposto in questa nuova edizione di un libro arricchito tra l'altro dalla prefazione di Abdulkadir Yusuf Mohamed, ex Governatore di Guardafui. Che oltre ad esprimere un profondo attaccamento per la terra in cui ha rappresentato l'autorità, sottolinea che “orgogliosamente svettante sul Corno d'Africa, il faro di Guardafui segna ancora oggi la presenza italiana in Somalia, percepita in tutta l'architettura dello Stato”. E ricorda che l'Italia per costruirlo ebbe numerose difficoltà, che però riuscì a superare. “Il libro - scrive Abdulkadir Yusuf Mohamed - documenta il successo dell'Italia senza il contributo di altri Paesi occidentali e la sua opera per il miglioramento della vita della comunità locale”.

CdG