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sabato 23 settembre 2017

Grande Guerra

16/07/2017 16:22

Ina Battistella, l'infermiera con il fucile

La storia della giovane volontaria della Croce Rossa decorata al valore militare

Ina Battistella, l'infermiera con il fucile

Ina Battistella era una ragazza con radicate ed intense idee patriottiche. Ancora giovanissima, prima dello scoppio della Grande Guerra dimostrò grande coraggio attraversando spesso – si legge in un articolo on line a lei dedicato – il confine italo-austriaco recandosi a Trieste con giornali e volantini da distribuire ai circoli irredentisti. Nel 1914 inoltre, pensando ad una prossima entrata in guerra, si iscrisse ad un corso della Croce Rossa Italiana per infermiere volontarie e nel 1915, quando il Paese entrò nel conflitto, venne subito mandata in zona operazioni in Friuli, dove si dedicò instancabilmente alla cura dei soldati feriti che arrivavano nell'ospedale a cui era stata assegnata. Che oltretutto veniva spesso bersagliato dall'artiglieria austriaca.

Per la sua costante e ammirevole dedizione, il 30 luglio 1916 le venne conferita una Medaglia di Bronzo al Valore militare con la seguente motivazione: “Infermiera Volontaria nell’ospedale di guerra n. 1 di Cormons, compiva la sua nobile missione anche durante gli attacchi dell’artiglieria nemica alla città, infondendo col suo mirabile contegno la calma nei ricoverati, concorrendo all’opera soccorritrice con fermezza d’animo e sereno coraggio. Cormons, agosto 1915-marzo 1916”.

Poi, nel 1917, Caporetto, con la sconfitta italiana e la ritirata. Ina, insieme ad altri medici e crocerossine, venne fatta prigioniera: tutti vennero destinati all'ospedale di Udine. Anche qui la giovane non smise di prodigarsi assistendo i feriti, soprattutto i prigionieri di guerra italiani.

Continuò dunque il suo lavoro Ina, senza mai far cessare la speranza nella Vittoria finale dell'Italia e nella redenzione della sua città. E per questo continuò a battersi. Letteralmente. Grazie alla “relativa libertà di movimento fra prigionieri, soldati e popolazione civile, incitava sempre alla resistenza e alla lotta, invitando a non disperare”.

Dopo la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto il 3 novembre 1918, quando le avanguardie del Regio Esercito stanno per entrare a Udine, Ina uscì per accoglierle. Ma venne a sapere che un battaglione austriaco era rimasto in città. A quel punto la giovane imbracciò un fucile. E insieme ad alcuni italiani aprì il fuoco sui nemici, costringendoli a fuggire precipitosamente. Per questo atto decisamente coraggioso, le venne conferita una seconda medaglia al Valor Militare, questa volta d'Argento. L'azione in questione, tra l'altro, è stata immortalata dal vignettista Achille Beltrame in una delle sue celebri copertine della Domenica del Corriere (n.51, 22-29 dicembre 1918) con la seguente didascalia: “L’Infermiera Volontaria Ina Battistella, ora decorata con Medaglia d’Argento al Valore, dopo essersi prodigata nell’ospedale contagiosi di Udine, all’alba della liberazione, generosamente si univa ai primi cittadini insorti per combattere e sbaragliare un battaglione austriaco che ancora resisteva”. Fu lei stessa a raccontare, nel suo libro di memorie, quel che accadde: “Fin dal mezzogiorno gruppi di armati di nostri giovanetti o di soldati prigionieri giravano per le vie dando la caccia ai nemici nascosti. Noi osservavamo un nucleo di costoro che facevano resistenza da un baraccone là nelle vicinanze; e impegnatosi in breve un fuoco piuttosto vivo, vi partecipammo, due soldati dell’ospedale e io, da un abbaino dell’edificio stesso del Dante, mentre altri dei nostri facevano fuoco dalle finestre e dal tetto di una villa vicina, fino alla resa dei ribelli”.

Questo suo atto è stato oggetto di qualche discussione, in quanto – si legge su I Segreti della Storia - tra i sette principi fondamentali della Croce Rossa (ed Ina era un'infermiera Cri) spicca proprio quello di astenersi “dal prendere parte alle ostilità e, in ogni tempo, alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e filosofico”. Vero. Ma bisogna anche ricordare che si era in guerra. Con tutto ciò che questo comporta. E poi “chi siamo noi per provare sdegno nei confronti di un'Infermiera Volontaria che, con con fiero ardore di Italiana, prese le armi contro il nemico della sua Nazione e della sua città dopo quattro anni di guerra mondiale? Ina Battistella rimane, quindi, un’eroina vera, eletta a simbolo del dovere e del patriottismo sincero di giovane Italiana, che vedeva in quei radiosi giorni del novembre 1918 il completamento dell’unità nazionale”. 

Cristina Di Giorgi