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sabato 20 gennaio 2018

Stragi partigiane

21/05/2017 15:15

San Possidonio e la "corriera fantasma"

La storia di uno dei tanti episodi di sangue consumati nel famigerato 'Triangolo della morte'

San Possidonio e la "corriera fantasma"

Tra le tante terribili storie che hanno avuto luogo, dopo l’8 settembre 1943, nel tristemente noto “Triangolo della morte” (il territorio compreso tra le province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna), c’è quella della Corriera Fantasma.

Si tratta di una strage consumatasi a metà maggio di quell'anno 1945. Nella notte tra il 14 a il 15 tre camion della Pontificia Opera di Assistenza provenienti dal bresciano (uno veniva da Rezzato, uno da Erbusco e uno da Brescia) e diretti al centro - sud con a bordo civili e reduci della Repubblica Sociale che tentavano di tornare alle loro case (tutti dotati di lasciapassare del Cln, a dimostrazione che a nessuno erano stati addebitati specifici atti di “violenza”), furono fermati dai partigiani all’altezza di Bondanello.

Sul uno dei mezzi (probabilmente quello proveniente da Brescia, sul quale tra l'altro era stata issata la bandiera vaticana) viaggiavano 43 persone, tra cui alcuni ragazzi che avevano frequentato la scuola Allievi ufficiali della Rsi di Oderzo (Tv) e altri che erano stati inquadrati in vari reparti militari della Repubblica Sociale. Tutti loro furono consegnati alla polizia partigiana di Concordia, che ne rinchiuse un gruppo a Villa Medici, ribattezzata “Villa del Pianto”. I prigionieri furono quindi depredati di ogni avere e massacrati. Era il 17 maggio. Due notti dopo - il 19 maggio – i sopravvissuti a questo primo eccidio furono fatti salire su un camion, che avrebbe dovuto portarli a Carpi. Il mezzo però si fermò a San Possidonio (Modena). Dove i prigionieri furono fatti scendere, condotti a gruppi nella campagna circostante, anche in questo caso depredati e quindi seviziati ed uccisi.

Nella primavera del 1946, dopo le accorate richieste e sollecitazioni delle famiglie degli scomparsi - scrive Raffaele Rivolta, presidente della Federazione di Brescia dell’Istituto nastro azzurro - viene trovata a Moglia (Mantova, al confine con il modenese) una prima fossa comune con i resti di sei persone, assassinate a colpi di arma da fuoco. Le indagini appurarono che, fermato l’automezzo, i partigiani trattennero 43 passeggeri, molti dei quali, trasferiti nella zona di Concordia (Mo), furono uccisi dopo pesanti interrogatori”. Ed è proprio a Villanuova di Concordia che, nel 1948, “fu scoperta un’altra fossa comune con i resti di dieci persone, cinque delle quali sono identificate come i militi della Rsi partiti da Brescia”. E non è finita qui, perché “nel gennaio 1968 è stata rintracciata una terza fossa in località San Possidonio (Modena), con i resti di altre venti persone nessuna delle quali fu identificata”. E probabilmente – ma si smise di cercare... - di fosse comuni nella zona ce ne sono ancora.

Nel 1971 (il 10 febbraio) seicento frammenti ossei provenienti da San Possidonio furono traslati in cassette avvolte nel tricolore e sepolti, in tre loculi senza nome (Ignoti all'uomo, noti a Dio...) nel cimitero di San Cataldo a Modena. Per quegli assassinii alcuni ex partigiani vennero denunciati per “omicidio volontario e continuato, malversazione continuata e sequestro di persona”: alcuni di loro furono processati e prosciolti. Altri, seppure condannati, beneficiarono dell’amnistia. Tutti, dunque, rimasero impuniti.

Dalla sentenza di uno dei processi (quello del 1970): “Coloro ai quali appartenevano i resti ossei riesumati in quel di San Possidonio furono appunto fermati nelle predette circostanze storiche ed ambientali e dalla rievocazione anche se frammentaria dei testi,si è saputo che furono dapprima rinchiusi in una ex casa del fascio,perquisiti e poi fucilati. Dalle indagini peritali è altresì risultato che furono percossi a sangue. Dal sistema è facile arguire che il motivo dell'eccidio fu rappresentato dal sospetto che si trattava di persone coinvolte con la cessata Rsi e quindi di avversari politici. Un sospetto che già animava gli esecutori in via generale rispetto a tutti coloro che provenivano dal Nord Italia (…). In quel momento anche un sospetto poteva costare caro al sospettato. L'eccidio fu dunque animato negli autori da un movente politico, tendente a combattere, attraverso la distruzione fisica di quelle persone, le idee che essi, per convinzione degli autori, avevano incarnato e che venivano ritenute contrastanti con l'interesse della Società e dello Stato. Quindi fu un plurimo omicidio con movente politico. Tale qualifica rende il reato sensibile all'operare dell'amnistia concessa con D.P.R. 4 giugno 1966 N° 332”.

Parole pesantissime. Sconcertanti. Alle quali si sono affiancati lunghi anni di silenzio colpevole e complice. E accuse, a chi chiedeva verità (perché solo con la verità si ha davvero giustizia), di “spudorata mistificazione” storica e politica. Tutto questo ha offeso ancora una volta quei morti innocenti. Innocenti, perché qualunque fosse stata la loro eventuale scelta politica o militare (non va dimenticato però che tra le vittime della strage c'erano anche dei civili), non meritavano di essere torturati, uccisi e gettati in una fossa comune. Ma tant'è: la barbarie sanguinaria – che non si parli di legittimo atto di guerra! Sarebbe un'offesa verso chi ha veramente combattuto, a prescindere dal colore della divisa indossata – produce tali frutti. Marci come l'odio che corrode gli animi di ancora oggi nega onori e memoria. Per fortuna c'è però anche chi quei Morti innocenti li ricorda. Tra loro i volontari dell'Associazione Memento, che ogni anno, in occasione dell'anniversario dell'eccidio, si recano a San Possidonio, dove una croce e un monumento ricordano la strage della Corriera fantasma. E rendono silenziosamente omaggio a quei morti, dicendo loro che, nonostante tutto, c'è qualcuno che non li dimentica.

Cristina Di Giorgi

Commenti 

4

Per conoscere molti nomi corredati di foto di codesta codarda gentaglia

23/05/2017 10:35

Postato da Antero

si può leggere l'ottimo saggio storico " I KILLER DELLA LIBERAZIONE" del Prof. Gianfranco Stella. Io sono riuscito a reperirlo contattando l'Autore che gentilmente me lo ha fatto pervenire. Un Testo che merita di essere letto. Anche questa prestigiosa Testata ne aveva ne aveva dato notizia : http://www.ilgiornaleditalia.org/news/la-nostra-storia/887428/La-guerra-civile-e-i-crimini.html

3

UNO DEI TANTI CRIMINI PERPETRATI DALLE BANDITAGLIE PARTIGIANE

22/05/2017 09:13

Postato da Antero

ZEPPE DI TRADITORI E RINNEGATI !

2

perchè tutti sappiano

21/05/2017 18:42

Postato da centrillo

sarebbe utile che fossero pubblicati i nomi e, se ci sono, le foto degli assassini perché tutti sappiano chi erano.