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mercoledì 23 maggio 2018

Storia

28/02/2017 17:24

La Rocca e le assurde polemiche del terzo millennio

Il faro delle Caminate di Meldola, a Forlì, e la solita solfa: "Riaccenderlo sarebbe apologia"

La Rocca e le assurde polemiche del terzo millennio

Il Pd si divide sul tema, l'Anpi strepita, ma il buonsenso vorrebbe che si dicesse basta una volta per tutte a queste contese demagogiche che sanno di muffa

Avevamo pensato di non occuparcene, perché davvero che barba, che noia. Alla fine abbiamo scelto di parlarne, invece, perché non se ne può più. La vicenda è quella del faro della Rocca delle Caminate, a Meldola, vicino Predappio, nel forlivese. Una Rocca medievale, sarà il caso di dirlo, di sottolinearlo, visto che di questo edificio storico pare si parli solo perché un giorno Benito Mussolini proprio lì convocò il primo Consiglio dei Ministri della neonata Repubblica di Salò. Di proprietà della Provincia di Forlì, il castello è stato recentemente restaurato e con esso il suo faro, acceso per la prima volta alla nascita di Romano Mussolini, figlio del Duce e di donna Rachele Guidi. Il fascio di luce tricolore che il faro emanava si vedeva a 60 km  di distanza. Dopo il restauro, nei giorni scorsi il sindaco di Meldola Gianluca Zattini ha avuto un'idea: riaccendiamo il faro - ha suggerito - sarà visibile da Imola a Rimini e richiamerà turisti. L'idea è anche quella di un ristorante, che potrebbe vitalizzare la zona. Ma ecco lo spettro: eh no! Che non diventi meta di nostalgici! Zattini vuole aprire al turismo in generale, lo ribadisce, d'accordo con lui anche la Provincia di Forlì. Il territorio. La Romagna. Anzi, uno spicchio di Romagna molto particolare, intenso, ricco di elementi paesaggistici interessanti e di scorci ameni. Ma ecco che arriva un deputato del Pd a dire che no, non si deve riaccendere quel faro, perché sarebbe "apologia del Fascismo". Avete letto bene... riaccendere un faro è "apologia". Ah, il deputato parla da Catania, in Sicilia. Gli risponde il forlivese Marco Di Maio, sempre Pd, e lo definisce "ridicolo". Poi c'è l'Anpi, che naturalmente deve dire la sua: "Continui a essere spento - dice la coordinatrice regionale Anna Cocchi - l'accensione era legata alla presenza di Mussolini, che non merita certo di essere ricordato"... da sottolineare: "che non merita certo di essere ricordato". Nel frattempo che scrivo queste righe, ho dimenticato il nome della signora... Ah, Cocchi, giusto. La quale si permette di decidere chi debba essere ricordato e chi no. Non si capisce a quale titolo, con quale prosopopea, in base a quali elementi, ma dice così. Non si ricordi, eh, mi raccomando. Non si ricordi chi ha dotato l'Italia di leggi che ancora oggi costituiscono il nostro ordinamento, non si ricordi chi debellò l'analfabetismo, chi rese l'Italia un Paese stimato, chi si prese la briga di bonificare quasi mezzo Stivale. Si ricordi la signora Cocchi, piuttosto, che oggi cola oro dalle labbra, oro da donare a questo popolo che non avrebbe niente da ridire sull'accensione di un faro in cima a un castello medievale: aprite bene le orecchie e ascoltate, la signora Cocchi sia ricordata per questo suo donare perle con sì tanta generosità a un popolo ingrato che oserebbe andare finanche a Meldola per rivedere acceso un faro sulla sommità di una Rocca.

Poi c'è lui, il Sindaco di Predappio Giorgio Frassineti, pure lui Pd, che nella città natale di Mussolini vuole restaurare la Casa del Fascio, e che si chiede se nel 2017 non sia il caso di  interrogarsi su "che senso abbia l’esistenza dell’associazione partigiani", e aggiunge: "Sinceramente credo che l’Anpi abbia esaurito il suo compito anni fa".  Ma la polemica continua, lui, Frassineti, vorrebbe starne fuori ma ad un certo punto non ce la fa più e sbotta su Facebook con un post dal titolo "La Rocca delle chiacchierate". Scrive: "Predappio da giorni è su tutti i giornali sulla questione legata all'accensione del faro della Rocca delle Caminate. Avrete certamente notato il fatto che non ho rilasciato dichiarazioni e che non voglio protagonismi. Questo perché ritengo che tutto questo clamore mediatico porta un danno ai nostri progetti, primo fra tutti il recupero del Palazzo del Fascio. Invito tutti a lasciarci in pace. Da più parti si fanno dichiarazioni che dimostrano di capire poco o niente di Predappio, e della nostra fatica quotidiana che spero tutti capiscano. La Rocca delle Caminate l'avete trasformata nella Rocca delle Chiacchierate! State parlando di niente. Se avete voglia date una mano seria a Predappio!". Marco Di Maio rincara la dose, e dice: "Il faro della Rocca delle Caminate si può anche lasciare spento, esattamente com'è oggi; ma non possiamo permettere che si spenga pure il buon senso. Ho risposto nei giorni scorsi ad un'interrogazione di un mio collega, il deputato Giuseppe Berretta di Catania, che ha messo in guardia il ministro dell'Interno a proposito di una gravissima ipotesi di reato di apologia del fascismo che a suo dire si stava compiendo a centinaia di chilometri da casa sua, qui in Romagna e addirittura dentro le istituzioni. Più precisamente nel Consiglio della Provincia di Forli-Cesena, reo di essersi espresso favorevolmente sulla riaccensione del faro della Rocca delle Caminate. Un deputato di Catania, mai stato da queste parti, mette sull'avviso il principale responsabile della nostra sicurezza nazionale sul fatto che nella terra che è medaglia d'oro al valore civile per il ruolo avuto durante la Liberazione (conferita il Quirinale nell'aprile 2009, io c'ero), si starebbe compiendo un atto che mira a rimettere in luce il fascismo. Chiunque voglia bene al proprio territorio, sentirebbe il dovere di rispondere ad una simile esagerazione. Se poi di questa interrogazione (per amor di verità, fino a questo momento MAI depositata in parlamento) che ha fruttato tanta visibilità a chi l'ha fatta - o meglio, annunciata - ne parlano giornali, telegiornali e siti web, star zitti diventa impossibile". E ancora: "Rispetto sinceramente le opinioni di chi è contrario e, lo ribadisco, personalmente non faccio della riaccensione del faro della Rocca la battaglia politica della vita o qualcosa a cui tengo particolarmente venga legato il mio nome. Ci terrei, però, che si evitassero le ipocrisie, le esagerazioni, le strumentalizzazioni e le banalizzazioni di chi la pensa diversamente".

Ma quante storie, ma quante polemiche sull'accensione di un faro... ma insomma siamo nel terzo millennio, lo si vuol capire o no? Sarebbe come impedire che vengano visitate le piramidi egizie perché vennero costruite da schiavi quando non c'era ancora la 626! Ma di che parliamo? E dire che il Sommo Poeta ci aveva pure redarguiti: "Fatti non foste a viver come bruti... "

Emma Moriconi

Commenti 

3

02/03/2017 08:24

Postato da Antero

http://www.trentinolibero.it/home/news/rubriche/lettere-dei-lettori/11970-qvietato-accendere-il-faroq-lo-chiedono-i-soliti-zombi.html

2

01/03/2017 09:49

Postato da semovente

I trinariciuti e la solita associazione ce la mettono tutta per evidenziare la propria grettezza.

1

01/03/2017 06:12

Postato da semovente

Fiat lux e che non rompano le palle.