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mercoledì 23 agosto 2017

Storia

12/05/2016 11:13

Caro Benito...

Lettera aperta a Mussolini

Caro Benito...

Ti racconto cosa succede quaggiù: i libri che parlano di te vanno a ruba, ancora oggi. Non stupirti, di personaggi come te non ne sono passati molti, da queste parti...

Caro Benito, ti do del "tu". Non ti darei mai del "lei", perché so che non ti piace; per rispetto della tua persona e della tua storia dovrei darti del "voi". Invece ti darò del "tu", perché ti conosco troppo a fondo per mantenere le distanze. Scrivo ogni giorno di te e della tua storia, racconto - nel mio piccolo e per quello che posso - chi eri davvero, e mi accade spesso di scontrarmi con un male che divora questa nostra Patria da oltre settant'anni. Si chiama "demagogia", questo male.

Lo spunto per scriverti mi arriva da una serie di eventi di questi giorni. L'ultimo in ordine di tempo è un articolo apparso un paio di giorni fa su un giornale di cui non ricordo il nome (sai, ne escono moltissimi, di articoli su di te, tenere il conto non è cosa facile), nel quale si raccontava di un esponente del Pd (è un partito, Benito, di centrosinistra... tu dirai: "ma che significa 'centrosinistra'? Lo so, avvengono cose complicate in questo nostro tempo...), il quale ha detto che non è molto contento del fatto che tua nipote Edda ed io andiamo a presentare il nostro libro dedicato alla tua Rachele in una cittadina che si chiama Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia. Dice che "la storia non va ribaltata". Vorrei rispondergli che se la storia di cui parla è quella composta di menzogne, beh... allora si, certo che va ribaltata. E vorrei rassicurarlo su una cosa: ce la metteremo davvero tutta, per ribaltarle le bugie, per tutta la vita. Insomma, sai, c'è chi crede di avere sempre ragione, chi pensa che a sette decenni di distanza ancora si possa pensare di indottrinare intere generazioni con quella che loro hanno spacciato per verità, spesso consapevoli del fatto che stavano diffondendo vili menzogne.

Il libro è dedicato a donna Rachele, è vero. Ma sai una cosa? Dice anche tante verità che abbiamo potuto trovare nelle nostre ricerche di archivio. Verità che però sono state accuratamente messe da parte, nel corso di questi lunghi anni che ci separano dalla tua morte.

Ti racconto una cosa: pensa, del tuo "Diario di guerra", ora che sono scaduti i tuoi diritti d'autore, hanno stampato varie edizioni. Evidentemente i tuoi scritti interessano una vasta fascia di Italiani (e non solo), ancora oggi. Vai a ruba, Benito, anche dopo settantuno anni dal tuo assassinio. Non ti sembri strano, di personaggi come te non ne sono passati molti, nella nostra storia. Anche il nostro lavoro dedicato a Rachele è un successo, sai? Abbiamo già stampato la seconda edizione, e siamo sulla buona strada per la terza.

Ebbene, a proposito del tuo "Diario" dei giorni in cui eri soldato nella Grande Guerra, c'è anche chi dice che quando fosti ferito approfittasti dell'occasione per defilarti dal fronte. Lo so, sono un po' tristi, questi personaggi. Non prendertela, ne dicono tante... Comunque è un vero peccato che non fossi presente quando hanno detto queste cose, sai? Perché avrei avuto da dire la mia... Però alla prossima occasione ti prometto che andrò, e anche ben preparata. Porterò con me una copia della tua cartella clinica di quei giorni in ospedale (si, l'abbiamo trovata, Edda ed io. E pensa, questi signori non si sono nemmeno presi il disturbo di leggerla. Sarebbe stato utile, ritengo), ne farò varie copie e le distribuirò al pubblico presente. Sai, l'Anpi dice che ho un "curriculum noto", quindi devo darmi da fare per non smentirli, almeno su questo. Sul resto, sai?, li smentisco spesso. Forse è questa la ragione per cui ce l'hanno un po' con me. Pazienza, credo che continuerò a dormire lo stesso.

A proposito, sai cosa hanno combinato lo scorso aprile? Si sono messi in testa di discutere anche le Sante Messe in suffragio dei defunti. Il che da una parte mi ha fatto un po' arrabbiare, dall'altra ho sorriso però, pensando che forse dipende dal fatto che sanno che la storia che hai scritto non è morta con te. Credo sia quella, a fare un po' paura.

Lo so, le tue ultime parole per noi sono state: "agite per sentimento, non per risentimento". Hai ragione, anche Edda lo dice sempre. Faccio uno sforzo, lo ammetto, per non provare almeno un po' di risentimento quando penso a ciò che accadde a piazzale Loreto, o a episodi come quello dell'eroe Carlo Borsani trascinato morto su un carretto della spazzatura, o come quello dei tanti, troppi trucidati, innocenti. Faccio uno sforzo quando vedo le vie e le piazze intitolate a quelli che si sono autoproclamati eroi mentre in molti casi erano solo dei vili assassini. E faccio un grande sforzo quando vedo, nelle città di tutta Italia, le opere che tu hai voluto realizzare per questo Paese ingrato. E pensa, i governanti di oggi non solo non sono in grado di fare altrettanto, ma neppure sono capaci di mantenere ciò che la tua epoca tanto infamata ci ha lasciato in eredità.

Per oggi devo salutarti, il mio spazio ha un limite. Ma tornerò a scriverti, perché di cose da dirti ne ho davvero tante. Nel frattempo sai cosa farò? Continuerò a girare la Penisola con la tua Edda, quella nipote che non hai mai conosciuto ma che ti ama tanto, e ti ricorda con affetto attraverso gli occhi di sua nonna. L'opera continua, tu riposa in pace. E grazie di tutto.

emoriconi@ilgiornaleditalia.org

Emma Moriconi

Commenti 

4

Grazie

19/05/2016 13:59

Postato da gondar

Grazie per i tuoi articoli Emma...leggere su "la Nostra Storia" è davvero una stimolante boccata d'ossigeno contrapposta alla grigia palude dei quotidiani contemporanei. Grazie ancora per il tuo lavoro.

3

12/05/2016 17:05

Postato da semovente

Complimenti vivissimi Signora Moriconi. Benito Mussolini non sarà mai dimenticato anche se ci sono individui che vorrebbero mandare in galera i possessori di oggetti che ricordano il Duce ed il suo Ventennio. Ancora complimenti.

2

L'Unico ...

12/05/2016 11:33

Postato da Antero

... vero STATISTA che abbiamo avuto !