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venerdì 15 dicembre 2017

Esteri

07/12/2017 09:44

Londra: 'Volevano uccidere Theresa May'

I servizi segreti britannici annunciano di aver sventato un attentato contro il premier

Londra: 'Volevano uccidere Theresa May'

L'idea era quella di far esplodere un ordigno nei pressi dei cancelli di sicurezza del numero 10 di Downing Street e poi, nel caos che ne sarebbe seguito, uccidere Theresa May colpendola con un coltello. Sarebbe questo il rudimentale progetto di attentato al primo ministro che i servizi segreti britannici hanno annunciato ieri di aver sventato, arrestando i sospetti che lo stavano pianificando.

Si tratta di due uomini di 20 e 21 anni, che sarebbero stati identificati rispettivamente come Naàimur Zakariyah Rahman e Mohammed Aqib Imran. Finiti in manette lo scorso 28 novembre a North Kensington (a ovest di Londra), risulta siano già stati incriminati per il descritto piano - riferiscono i media britannici, in particolare il quotidiano The Sun - e sono ora inattesa di comparire in tribunale con l'accusa di terrorismo.

Rahman, ritenuto l'aspirante attentatore, al momento del suo arresto sarebbe stato trovato in possesso di materiale per costruire ordigni artigianali. Quanto ad Imran, gli investigatori lo considerano come un probabile fiancheggiatore, aspirante affiliato dello Stato Islamico. E' accusato tra le altre cose anche di aver tentato di ottenere un passaporto falso e di voler raggiungere la Libia (dove al Baghdadi, nel suo ultimo recente messaggio, ha chiesto ai suoi miliziani di recarsi per continuare la guerra).

Nel rapporto dell'MI5 sulla vicenda, presentato martedì al Consiglio dei Ministri dal direttore dell'agenzia Andrew Parker e citato dal Daily Telegraph e dal Times, si fa inoltre riferimento, oltre all'episodio citato, ad almeno altri nove progetti di attentato ritenuti rilevanti scongiurati dai servizi di sicurezza e dalla polizia britannica negli ultimi mesi. L'MI5 ha poi precisato che negli ultimi quattro anni il numero totale di atti terroristici sventati assomma a 22 casi.

Le affermazioni di Parker, secondo cui - riporta il Times - la minaccia affrontata in questi mesi è stata “senza precedenti”, arrivano poche ore dopo la pubblicazione di un rapporto indipendente in cui si fa presente che, nonostante la nel complesso positiva azione preventiva in funzione antiterrorismo di Scotland Yard e MI5, non sono mancate lacune nella stessa. Il riferimento è in particolare a tre episodi: il primo è l'attacco di maggio alla Manchester Arena, quando un giovane attentatore suicida di origini libiche alla fine del concerto di Ariana Grande si fece saltare in aria tra la folla, uccidendo 22 persone e ferendone 116. L'uomo (identificato come Salman Abedi) risultava sotto i radar degli investigatori come “soggetto di interesse” già dal 2014, salvo poi uscirne in quanto ritenuto vittima di uno scambio di persona. Dunque - si sottolinea nella nota - avrebbe potuto essere fermato. Non solo. Già attenzionati dalle forze dell'ordine sembra fossero anche Khuram Butt (capo della cellula jihadista che il 3 giugno massacrò 8 persone a Londra sul Westminster Bridge e nel vicino Borough Market) e Khalid Masood, responsabile dell'attacco del 22 marzo a Westminster, quando lo stesso ha prima guidato la sua auto contro i pedoni sul celebre ponte uccidendo due persone (una terza è morta due settimane dopo) e poi si è diretto verso il Palazzo, dove ha colpito a morte una guardia con un coltello.