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venerdì 15 dicembre 2017

Esteri

12/10/2017 10:06

Madrid-Barcellona: aria sempre tesa

L'ultimatum di Rajoy a Puigdemont: 'Confermi se ha dichiarato l'indipendenza'. Ma la Catalogna non resta a guardare...

Madrid-Barcellona: aria sempre tesa

Il giorno dopo il discorso di Carles Puigdemont di fronte al Parlamento di Barcellona in cui il capo della Generalitat dichiarato di aver ricevuto “mandato dal popolo per trasformare la Catalogna in uno Stato indipendente e repubblicano”, salvo poco dopo chiedere al parlamento di Barcellona di sospendere la dichiarazione di indipendenza per “favorire il dialogo con Madrid”, Mariano Rajoy ha dato la sua risposta.

In una conferenza stampa tenuta al termine dei lavori del Consiglio dei ministri straordinario convocato proprio per discutere della questione Catalogna, il premier spagnolo ha espressamente chiesto al collega catalano di fare chiarezza su quanto da lui affermato: “confermi se ha dichiarato la secessione” ha detto Rajoy, lanciando un ultimatum fatto pervenire al governo di Barcellona mediante una lettera ricevuta nel pomeriggio di ieri. Una lettera in cui si dà tempo fino a lunedì per fornire i chiarimenti richiesti.

Rajoy, inoltre, ieri pomeriggio è intervenuto in Parlamento per riferire sulla situazione ed ha criticato duramente Puigdemont, riferendosi al suo discorso come ad un “attacco sleale e pericoloso alla Costituzione, all'unità della Spagna e alla convivenza pacifica dei cittadini. Il governo autonomo non ha rispettato la legge e le sentenze della Corte” ha detto ancora il premier di Madrid, sottolineando poi che quello attuale “è un momento grave per la nostra democrazia” in quanto “si stanno mettendo in discussione i principi della società democratica”. La conclusione del discorso è che “la Costituzione vieta di negoziare sulla titolarità della sovranità nazionale” e che “non può esserci mediazione tra legge democratica e illegalità”.

Resta ora da chiarire quali saranno le prossime mosse di Madrid. Che, come da più parti sottolineato, se decide di usare la linea dura con la regione ribelle potrebbe applicare l'articolo 155 della Costituzione spagnola, che consente di sospendere l'autonomia catalana (per attivarlo è necessario il via libera del Senato) e l'articolo 116, che permette di istituire lo “stato di eccezione” in una parte del territorio del Paese (in questo caso serve l'ok del Congresso).

Di fronte a tali possibilità, la replica di Barcellona appare come un'ulteriore minaccia: “Se il governo spagnolo farà ricorso all'art.155 della Costituzione contro la Catalogna, andremo avanti sulla strada dell'indipendenza” ha affermato infatti ieri, parlando a Catalunya Raduio, il portavoce della Generalitat Jordi Turull. Che ha quindi sottolineato come tale eventualità significherebbe “che non vogliono il dialogo e allora sarà chiaro che dovremo essere coerenti con i nostri impegni”.

Quanto al governo di Madrid comunque, vanno registrate una serie di dichiarazioni di appoggio. In primis quella del segretario socialista Pedro Sanchez, che ha anche reso noto di aver raggiunto con Rajoy un accordo per avviare una riforma della Costituzione che ridefinisca tra l'altro anche lo statuto della Catalogna. A tal fine – ha precisato il leader del Psoe – sarà formata a breve una commissione che lavorerà al progetto per sei mesi per poi sottoporre al parlamento le proprie conclusioni.

A proposito dell'Unione europea, ieri il vicepresidente dell'esecutivo comunitario Valdis Dombrovkis nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles ha ribadito la “fiducia nel premier Rajoy, con cui il presidente Juncker è in contatto costante. E anche in tutte le forze politiche che stanno lavorando per una soluzione che deve essere trovata nel pieno rispetto della costituzione spagnola”. Da registrare, inoltre, la nota diffusa ieri dal ministero degli Esteri di Parigi in cui si legge che “ogni dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte delle autorità catalane sarebbe illegale e non potrebbe in alcun caso essere riconosciuta. Ogni soluzione a questa crisi va trovata nel quadro costituzionale spagnolo. L'unità e la legalità costituzionale vanno rispettate e tutelate”. Sullo stesso tono, infine, le parole del portavoce di Angela Merkel, secondo cui “una dichiarazione di indipendenza della Catalogna sarebbe illegale e non sarebbe riconosciuta”. 

Cristina Di Giorgi