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lunedì 25 settembre 2017

Esteri

12/09/2017 15:41

Marine Le Pen torna in campo

La leader del Front National all'attacco del mondialismo

Marine Le Pen torna in campo

Si diceva che la sconfitta elettorale subita in occasione delle politiche nazionali contro l’astro nascente della sinistra radical chic Emmanuel Macron, avrebbe abbattuto definitivamente le aspirazioni politiche di Marine Le Pen. Così non è stato. A conclusione della pausa estiva – dedicata a profonde riflessioni e osservazioni – la pasionaria leader del Front National è infatti tornata a far politica in mezzo alla gente.

Intervenuta di fronte ad una platea di sostenitori, riuniti nel piccolo comune di Brachay (situato nel dipartimento dell’Alta Marna nella regione della Champagne Ardenne), vera e propria roccaforte del Front National, la Le Pen ha fatto un discorso all’insegna del patriottismo e dell’identità nazionale. Marine è dunque tornata in pista con la coerenza di chi non vuole ammainare i suoi valori. E con la perseveranza di chi non vuole arrendersi al potere neo-liberista e mondialista. Nel corso del suo discorso, la leader del Fn si è soffermata su diversi temi caldi tra cui il terrorismo islamico, l’immigrazione di massa, il sistema istituzionale francese, il pensiero politico del presidente Macron e l’abbattimento dei valori e degli ideali.

Sul tema della minaccia islamica, la Le Pen si è scagliata contro l’immobilismo delle istituzioni nazionali, accusate di miopia politica. In materia di crisi migratoria ha puntato il dito contro le lacune e le nefandezze del sistema di accoglienza e di diritto d’asilo in Europa: secondo lei la gravità della situazione migratoria è riconducibile alle scellerate politiche attuate dal cancelliere tedesco Angela Merkel e dall'inquilino dell'Eliseo Macron, non essendo esenti da responsabilità nemmeno Hollande e Sarkozy in passato. “Sono loro i colpevoli della crisi migratoria nel Mediterraneo – ha tuonato la Le Pen - la destabilizzazione e il caos sono sulle loro coscienze”. Con un atteggiamento da lei definito “pseudo umanitario”, i difensori dell’immigrazione di massa “stanno commettendo un crimine contro la Francia, l’Europa e la nostra civiltà”. Motivo questo per cui la la pasionaria del Fn sostiene che “l’alleanza dei patrioti rappresentata dai diversi gruppi parlamentari nel parlamento europeo è la sola speranza per l’Europa”.

Soffermatasi poi sulla situazione politico-istituzionale del Paese, la leader del Fn ha fatto un’interessante analisi del rovesciamento dell’apparato istituzionale storico – il bipolarismo tradizionale tra sinistra e destra - che da decenni caratterizzava la vita politica transalpina. La Le Pen ha fatto riferimento ad un sistema tripolare con l’estrema sinistra da una parte, “dominata dagli islamo-trotzkisti della France Insoumise di Mélénchon”, e il movimento En Marche di Macron dall’altra, “composto da borghesi di destra e di sinistra con una visione ultra liberale dell’economica ed europeisti sfrenati”. Ed ha proseguito sottolineando che “il macronismo è il trionfo della classe dominante per cui l’unico valore è il denaro”. In questo scenario, il terzo polo è rappresentato dal Front National, l’anti-tesi del macronismo e “l’alternanza patriottica e repubblicana”. La Le Pen ha anche duramente criticato la filosofia politica dell’attuale presidente Macron, incentrata sul pensiero unico, che si pone “l’obiettivo di de-politicizzare la società affinché possano prevalere i mercati e la finanza”.

Ed ha aggiunto: “Noi rifiutiamo il sistema all’americana dove il potere è nelle mani del mercato e delle oligarchie. Crediamo nel primato della politica poiché è l’unico che permette il trionfo del bene pubblico sugli interessi personali. Noi vogliamo cittadini coinvolti, attivi, combattivi, e non dei semplici osservatori. Serve una visione di Stato, una visione politica che dia un senso alla nostra storia”. E ancora: “nelle rovine di un sistema politico da ricostruire, solo chi è ispirato dalle convinzioni è capace di ripensare il futuro. Nell’era delle dittature tecnocratiche non vi è nulla di più bello della condivisione degli ideali, niente di più nobile di servire la nazione. La nostra lotta – ha concluso - non è solo di natura politica. E’ una lotta di civiltà”. Marine Le Pen all’assalto del mondialismo dunque. Una battaglia che tutti gli identitari dovrebbero condividere.

 

Claudio Pasquini Peruzzi