Cerca nel sito:

giovedì 27 aprile 2017

il fatto del giorno

21/04/2017 08:14

Parigi, c'è la firma dell'Isis

L'attentato rivendicato dallo Stato islamico. Polemiche sulla sicurezza francese: il terrorista era stato già arrestato per una sparatoria ma liberato poco dopo

Parigi, c'è la firma dell'Isis

 

L’attentato di ieri sera a Parigi è stato rivendicato  dall’Isis, con un comunicato che ricalca quelli usati per gli ultimi attacchi in Europa. L’attentatore, ucciso probabilmente dagli agenti durante il conflitto a fuoco seguito all’assalto, viene indicato dai terroristi islamici con il nome di battaglia Abu Yusuf al-Beljiki, il belga, ed è definito «uno dei combattenti dello Stato Islamico». 
Si tratterebbe di Youssef El Osri che sui social, prima dell’attacco, aveva dichiarato di «voler uccidere polizotti». L’uomo era stato arrestato e condannato sei anni fa per un’altra sparatoria, ma rilasciato dopo pochi mesi di carcere per una pena ridotta in appello. Era tenuto d’occhio (ma a quanto pare non abbastanza) dagli 0007 francesi perché ritenuto un “radicalizzato”.
L’auto sulla quale l’uomo è arrivato risulterebbe però intestata ad un altro 39enne.
Resta fitto invece il mistero attorno ad un eventuale complice: alcuni testimoni riferiscono di averlo visto scappare, ma per ora non c’è nulla di più concreto.
L’attentato di ieri sera a Parigi è stato rivendicato  dall’Isis, con un comunicato che ricalca quelli usati per gli ultimi attacchi in Europa. L’attentatore, ucciso probabilmente dagli agenti durante il conflitto a fuoco seguito all’assalto, viene indicato dai terroristi islamici con il nome di battaglia Abu Yusuf al-Beljiki, il belga, ed è definito «uno dei combattenti dello Stato Islamico». Si tratterebbe di Youssef El Osri che sui social, prima dell’attacco, aveva dichiarato di «voler uccidere polizotti». 

 

L’uomo era stato arrestato e condannato sei anni fa per un’altra sparatoria, ma rilasciato dopo pochi mesi di carcere per una pena ridotta in appello. Era tenuto d’occhio (ma a quanto pare non abbastanza) dagli 0007 francesi perché ritenuto un “radicalizzato”.L’auto sulla quale l’uomo è arrivato risulterebbe però intestata ad un altro 39enne.

Resta fitto invece il mistero attorno ad un eventuale complice: alcuni testimoni riferiscono di averlo visto scappare, ma per ora non c’è nulla di più concreto.

Igor Traboni