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martedì 28 marzo 2017

Dal mondo

20/03/2017 05:40

Germania-Turchia ai ferri corti

Erdogan Vs Merkel, clima sempre più incandescente in vista del referendum del 16 aprile

Germania-Turchia ai ferri corti

Tra Germania e Turchia, la situazione si fa incandescente. Erdogan ieri ha di nuovo accusato la cancelliera tedesca Angela Merkel di ricorrere a "metodi nazisti", in riferimento al divieto di tenere in Germania, per il referendum costituzionale del prossimo 16 aprile, comizi a favore del "sì". Lo ha detto in Tv, dando del "tu" alla cancelliera e accusandola di adottare questi metodi "contro i miei concittadini turchi in Germania e i miei ministri". Secondo Berlino il Presidente turco avrebbe "passato il limite". Non solo: il ministro degli Esteri danese ha convocato l'ambasciatore turco: ad accendere la miccia alcune minacce che sarebbero state rivolte ad alcuni cittadini turco-danesi che rischiano l'accusa di alto tradimento. Secondo Erdogan "il reporter Yucel è agente terrorista, grazie a Dio è stato arrestato". Il reporter, ha detto poi Erdogan - che lo aveva definito "un agente tedesco" -, sarà processato dalla "magistratura indipendente" turca. L'accusa è di "propaganda a sostegno di organizzazione terrorista" e "incitamento alla violenza pubblica". E questo è stato un altro elemento che ha contribuito a surriscaldare la tensione tra i due Paesi. Il corrispondente della Welt, comunque, sarà processato per spionaggio, mentre Ankara  ha convocato l'ambasciatore di Berlino, protestando per alcune bandiere del Pkk apparse in un corteo di curdi a Francoforte. La sensazione è - riferisce l'Ansa - che Erdogan stia conducendo la sua campagna adottando il sistema del muro contro muro con l'Europa.  Del resto, già ore prima Kalin aveva sottolineato come fosse "inaccettabile vedere i simboli e gli slogan del Pkk quando ai ministri curdi è stato impedito di incontrare i propri cittadini".

Sulla faccenda del reporter Welt Deniz Yucel, fermato lo scorso 27 febbraio per propaganda a sostegno di organizzazione terroristica e incitamento alla violenza, Erdogan ha accusato la Merkel dicendo che la cancelliera "rivuole indietro un agente terrorista".

E poi due giorni fa a Francoforte trentamila curdi sono scesi in piazza per festeggiare il loro capodanno, e hanno sventolato apertamente le bandiere del Pkk, il partito dei lavoratori del Kurdistan. Secondo le autorità tedesche  le bandiere non erano autorizzate, in ogni caso hanno riferito di aver evitato un intervento "per non provocare incidenti". Ma i turchi non sono rimasti molto soddisfatti di questa giustificazione, così hanno convocato l'ambasciatore tedesco: "La Germania ha messo il suo nome in un nuovo scandalo", ha detto il portavoce presidenziale Ibrahim Kalin, perché - sostiene -  il Pkk e' un "gruppo terrorista separatista". Acredine massima con la Merkel, che ha definito i paragoni con il nazismo indegni di un partner della Nato.

Adesso si parla della possibilità di una pianificazione di nuovi comizi turchi in Germania da parte dei ministri, sempre in vista del referendum costituzionale del 16 aprile: il timore è che essi alzino ancora di più la tensione.