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domenica 24 luglio 2016

Esteri - Il caso

13/02/2016 07:50

Ricordate Tsipras? Va sempre peggio

Nessuno ne parla più, eppure la Grecia è ormai in recessione. E in piazza la gente protesta, violenti scontri con la polizia ad Atene

Ricordate Tsipras? Va sempre peggio

 

Nessuno ne parla più, ma la Grecia ormai è allo stremo. Scontri ad Atene 
Il sinistro crepuscolo di Tsipras
di Igor Traboni
Dite la verità: un po’ ci eravamo scordati di Alexis Tsipras, il primo ministro che voleva risollevare la Grecia con le sue teorie sinistrorse. E che invece è finito tra i tipi sinistri, quelli cioè che le economie le affossano. E che non a caso è stato preso a modello anche da certa sinistra italiana, giusto il tempo di accalappiare qualche seggio, di quelli strapagati, all’Europarlamento.
Fatto sta che la Grecia va male, sempre peggio, nonostante il bis cui Tsipras ha sottoposto gli ellenici, facendosi rivotare.
Il prodotto interno lordo della Grecia è diminuito dello 0,6% nel quarto trimestre 2015 rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto allo stesso periodo del 2014, il crollo raggiunge il 2%. Oramai è recessione, insomma, altro che le scene pur drammatiche delle banche chiuse e delle file davanti agli sportelli di qualche mese fa.
E le avvisaglie sono arrivate già ieri, quando nel centro di Atene sono scoppiati violenti scontri tra la polizia  in assetto antisommossa e migliaia di agricoltori, provenienti soprattutto dall’isola di Creta, per protestare contro l’aumento delle tasse e la riforma delle pensioni.  Tra un lancio di verdura e uova e una serie di cariche con i lacrimogeni, quattro manifestanti sono stati arrestati; un bilancio tutto sommato ‘positivo’, anche perché è stato impedito ai trattori di arrivare fin davanti al Parlamento, dove la protesta avrebbe assunto toni ancor più eclatanti. Disagi anche nella periferia della capitale greca, con blocchi stradali lungo l’autostrada che porta all’aeroporto.
E dopo questa degli agricoltori, si prevedono altre proteste, coincidenti per l’appunto con i provvedimenti del governo di Alexis Tsipras, chiamato proprio in questi giorni ad approvare una delicatissima riforma delle pensioni, contestata dalla gente ma secondo il premier ellenico indispensabile per cercare di superare la prima revisione del prestito da 86 miliardi di euro ricevuto dai creditori.
Tsipras, insomma, è sempre più alle corde. Ma la Grecia, peggio, è oramai allo stremo e i greci disillusi dopo tante promesse.


Dite la verità: un po’ ci eravamo scordati di Alexis Tsipras, il primo ministro che voleva risollevare la Grecia con le sue teorie sinistrorse. E che invece è finito tra i tipi sinistri, quelli cioè che le economie le affossano. E che non a caso è stato preso a modello anche da certa sinistra italiana, giusto il tempo di accalappiare qualche seggio, di quelli strapagati, all’Europarlamento.
Fatto sta che la Grecia va male, sempre peggio, nonostante il bis cui Tsipras ha sottoposto gli ellenici, facendosi rivotare.Il prodotto interno lordo della Grecia è diminuito dello 0,6% nel quarto trimestre 2015 rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto allo stesso periodo del 2014, il crollo raggiunge il 2%. Oramai è recessione, insomma, altro che le scene pur drammatiche delle banche chiuse e delle file davanti agli sportelli di qualche mese fa.E le avvisaglie sono arrivate già ieri, quando nel centro di Atene sono scoppiati violenti scontri tra la polizia  in assetto antisommossa e migliaia di agricoltori, provenienti soprattutto dall’isola di Creta, per protestare contro l’aumento delle tasse e la riforma delle pensioni.  
Tra un lancio di verdura e uova e una serie di cariche con i lacrimogeni, quattro manifestanti sono stati arrestati; un bilancio tutto sommato ‘positivo’, anche perché è stato impedito ai trattori di arrivare fin davanti al Parlamento, dove la protesta avrebbe assunto toni ancor più eclatanti. Disagi anche nella periferia della capitale greca, con blocchi stradali lungo l’autostrada che porta all’aeroporto.E dopo questa degli agricoltori, si prevedono altre proteste, coincidenti per l’appunto con i provvedimenti del governo di Alexis Tsipras, chiamato proprio in questi giorni ad approvare una delicatissima riforma delle pensioni, contestata dalla gente ma secondo il premier ellenico indispensabile per cercare di superare la prima revisione del prestito da 86 miliardi di euro ricevuto dai creditori.Tsipras, insomma, è sempre più alle corde. Ma la Grecia, peggio, è oramai allo stremo e i greci disillusi dopo tante promesse.