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giovedì 31 luglio 2014

Intrigo internazionale

24/07/2013 06:46

Il giallo kazako si infittisce

Accuse e veleni a non finire

Il giallo kazako si infittisce
Da Astana fanno sapere che Alma Shalabayeva potrebbe tornare in Italia. Solo un tentativo di calmare le acque?

Il giallo kazako sembra molto lontano dall’essere risolto. E il pasticcio internazionale si ingarbuglia ogni giorno di più. Adesso, stando a quanto dichiarato dal primo ministro kazako Serik Akhmetov, Alma Shalabayeva e sua figlia Alua potrebbero addirittura tornare in Italia. Con la gentile concessione del Kazakistan, a patto che la donna presenti una richiesta scritta agli organismi giudiziari. Poi occorrerebbe una “garanzia” del governo italiano che in futuro, qualora ce ne fosse bisogno, accerti che la signora si presenti davanti a un ente di persecuzione penale del Kazakistan.

Dunque, la moglie del dissidente Ablyazov, dopo esser stata prelevata con la forza da 50 agenti della polizia italiana e rispedita in Patria suscitando lo sdegno e le perplessità internazionali, adesso la rivorremmo (e la rivorrebbero) di nuovo a Roma. Tutto molto strano, considerando il fatto che il governo kazako ha in ostaggio la moglie e la figlia di un super-ricercato. Forse, e molto più probabile, si tratta solamente di un tentativo di calmare un po’ le acque.

Ancora mistero sul coinvolgimento nella vicenda di alcune società private di investigazione, una italiana e una israeliana. Durante il blitz delle forze dell’ordine, nella notte tra il 28 ed il 29 maggio, due agenti della compagnia nostrana sono stati portati in Questura ed identificati. Ancora non è chiaro il ruolo giocato dagli agenti (pur sempre privati) di Tel Aviv. C'è un documento agli atti secondo cui una società israeliana avrebbe incaricato una società di security italiana di sorvegliare la villa romana della signora nei giorni precedenti l'irruzione della polizia. Per conto di chi agiva la società israeliana? Forse del governo kazako? Ancora non si sa.

Intanto Alma Shalabayeva ha incontrato, la scorsa settimana, il vice console italiano. Un colloquio breve, ma ufficiale, per farle firmare dei documenti che hanno confermato la revoca dell'ordine di espulsione dall'Italia.

Il ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, ha dichiarato che “il quadro è ancora molto scuro, così non sono chiari molti altri aspetti e le complicità di molte democrazie europee”.

Le polemiche non si placano. L’Italia starebbe anche valutando l’ipotesi di espellere l’ambasciatore kazako a Roma, Andrian Yemelessov. 

Paolo Signorelli