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giovedì 20 giugno 2013

Regno Unito

19/01/2013 09:52

Cameron bacchetta Bruxelles

Sotto accusa la distanza tra le istituzioni e i cittadini

Cameron bacchetta Bruxelles

Il premier britannico, David Cameron, si è pronunciato in merito ad una possibile uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ma solo tramite stampa. Il discorso, che avrebbe dovuto pronunciare da Amsterdam, è stato rinviato a causa della crisi degli ostaggi in Algeria. Le dichiarazioni, rilasciate ad alcuni quotidiani, mettono in risalto delle forti critiche verso le istituzioni dell’Eurozona, che starebbe accelerando l’allontanamento della Gran Bretagna. Al centro delle critiche ci sono le mancate riforme. I cambiamenti, secondo il premier inglese, devono arrivare su alcuni temi determinanti, come la crisi dell’Europa, la mancanza di competitività nell’economia globale e la straordinaria distanza tra Bruxelles e i cittadini dell’Unione. Cameron dichiara che “c’è un divario tra l’Ue e i suoi cittadini, ampliatosi enormemente negli ultimi anni, e che rappresenta la mancanza di un senso di responsabilità democratica a rispondere del proprio operato e soprattutto di consenso popolare, particolarmente avvertita nel Regno Unito”. In effetti, l’ondata di euroscetticismo che sta attraversando l’intero Vecchio Continente sta facendo riflettere molti, eccetto che i signori di Bruxelles. Cameron aggiunge che lui vuole “un’Unione Europea che abbia successo” e “una relazione tra la Gran Bretagna e Bruxelles” che permetta loro “di continuare a farne parte”. E non si fermano le critiche riguardo a come cresca l’insoddisfazione, poiché “l’Ue è vista come qualcosa che viene fatto alla popolazione, piuttosto che in suo nome”. Sicuramente Barroso e Von Rompuy non potranno prendere sotto gamba le pesanti parole del Primo Ministro. Anche perché, si sa, quando le critiche vengono dall’interno hanno una maggiore risonanza. Sicuramente Cameron ha evidenziato dei punti chiave sui quali Bruxelles avrebbe dovuto mettersi al lavoro già da diverso tempo. Specialmente sulla questione dell’appartenenza e della distanza tra le istituzioni del Vecchio Continente e i suoi cittadini. Una controprova di come la moneta non rappresenti in nessun modo un elemento unificante per creare una Nazione.

Federico Campoli