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sabato 20 gennaio 2018

il retroscena

12/01/2018 14:17

Occhio al portafogli: arriva un altro “trattato”

Su crescita, migranti ed Europa sagra della vuota retorica tra Gentiloni e Macron: col francese che incorona l’italiano in vista del 4 marzo

Occhio al portafogli: arriva un altro “trattato”

La sagra della fake news su crescita, migranti ed Europa. Questo il contesto, davvero poco incoraggiante, nel quale sta prendendo forma il trattato italo-francese, che sarà definito “del Quirinale”: qualcosa di cui si sa pochissimo, anche se la netta sensazione è che si tramuterà nell’ennesimo lacciolo dal quale l’Italia non avrà proprio nulla da guadagnare. Pur tessendone le lodi, su di esso sia Emmanuel Macron che Paolo Gentiloni hanno gettato una spessa cortina fumogena di retorica e slogan europeisti ritriti, per giunta conditi da continui riferimenti alla presunta “ripresa” e con il non secondario endorsement dell’inquilino dell’Eliseo sul suo interlocutore, in vista del 4 marzo. Luigi Di Maio, che a Macron aveva inviato una inquietante e al tempo stesso esilarante letterina qualche tempo fa, è servito….

Ma torniamo al famigerato trattato. "Abbiamo avuto occasione per rinnovare nostri impegni bilaterali che abbiamo preso mesi fa nel vertice di Lione - ha premesso il premier Gentiloni -. E' inutile ricordare quanto siamo importanti, storici e straordinari i rapporti tra Francia e Italia, rapporti che hanno radici nelle nostre civiltà e nella nostra cultura comune che si alimentano di una cooperazione dal punto di vista economico molto importante".

"Partiamo dai dati incoraggianti della crescita, dell'economia, del lavoro ma questi numeri macroeconomici devono tradursi in nuove occasioni di lavoro e benessere per le famiglie" e per questo l'Europa deve "scommettere sulla crescita", ha poi continuato Gentiloni parlando di Ue.

"C'è una crescente domanda di Europa nel mondo - ha detto ancora il presidente del Consiglio -, dai Balcani al Mediterraneo, su temi fondamentali come il clima, la lotta al terrorismo e per le libertà. A questa domanda di Europa cercheremo di dare un contributo nei prossimi mesi". E sul tema dei migranti sottolinea: "Abbiamo ottenuto dei risultati importanti nel 2017 nel contrasto ai trafficanti degli essere umani. Siamo orgogliosi e pensiamo che le politiche europee debbano andare avanti in questa direzione".

"Credo che l'unica cosa che non possiamo dire o promettere ai cittadini europei è che il problema dei grandi flussi migratori si possa cancellare, eliminare rapidamente con chissà quale ricetta miracolosa. Il problema - ha spiegato il premier - è gestire il problema, farlo insieme e mi pare che la cooperazione tra Francia e Italia sia un modello". Il famoso modello Ventimiglia: la Francia parla di migranti e l’Italia se li piglia…

Dal canto suo, Emmanuel Macron ha reso omaggio all'Italia per "l'ottimo lavoro fatto per ridurre la destabilizzazione causata dal fenomeno migratorio", riconoscendo che il nostro Paese "è riuscito a stabilizzare una situazione estremamente critica" ed esprime "rispetto per il lavoro che è stato condotto e per la sua qualità". Tuttavia, ha sottolineato Macron, "il tema delle migrazioni non è alle spalle, ci sono sempre fenomeni migratori molto importanti" ed il tema va affrontato "con determinazione, efficacia e umanità". Poi l'endorsement a Gentiloni: "Spetterà al popolo italiano esprimersi" al voto del prossimo 4 marzo, "mi guardo bene dal farlo io, ma consentitemi di dire che l'Europa ha avuto molta fortuna ad avere Gentiloni in questa funzione", "l'Europa è positiva per l'Italia e per l'Italia è positiva l'Europa". Un vero e proprio amore preelettorale. L'Italia, ha sottolineato ancora il presidente francese, "entra in un periodo elettorale e vorrei sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Gentiloni in queste mesi". "La sua azione in Italia ed in Europa, in particolare con la presidenza del G7, come membro del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - ha riconosciuto Macron - ha consentito di avviare una nuova dinamica a livello europeo, le scelte, i compromessi che sono stati sempre trovato ci hanno consentito di avanzare in tempi non facili".

Il Trattato del Quirinale che Italia e Francia firmeranno entro l'anno servirà a "dare nuove prospettive, a prendere atto di simboli, di nuove forme di cooperazione, che ci consentiranno di andare oltre", ha poi ha sottolineato il presidente francese, annunciando l'istituzione di "un gruppo di alto livello per questo lavoro, che concluderemo" entro il prossimo vertice italo-francese che si terrà in Italia, "è l'ambizione che dobbiamo avere per quest'anno".

La Francia crede "in un'avanguardia aperta" dell'Europa, aperta alla "maggiore ambizione di alcuni partner, non chiusa ad altri che vogliono seguirci, essere statici significa non essere ambiziosi", ha poi continuato Macron, sottolineando come nei fatti esista già un'Europa a due velocità.

Ma "bisogna vedere come avere un'Europa che acceleri, che avanzi - afferma -. Noi siamo per un'Europa che avanza, siamo una potenza economica, sociale, ambientale, scientifica e per questo deve accettare una maggiore integrazione di un cuore dell'Europa aperto a chi vuole seguire questa ambizione".

"L'Europa senza avanguardie nutre i populismi, i populismi vincono non per il fatto di avere un'ambizione europea, ma perché ci è mancata l'ambizione", ha continuato, ribadendo il concetto per cui "i populismi nascono dall'incapacità europea di proteggere i popoli, l'Europa che protegge consente di ridurre i populismi. Quando sul piano commerciale, sociale, delle frontiere abbiamo un'Europa che sa rispondere alle necessità, riduciamo il populismo".

@RobertVignola