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venerdì 15 dicembre 2017

Il fatto del giorno

07/12/2017 11:24

Ghizzoni in commissione, Boschi trema

Alla fine decisa l’audizione dell’ex ad di Unicredit, chiamato in causa da De Bortoli per le pressioni che avrebbe ricevuto dall’ex ministro

Ghizzoni in commissione, Boschi trema

Una giornata di scontri terribili, di tensione vera, scandita da comunicati e assai di più da voci di corridoio. Alla fine però si è voluto dare un senso, sempre che lo si possa dare, al lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche: l’organo ha deciso di convocare Federico Ghizzoni, l’ex amministratore delegato di Unicredit. A convincersi è stato il Pd, che pure aveva condotto, alla pari di altre forze politiche minori rappresentate in commissione, una “resistenza” per far sì che tale audizione non avesse luogo. Come noto il manager è stato citato da Ferruccio De Bortoli nel suo libro “Poteri forti (o quasi)” come la persona al quale l’allora ministro per le Riforme Maria Elena Boschi chiese aiuto per Etruria, quando suo padre era vicepresidente. Se il diretto interessato si è trincerato dietro un ostinato silenzio, la Boschi ha invece sempre negato, annunciando una denuncia per diffamazione. Proprio nelle ultime ore è invece emerso che l’ex ministro, ed attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, ha dato mandato ai suoi legali per presentare una citazione civile.

Nei prossimi giorni sarà quindi Ghizzoni  a dover raccontare la propria versione in audizione. E non sarà l’unico: la commissione di inchiesta sulle banche audirà oltre all'ex ad di Unicredit pure gli ex ministri dell'Economia Giulio Tremonti, Vittorio Grilli e Fabrizio Saccomanni. Da decidere le modalità di audizione di Gianni Zonin e Vincenzo Consoli, sulle quali però c'è la contrarietà del presidente Pier Ferdinando Casini.

Intanto proprio ieri sera Maria Elena Boschi, ospite di 'Porta a Porta', ha parlato ancora: "Io non faccio l'avvocato difensore di mio padre, ma io non sono mai venuta meno ai miei doveri costituzionali. I processi - dice - li stanno facendo nei talk show e nelle aule parlamentari mentre devono essere fatti nelle aule giudiziarie, ma serve attenzione su tutte le banche italiane, anche su quelle venete, ad esempio, perché i risparmiatori vanno tutelati tutti. Io non ho mai chiesto a Ghizzoni di studiare l'acquisizione di Banca Etruria, la mia famiglia aveva azioni per 10mila euro. Quello che scrive De Bortoli non è vero – ha insistito - ho incontrato Ghizzoni ma negli incontri avuti, che erano pubblici, come rappresentante del governo, è vero che ci sono state discussioni su sistema e anche sulle problematiche del mondo bancario, ma da questo non si può arrivare a dire che io ho fatto pressioni su Unicredit. Io non ho fatto pressioni, non è vero, ora è giusto tutelare la verità. Il governo si è occupato di banche, Etruria, Monte dei Paschi e delle altre banche, il governo Renzi ha poi deciso che Banca Etruria dovesse essere commissariata, mandando a casa il Cda, dove c'era mio padre. Nessun atteggiamento di favore mio o del governo nei confronti di mio padre".

L’ambiente si scalda…