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venerdì 15 dicembre 2017

Storie di successo

25/11/2017 11:31

Silvia Love, il 'ponte' con l’America

L’intervista al Real Estate Broker che lavora tra il mercato italiano e quello d’oltreoceano

Silvia Love, il 'ponte' con l’America

TO. Storie di successo
TIT. Silvia Love, il “ponte” con l’America
SOM. L’intervista al Real Estate Broker che lavora tra il mercato italiano e quello d’oltreoceano
Gli effetti della globalizzazione hanno modificato sostanzialmente le attività ed il modus operandi di tutti gli attori della filiera immobiliare, annessi gli agenti immobiliari. Se prima ci si rivolgeva solo ad un mercato locale mettendo in relazione le parti per la conclusione di affari, oggi si può fare molto di più. Per l’occasione sentiamo Silvia Love, Real Estate Broker americana, che, da qualche anno fa da “ponte” tra i due mercati (americano ed italiano), ci spiega come si può ampliare il volume d’affari di un agenzia immobiliare, come internazionalizzarla, sfruttando quanto di buono comporta la stessa globalizzazione, guardando così oltre i nostri confini.
- Silvia, quali sono stati i capitoli più significativi del suo percorso professionale nel settore immobiliare tra Stati Uniti ed Italia? 
- In Indiana ho lavorato duramente, riuscendo a diventare in pochi anni una top producer, superando tanti miei concorrenti. Questa forte esperienza mi ha dato la preparazione necessaria per poter affrontare con maggiore facilità le difficoltà che il mondo degli affari generalmente riserva. Approdata tre anni fa nel mercato italiano, mi sono confrontata con la diversità della lingua ed un diverso modello operativo. Ma anche grazie a queste, ho potuto ampliare la mia visione globale di business, perfezionando così il mio modus operandi che oggi mi permette di lavorare fungendo proprio da “ponte” tra i due mercati.  
- Quali le difficoltà più pesanti che ha incontrato facendo ingresso nel mercato italiano?
- La prima difficoltà che ho incontrato è stata quella del primo anno legata ad una questione personale dovuta alla lingua, tanto che a volte nel gestire la mia rete di collaboratori non riuscivo a traferire interamente loro le mie indicazioni operative e, a volte, si sono create delle situazioni tanto comiche quanto divertenti che al sol ricordo mi fanno ancora sorridere. La seconda invece è per via della burocrazia, troppo lenta in confronto a quella americana.
- Come arrivano a te i clienti americani?
- Essendo una Real Estate Broker statunitense, ho un mio networking di clienti che, sapendo della mia esperienza in Italia, si affidano quando decidono di voler qui investire.
- Come mai gli americani decidono di investire in Italia?
- L’Italia è un Paese bellissimo che piace molto agli americani. La natura, il cibo, il mare e la lingua italiana sono a dir poco meravigliosi ed è inevitabile che in tanti vogliono godersi tutto questo. Poi ci sono anche coloro che avendo radici italiane, decidono di ricongiungersi alle proprie origini, ed altri ancora vogliono semplicemente crearsi un’opportunità di business, magari sfruttando la posizione centrale del Paese tra i diversi continenti, per fare affari globalmente.
- Quale suggerimento si sente di voler dare agli agenti immobiliari italiani, magari per meglio superare le difficoltà dovute alla crisi, che ancora oggi sembrano insuperabili?
- Suggerisco principalmente loro di non rinunciare mai ai propri sogni ed alle loro ambizioni e di non importarsi mai dell’altrui opinione. Di seguire sempre e comunque le loro passioni ed il loro cuore, lasciando che il successo arrivi da se.
di Michele Cotugno 
Gli effetti della globalizzazione hanno modificato sostanzialmente le attività ed il modus operandi di tutti gli attori della filiera immobiliare, annessi gli agenti immobiliari. Se prima ci si rivolgeva solo ad un mercato locale mettendo in relazione le parti per la conclusione di affari, oggi si può fare molto di più. Per l’occasione sentiamo Silvia Love, Real Estate Broker americana, che, da qualche anno fa da “ponte” tra i due mercati (americano ed italiano), ci spiega come si può ampliare il volume d’affari di un agenzia immobiliare, come internazionalizzarla, sfruttando quanto di buono comporta la stessa globalizzazione, guardando così oltre i nostri confini.

Silvia, quali sono stati i capitoli più significativi del suo percorso professionale nel settore immobiliare tra Stati Uniti ed Italia? 

In Indiana ho lavorato duramente, riuscendo a diventare in pochi anni una top producer, superando tanti miei concorrenti. Questa forte esperienza mi ha dato la preparazione necessaria per poter affrontare con maggiore facilità le difficoltà che il mondo degli affari generalmente riserva. Approdata tre anni fa nel mercato italiano, mi sono confrontata con la diversità della lingua ed un diverso modello operativo. Ma anche grazie a queste, ho potuto ampliare la mia visione globale di business, perfezionando così il mio modus operandi che oggi mi permette di lavorare fungendo proprio da “ponte” tra i due mercati.  

Quali le difficoltà più pesanti che ha incontrato facendo ingresso nel mercato italiano?

La prima difficoltà che ho incontrato è stata quella del primo anno legata ad una questione personale dovuta alla lingua, tanto che a volte nel gestire la mia rete di collaboratori non riuscivo a traferire interamente loro le mie indicazioni operative e, a volte, si sono create delle situazioni tanto comiche quanto divertenti che al sol ricordo mi fanno ancora sorridere. La seconda invece è per via della burocrazia, troppo lenta in confronto a quella americana.

Come arrivano a te i clienti americani?

Essendo una Real Estate Broker statunitense, ho un mio networking di clienti che, sapendo della mia esperienza in Italia, si affidano quando decidono di voler qui investire.

Come mai gli americani decidono di investire in Italia?

L’Italia è un Paese bellissimo che piace molto agli americani. La natura, il cibo, il mare e la lingua italiana sono a dir poco meravigliosi ed è inevitabile che in tanti vogliono godersi tutto questo. Poi ci sono anche coloro che avendo radici italiane, decidono di ricongiungersi alle proprie origini, ed altri ancora vogliono semplicemente crearsi un’opportunità di business, magari sfruttando la posizione centrale del Paese tra i diversi continenti, per fare affari globalmente.

Quale suggerimento si sente di voler dare agli agenti immobiliari italiani, magari per meglio superare le difficoltà dovute alla crisi, che ancora oggi sembrano insuperabili?

Suggerisco principalmente loro di non rinunciare mai ai propri sogni ed alle loro ambizioni e di non importarsi mai dell’altrui opinione. Di seguire sempre e comunque le loro passioni ed il loro cuore, lasciando che il successo arrivi da se.

Michele Cotugno