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martedì 19 giugno 2018

il retroscena

25/08/2017 10:40

Il minibot, spauracchio d’Europa

Bruxelles cerca di stoppare l’idea, il fautore Claudio Borghi: 'Non è una moneta parallela, ma ci metterà nelle condizioni di non sottostare a ricatti quando ridiscuteremo i trattati'

Il minibot, spauracchio d’Europa

Minibot: saranno loro a salvarci? E ancora: si tratta di moneta parallela o altro? Berlusconi ha dato il suo ok, ma il centrodestra potrà essere unito? Troppa carne al fuoco, forse, un dato di fatto però c’è: la commissione Ue dopo giorni di silenzio con i quali ha accolto la notizia, ieri ha affrontato l’argomento evidentemente spinta pure dal grande interesse destato nell’ambiente economico mondiale, che senza farsi sentire troppo dall’opinione pubblica continentale si guarda dal come risolvere i troppi guai dell’euro. “L'euro è l'unica valuta prevista nell'Ue e una moneta parallela sarebbe contraria al Trattato. Così la Commissione europea bocca la proposta del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. "Nessuna eccezione possibile, neanche solo a livello nazionale”: questo lo scarnissimo comunicato dettato alle agenzie di stampa.

Ma non è così semplice. Claudio Borghi Aquilini, il responsabile economico della Lega, ne ha diffusamente parlato  a Radio Padania. Che spiega che i minibot non sono neanche un’idea nuova che “fa parte di tutta quella serie di espedienti affinché non si faccia la fine della Grecia qualora arrivassimo al potere. Ma è bastato questo ok di massima da parte di Berlusconi per far esplodere la questione” anche se il dirigente cerca uno schieramento ancora più ampio che guardi a questa soluzione. Sicuro non siamo davanti una moneta parallela. “Berlusconi forse non ha capito, ma forse in maniera involontaria è sulla strada giusta. La commissione europea avrebbe enormi difficoltà nel bocciarla”, come hanno peraltro cercato di fare i 5 saggi economici della Merkel. “Oggi se io voglio comprare un Bot o un Cct, il taglio minimo è mille euro. Se ne stampiamo o produciamo di taglio inferiore, ma sempre titoli di stato a tutti gli effetti, possono essere una prima opzione di saldo immediato dei crediti che i cittadini hanno nei confronti della pubblica amministrazione”, per decine di miliardi di euro. Quindi gli esempi: Borghi cita i mini-assegni degli anni ’70, “che potevano essere utilizzati e che erano accettati da tutti, o i ticket restaurant di oggi utilizzati in supermercati bar e ristoranti, o i gettoni del telefono fino agli anni ’80 utilizzati come le 200 lire. Se invece dell’allora Sip o degli attuali consorzi di ristoratori fosse lo Stato a ritirare – e quindi garantire – i minibot per tasse, biglietti ferroviari, bollette, compagnie petrolifere statali, a quel punto questa enorme massa di denaro, 100 miliardi, saranno accettati da tutti”, per normali regole di concorrenza. Cosa che “non aumenta il debito, ma va a saldare quello che lo Stato deve ai cittadini e che non gli sta pagando”. Smentita quindi la lettura di nuovo debito data da alcuni osservatori: “non è debito aggiuntivo – spiega ancora Borghi – perché vanno ad essere un’alternativa alle banconote”, il cui quantitativo attuale è insufficiente al pagamento del funzionamento del sistema. La restituzione, quindi, di quanto ai cittadini lo Stato non è stato colpevolmente capace di dare. “Le banche dovranno poi ingegnarsi affinché possano gestire i minibot, perché depositati nel conto corrente andranno a finire sul conto titoli, come accade oggi per i Bot”.

Le conclusioni: “Uscire dall’euro in modo concordato, che era una delle possibilità a cui noi dovevamo prepararci in fretta, è un’esigenza: dobbiamo attrezzarci per gestire le nostre cose da soli. Qualsiasi sia il programma economico che presentiamo, se non siamo preparati e all’Unione europea non andrà bene, la boccerà facendo salire lo spread in 12 secondi e godendo pure. In caso di dura negoziazione, la cosa che spaventa di più la gente è la corsa agli sportelli. Con i minibot questa paura svanisce, perché li stampiamo noi, senza aspettare Draghi o Weidmann”, l’attuale capo della Bundesbank, falco verso l’Italia. Che avrebbe a quel punto le ali tarpate. Di qui il fuoco di sbarramento venuto fuori in Europa: ma il responsabile economico della Lega spiega: “La moneta parallela è un sistema di compensazione, per economie chiuse. Noi non dobbiamo parlare di moneta riguardo i minibot, anche perché non potremmo stamparla. I minibot sono invece più simili ai certificati di credito fiscale, buoni tasse che uno potrà ricevere in questo momento e scontare col pagamento delle tasse tra un certo numero di anni: ma in più hanno la possibilità di sostituirsi, in caso di necessità all’euro nella vita quotidiana dei cittadini”. Ciò che Cipro e la Grecia non ebbero, a loro tempo. E ne pagano ancora le conseguenze.

@RobertVignola