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venerdì 18 agosto 2017

il caso

12/08/2017 11:10

Il governo chiede il conto a Lampedusa

Sette anni di agevolazioni fiscali cancellati, Roma vuole tutto indietro

Il governo chiede il conto a Lampedusa

La “sindaca” immigrazionista Giusy Nicolini ha trovato posto alla segreteria PD? Alle ultime elezioni comunali è stata bocciata? E finisce, come per incanto, anche la moratoria fiscale che il governo Berlusconi aveva concesso sette anni fa a Lampedusa per lo stato d’emergenza immigrazione.

Il sindaco Totò Martello, neoeletto e vincitore della sfida contro la dem renziana Giusy Nicolini è già sul piede di guerra: "Una follia. Dopo anni di crollo del turismo e al prezzo di sacrifici pesantissimi per la cittadinanza per accogliere i migranti, non ci consentono nemmeno uno sgravio sulle imposte di questi anni, né una detrazione su quelle future — dice Martello al Corriere —. E allora basta: mi costringeranno a chiudere il centro di accoglienza". Martello ha poi parlato dell'incontro col viceministro Morando: "Si è detto disponibile soltanto alla rateizzazione del pregresso. Centoventi rate. Nulla di più. Perché qualunque forma di incentivo, mi ha detto, è contraria alla normativa Ue sugli aiuti di Stato. Capisce? Proprio l’Europa che ha dato l’anno scorso tre miliardi di euro alla Turchia per fermare l’afflusso di migranti sulle coste greche".

È ancora il centrodestra a schierarsi "con i lampedusani senza se e senza ma. Qualche anno fa, il Governo Berlusconi aveva concesso agli abitanti dell'isola una moratoria fiscale per compensare i disagi dovuti al pesante fenomeno migratorio che aveva investito Lampedusa. Oggi la sinistra non solo ha deciso di togliere la moratoria ma ha perfino chiesto gli arretrati", dichiara l'onorevole di Forza Italia Daniela Santanché. "Una decisione inaccettabile e vergognosa, indecente di un Paese civile. Uno Stato non può dire ai cittadini di non pagare per poi chiedere loro di pagare con gli interessi. La scusa dell'Europa poi non regge- continua la nota- Ci sono molti Stati che non rispettano le direttive europee che ritengono ingiuste, non si capisce perché l'Italia debba sempre accettare di tutto. Oggi tocca agli abitanti di Lampedusa, domani toccherà ai terremotati dell'Italia centrale. Tutto questo non può essere tollerato, questo modo di fare non appartiene ai metodi di uno Stato civile e liberale".