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martedì 21 novembre 2017

La lettera

24/02/2017 07:14

Appello ai Mediatori d'Italia: 'Uniamoci'

Appello ai Mediatori d'Italia: 'Uniamoci'

Carissimi amici e colleghi, questo messaggio parte dal profondo del mio cuore ed è rivoto al cuore di tutti voi, per chiedervi pubblicamente di unirci negli animi e negli intenti per batterci ad alta voce ed all’unisono per pretendere maggior rispetto e tutele per la nostra categoria, oggi sola ed abbandonata dalle Istituzioni tutte. Tante, troppe le problematiche che la riguardano, bisognose di immediate soluzioni che se tarderanno a pervenire sarà solo peggio per noi. 
Credo fortemente nella nostra unione, anche perché non potrei fare altrimenti visto che quello di unirci, prima ancora di essere un bisogno è un desiderio che ha sede nel profondo intimo di tutti quelli che come me, amano il proprio lavoro e sono disposti a “battersi” come leoni per preservarlo. Ma solo se saremo capaci di unirci potremo davvero imporci con la giusta capacità, forza e peso, in ogni tavolo istituzionale che ci riguardi, per reclamare quei diritti oggi lesi. E solo allora ci potremo confrontare con i tanto temuti Big, in modo paritetico e non più subalterno, dando così inizio ad un nuovo e stravolgente modello operativo più equo, evoluto, indipendente e soprattutto non asservito. 
Dovremmo pertanto batterci per: l’abrogazione dell’iniquo e dannoso Decreto 141 / 2010; far detrarre fiscalmente del 100 % le sole fatture di mediazione; l’eliminazione dell’obbligo di riportare in atto pubblico le somme a noi dovute;  essere esonerati dall’obbligo degli studi di settore; poter detrarre fiscalmente al 100% il bene strumentale dell’auto; un maggior contrasto riguardo il più grande fenomeno di abusivismo dei nostri tempi che si svolgerebbe nel web (piattaforme internazionali delle locazioni brevi che agirebbero da figure intermedie non essendo tali); un obbligo normativo per i mezzi pubblicitari (portali pubblicitari ecc.) per permettere di pubblicizzare solo agli agenti immobiliari, ai procuratori speciali ed ai proprietari, arginando il fenomeno dell’abusivismo; l’Istituzione un albo nazionale ed, infine, il diritto ad un “sussidio” economico di solidarietà in caso di dismissione dell’impresa.
L’imperativo dovrà essere quello di fare di noi sempre più dei consulenti e non solo mediatori, per invadere nuovi mercati ed evitare di essere estromessi da quelli in cui operiamo, divenendo il punto di incontro tra domanda e offerta nel mercato virtuale e non solo in quello reale. 
Desidero quindi che il questo appello non resti vano e sia accolto da tutti coloro che come me sentono forte il fisiologico desiderio di cambiamento evolutivo, in modo da contribuire assieme alla nostra causa, salvando la categoria dalla graduale decimazione che è in atto per via delle irrisolte problematiche sopra elencate, di cui stranamente nessuno parla e chissà come mai. 
Facciamo così tesoro del saggio insegnamento dei marinai, che per superare le avversità del mare in tempesta, stando in un’unica barca remano tutti in un'unica direzione, mai controvento, ognuno al proprio posto e nel relativo ruolo.  
A tutti voi Mediatori, il mio sentito ad maiora!            
                                                                                       
Michele Cotugno 
Community Manager dei Gruppi “Agenti di Affari in Mediazione a confronto”
Carissimi amici e colleghi, questo messaggio parte dal profondo del mio cuore ed è rivoto al cuore di tutti voi, per chiedervi pubblicamente di unirci negli animi e negli intenti per batterci ad alta voce ed all’unisono per pretendere maggior rispetto e tutele per la nostra categoria, oggi sola ed abbandonata dalle Istituzioni tutte. Tante, troppe le problematiche che la riguardano, bisognose di immediate soluzioni che se tarderanno a pervenire sarà solo peggio per noi. 

Credo fortemente nella nostra unione, anche perché non potrei fare altrimenti visto che quello di unirci, prima ancora di essere un bisogno è un desiderio che ha sede nel profondo intimo di tutti quelli che come me, amano il proprio lavoro e sono disposti a “battersi” come leoni per preservarlo. Ma solo se saremo capaci di unirci potremo davvero imporci con la giusta capacità, forza e peso, in ogni tavolo istituzionale che ci riguardi, per reclamare quei diritti oggi lesi. E solo allora ci potremo confrontare con i tanto temuti Big, in modo paritetico e non più subalterno, dando così inizio ad un nuovo e stravolgente modello operativo più equo, evoluto, indipendente e soprattutto non asservito. 

Dovremmo pertanto batterci per: l’abrogazione dell’iniquo e dannoso Decreto 141 / 2010; far detrarre fiscalmente del 100 % le sole fatture di mediazione; l’eliminazione dell’obbligo di riportare in atto pubblico le somme a noi dovute;  essere esonerati dall’obbligo degli studi di settore; poter detrarre fiscalmente al 100% il bene strumentale dell’auto; un maggior contrasto riguardo il più grande fenomeno di abusivismo dei nostri tempi che si svolgerebbe nel web (piattaforme internazionali delle locazioni brevi che agirebbero da figure intermedie non essendo tali); un obbligo normativo per i mezzi pubblicitari (portali pubblicitari ecc.) per permettere di pubblicizzare solo agli agenti immobiliari, ai procuratori speciali ed ai proprietari, arginando il fenomeno dell’abusivismo; l’Istituzione un albo nazionale ed, infine, il diritto ad un “sussidio” economico di solidarietà in caso di dismissione dell’impresa.

L’imperativo dovrà essere quello di fare di noi sempre più dei consulenti e non solo mediatori, per invadere nuovi mercati ed evitare di essere estromessi da quelli in cui operiamo, divenendo il punto di incontro tra domanda e offerta nel mercato virtuale e non solo in quello reale. Desidero quindi che il questo appello non resti vano e sia accolto da tutti coloro che come me sentono forte il fisiologico desiderio di cambiamento evolutivo, in modo da contribuire assieme alla nostra causa, salvando la categoria dalla graduale decimazione che è in atto per via delle irrisolte problematiche sopra elencate, di cui stranamente nessuno parla e chissà come mai. Facciamo così tesoro del saggio insegnamento dei marinai, che per superare le avversità del mare in tempesta, stando in un’unica barca remano tutti in un'unica direzione, mai controvento, ognuno al proprio posto e nel relativo ruolo.  

A tutti voi Mediatori, il mio sentito ad maiora!

Michele Cotugno Community Manager dei Gruppi “Agenti di Affari in Mediazione a confronto”