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venerdì 28 aprile 2017

Lavoro e dintorni

11/01/2017 19:32

Tiscali: l'Ugl Telecomunicazioni prende le distanze dalla Triplice

Barbara Marongiu, battagliera responsabile del sindacato per l’azienda sarda, si fa portavoce delle perplessità dei lavoratori rispetto ad uno stato di agitazione che potrebbe mettere in pericolo i posti

Tiscali: l'Ugl Telecomunicazioni prende le distanze dalla Triplice

 

La notizia è apparsa sui quotidiani il 5 maggio dello scorso anno: Renato Soru, europarlamentare Pd (ancora in carica), ex governatore della Sardegna, oltre che imprenditore e patron di Tiscali è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale.

L’ex governatore era accusato di aver evaso 2,6 milioni di euro nell’ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali.

Nel frattempo, a marzo 2016 per la Tiscali sull’orlo del fallimento è subentrata una nuova proprietà attraverso la fusione tra Tiscali Spa ed Aria spa che ha approvato un piano industriale, con riduzione dell’indebitamento e scelte che, anche se apparentemente dolorose, sono il segno di un cambio di passo, quali la cessione di una gara, quella SPC - Consip, vinta con un ribasso non sostenibile da un’azienda che non punta sui contributi pubblici per sostenersi.

Per la prima volta, a dicembre, lo stipendio dei lavoratori è stato pagato con denaro presente in cassa e non attraverso affidamenti bancari, anche se vi sono cessioni di rami di azienda, che però appaiono strategiche per chi ha deciso di dare linfa vitale a Tiscali nell’ambito suo naturale, quello della fibra.

Incredibilmente CGIL, CISL ed UIL, appiattite sulle posizioni aziendali, intanto che la discesa della Tiscali vedeva il suo fondatore (per alcuni affondatore) al timone, ora hanno proclamato lo stato di agitazione con una campagna giornalistica che alcuni ritengono diffamatoria e pericolosa, perché potrebbe far perdere la fiducia negli investitori, mettendo così in reale pericolo la sorte dei lavoratori che, viceversa, nei corridoi, parlano di quel contratto di solidarietà che, dopo pochi mesi, è stato sospeso in diverse aree dell'azienda grazie alla sua riorganizzazione.

Così la combattiva responsabile nazionale per la Tiscali dell’UGL Telecomunicazioni, per difendere gli interessi dei lavoratori, è costretta a vestire gli scomodi apparenti panni del sindacalista aziendalista in polemica con quella che un tempo era chiamata la trimurti sindacale: “L’UGL si domanda come mai, quando regnava Soru e la gestione di Tiscali era tale da portarla alla soglia di un fallimento evitato con la vendita, CGIL, CISL e UIL non sentivano l'esigenza di esprimere preoccupazioni a tutela dei lavoratori, mentre ora si ostacolano le operazioni di risanamento addebitando responsabilità pregresse a chi le ha ereditate”.

“La Segreteria territoriale della UGL Telecomunicazioni - ha concluso Barbara Marongiu - ritiene che l'azione sindacale debba essere indirizzata interesse reali dei lavoratori, che devono evitare la perdita del posto di lavoro, e non essere utilizzati per interessi politici, attraverso la pubblicazione di articoli e comunicati finalizzati a recuperare consensi proclamando stati di agitazione che, alla data odierna, non sembrano avere ragione di essere”.

 

Romolo Reboa