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domenica 25 giugno 2017

Primo Piano

11/01/2017 15:31

Sofferenze bancarie: la tempesta continua

Una zavorra da 200 miliardi che rischia di affossare il sistema di credito

Sofferenze bancarie: la tempesta continua

Istituti e manager (che non pagano mai) nella bufera, mentre il governo non sa come affrontare la questione

 

Una voragine da 200 miliardi che rischia di affossare il sistema di credito italiano. Formato non certo dai risparmiatori che pure hanno pagato di tasca propria per salvare le banche in crisi, ma dai cosiddetti “cattivi pagatori” che hanno difficoltà a rispettare gli interessi o le rate di quei prestiti alle volte “facili” concessi dagli istituti di credito allegramente anche ad amici e poteri forti. Questi fidi sono classificati come “deteriorati” o “non performing”, ossia non più produttivi. E pensare che questa zavorra degli Npl ad ottobre del 2013 ammontava a circa 133 miliardi di euro. Mentre sempre a livello lordo, a novembre del 2016, il conto è salito a 199,06 contro i 198,5 di ottobre. Toccando i massimi da gennaio di un anno fa, raggiungendo picchi incredibili.

Il dato, sconvolgente, arriva dal bollettino (di guerra) di Bankitalia. Che non tiene però in considerazione le cartolarizzazioni e le altre cessioni. Con le correzioni, infatti, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è stato, sempre a novembre, dell’11,8%. Un macigno.

Quello legato ai “supplizi” bancari è un incendio che divampa ormai da troppo tempo. Col governo Renzi che non è riuscito a spegnere un rogo che rischia di “bruciare” il sistema di credito e di pesare ancora di più su quel macigno del debito pubblico. E adesso tocca al premier Gentiloni affrontare una questione che s’è fatta davvero incandescente. Senza un intervento di sistema, il credito in Italia rischia di rimanere penalizzato a lungo anche se non dovessero esplodere altri dissesti, dietro l’angolo. I vincoli europei sono ingombranti e questo per via delle continue genuflessioni verso Bruxelles degli esecutivi del centrosinistra (mai scelti dal popolo) che si sono succeduti in questi anni. Difficile, se non impossibile, poter agire in maniera concreta senza il via libera di Francoforte e della Germania. Che sulla vicenda banche ha già “condannato” l’Italia invitando la Bce a non fornire altri sconti al Paese. Ma adesso per Palazzo Chigi chiedersi come affrontare la questione appare quantomeno inevitabile.

Per questi crediti inesigibili, pari a 200 miliardi, nessun consiglio d’amministrazione degli istituti di credito ha mai pagato. Mentre se a sbagliare è un semplice dipendente bancario, il licenziamento è praticamente la prassi. Con  quei manager che hanno contribuito a raggiungere questa cifra record sempre lì al loro posto, strapagati e impuniti. Due pesi e due misure, come sempre. 

 

 

M.Z.