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martedì 21 novembre 2017

Economia e dintorni

25/10/2016 12:00

Un altro macigno sul settore immobiliare

Boom delle piattaforme internazionali abusive: parla l'agente Maria Rita Bartolozzi

Un altro macigno sul settore immobiliare

 

Negli ultimi periodi è aumentato in maniera esponenziale il dato delle abitazioni italiane offerte in locazione attraverso le piattaforme internazionali di condivisione, che si occupano di locazioni brevi per turisti, studenti, lavoratori ecc.., mettendo in relazione le parti. Fin qui nulla di strano, se non il fatto che le stesse si farebbero pagare commissioni calcolate in percentuale sul totale del volume degli affari transati, come se fossero dei mediatori regolari, sebbene non siano abilitati a svolgere tale attività. Tante le lamentele da parte degli agenti immobiliari che vedono una sorta di ingerenza nel loro settore, pertanto abbiamo voluto sentire il parere dell’agente Maria Rita Bartolozzi, che in diverse occasioni, nei Gruppi “Agenti di Affari in Mediazione a confronto” nei social di Facebook e Linkedin, ha avuto modo di discuterne nel merito della questione, con i suoi stessi colleghi.

- Cosa ne pensa di queste piattaforme di condivisione?

Sono il frutto dell’evoluzione e pertanto geniali, ma del tutto abusive, e quindi da contrastare, assolutamente non per fermare l’evoluzione, ma solo per fare in modo che la Legge valga per tutti.

- Sono fondate le paure degli agenti immobiliari?

Direi di sì, in quanto la loro ingerenza disturba non poco il lavoro delle agenzie immobiliari.

- Sono da considerarsi abusivi o sleali concorrenti?

Sono da considerarsi abusivi a tutto tondo perché non risulterebbe alcuna loro iscrizione in apposita sezione speciale del Rea, come ogni agente immobiliare italiano è tenuto a fare per poter operare in maniera conforme alla norma.

- Cosa stanno facendo le associazioni di categoria per la risoluzione del problema?

A meno che non sia male informata a riguardo, vedo le associazioni quasi del tutto silenti. Spero solo che si stiano attivando per un serio contrasto al fenomeno che incombe e che non lo stiano ignorando totalmente. Ricordo loro che in ballo non c’è solo il potenziale fenomeno di esercizio abusivo della professione di mediazione, ma si sta verificando la graduale estromissione dal segmento di mercato degli agenti immobiliari, con tutto ciò che ne conseguirebbe a danno del sistema economico Italiano.

- Dipendesse da lei, quali soluzioni adotterebbe?

Personalmente suggerirei un intervento massiccio ed immediato di tutti i preposti al controllo, nessuno escluso, aumentando i controlli riguardo le attività nel web, per verificare se effettivamente c’è un esercizio abusivo della professione di mediazione. Direi inoltre alle associazioni di categoria dei mediatori di fare fronte comune unico con le altre associazioni di categorie anche lese quali, gli albergatori che pure si lamentano per ben altri motivi che non elenco ma che sono di facile intuizione, oltre che i consumatori. Farei istituire un tavolo tecnico istituzionale coinvolgendo attorno allo stesso tutti gli Enti preposti per la tutela delle categorie interessate e lo stesso Legislatore, in modo che quest’ultimo si desse una mossa a legiferare norme più adeguate e restrittive, tanto per evitare un eventuale elusione fiscale, quanto per tutelare le piccole e medie imprese otaliane.

di Michele Cotugno

Community Manager dei Gruppi “Agenti di Affari in Mediazione a confronto” nei Social di Facebook e Linkedin