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lunedì 25 settembre 2017

Economia

29/06/2014 15:36

Crolla l'occupazione e aumenta la povertà

Ennesima rilevazione drammatica dell'Istat sulla qualità della vita nel nostro Paese

Crolla l'occupazione e aumenta la povertà

Arrivano ancora dati negativi dall’Istat, che nell’ultima analisi su occupazione e retribuzione nelle grandi imprese, disegna l’ennesimo quadro drammatico nel quale si trova il nostro Paese. Riguardo l’occupazione nelle grandi imprese, l’Istituto di statistica evidenzia come, al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni, questa ad aprile segna in termini destagionalizzati una flessione dello 0,1% rispetto a marzo e dell’1,0% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Al netto dei dipendenti in Cig si registra una variazione nulla rispetto a marzo 2014 e dello 0,6% su aprile 2013.

Al netto degli effetti di calendario, diminuisce anche il numero di ore lavorate per dipendente,  che rispetto ad aprile 2013 segna una flessione dell’1,8%. L’incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 29,2 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 4,8 ore ogni mille rispetto ad aprile 2013.

Sul fronte retribuzioni, invece, il dato lordo per ora lavorata segna una diminuzione di un punto percentuale rispetto a marzo, mentre in termini tendenziali l’indice grezzo perde lo 0,6 per cento. Rispetto ad aprile 2013, conclude l’Istituto di statistica, la retribuzione lorda e il costo del lavoro per dipendente flettono di 1,6 punti percentuali.

Numeri drammatici arrivano anche dal Rapporto 2014 sul Benessere equo e sostenibile (Bes) presentato da Istat e Cnel. Secondo gli analisti, infatti, nel 2012 la percentuale di persone che vive in famiglie assolutamente povere passa dal 5,7 per cento all’8 per cento, facendo aumentare di due milioni e 400mila le persone in questa condizione rispetto al 2007.

A fare le spese della crisi, spiega ancora l’Istat, sono in particolare i minori e i giovani, che sono di fatto i nuovi poveri. Se fino a qualche tempo fa ci si preoccupava, infatti, della situazione critica degli anziani, ora sono i nipoti a subire gli effetti peggiori della recessione. Emblematico, in tal senso, il livello di soddisfazione per la qualità della vita, che tra i giovani ha subito una flessione di 4,5 punti percentuali. 

Giorgio Musumeci