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mercoledì 23 maggio 2018

cronaca

16/05/2018 16:34

“Pagate il pedaggio autostradale”: i vigili costretti ad aprire i portafogli

Polverone di polemiche sulla comunicazione del comando

“Pagate il pedaggio autostradale”: i vigili costretti ad aprire i portafogli
La denuncia è dell'Ugl Polizia locale: 'Una misura inaccettabile'. E gli anfibi e le tute operative, vitali per le operazioni all’interno dei campi rom, sono risalenti al 2008
I vigili urbani di Roma dovranno sborsare di tasca loro il pedaggio autostradale nei servizi di missione fuori dal territorio comunale. Una decisione, quella comunicata dal comando generale guidato da Antonio Di Maggio e resa nota dall’Ugl Polizia locale, che ha sollevato un polverone di polemiche. 
Un provvedimento immediatamente eseguibile a partire dall’11 maggio scorso, che prevede comunque il rimborso successivamente.
Al di là dei tempi di pagamento, i cui ritardi nella Pubblica amministrazione sono abbastanza noti, c’è stata un’“insurrezione” del personale costretti, come è noto, a fare già i conti con una carenza di ben duemila e quattrocento unità.
In buona sostanza, il monito è chiaro: “Dovete mettere le mani nei portafogli”.
E Marco Milani, il coordinatore dell’Ugl PL, ne ha per tutti: “Se non fossimo consapevoli dei doveri connessi alle qualifiche di polizia giudiziaria, consiglieremmo il personale ad astenersi da qualsiasi tipo di missione comandata fuori Comune - è l’affondo - però tali attività vengono disposte dalla Procura della Repubblica”. “Questo non significa che ai lavoratori possano, o tanto meno debbano, essere chieste anticipazioni di denaro a babbo morto, motivo per il quale tuteleremo quegli agenti che, nelle more di una sospirata riorganizzazione del Corpo, continueranno a impiegare il sistema dei mancati pagamenti ai caselli”, ha assicurato l’attivo sindacalista dell’Ugl, il quale, dunque, ha promesso una dura battaglia nel silenzio generale dell’amministrazione di Virginia Raggi: “Le negligenze dell’Amministrazione e del Comando, nella dovuta puntuale applicazione della Legge regionale, appesantiscono non di poco le criticità in cui versa il Corpo dei caschi bianchi romani: dalla pianta organica al riordino delle carriere, perché, è il caso di ricordare se qualcuno lo avesse dimenticato, l’orgoglio della divisa passa attraverso la simbologia dei gradi distintivi”.
A fargli eco anche Cgil-Cisl-Uil: “Si ritiri la nota e venga trovata una soluzione diversa per mettere il personale nelle condizioni di partecipare alle missioni comandate”, anche perché “nessuno è riuscito ad affrontare ed a risolvere il nodo delle anticipazioni che ciclicamente si ripropongono”.
Una misura che ha le sembianze dell’ennesima Spada di Damocle sui poliziotti locali, costretti a convivere, tra le tante criticità, con il ritardo dei pagamenti della produttività e persino del vestiario. Ad esempio, gli anfibi dei reparti operativi non sarebbero stati sostituiti dal 2008, però sono vitali - come del resto le tute operative che sarebbero risalenti sempre al periodo dell’amministrazione di Gianni Alemanno - per il portierato e il controllo all’interno dei campi rom dove, recentemente, gli agenti sono stati persino aggrediti e accolti da fitte sassaiole. 
Questioni roventi che sono da tempo sulla scrivania del sindaco Raggi, ma per ora sono rimaste irrisolte e alle quali si aggiunge il nodo del pagamento del pedaggio autostradale. 
I vigili urbani di Roma dovranno sborsare di tasca loro il pedaggio autostradale nei servizi di missione fuori dal territorio comunale. Una decisione, quella comunicata dal comando generale guidato da Antonio Di Maggio e resa nota dall’Ugl Polizia locale, che ha sollevato un polverone di polemiche. 
Un provvedimento immediatamente eseguibile a partire dall’11 maggio scorso, che prevede comunque il rimborso successivamente.
Al di là dei tempi di pagamento, i cui ritardi nella Pubblica amministrazione sono abbastanza noti, c’è stata un’“insurrezione” del personale costretti, come è noto, a fare già i conti con una carenza di ben duemila e quattrocento unità.
In buona sostanza, il monito è chiaro: “Dovete mettere le mani nei portafogli”.
E Marco Milani, il coordinatore dell’Ugl PL, ne ha per tutti: “Se non fossimo consapevoli dei doveri connessi alle qualifiche di polizia giudiziaria, consiglieremmo il personale ad astenersi da qualsiasi tipo di missione comandata fuori Comune - è l’affondo - però tali attività vengono disposte dalla Procura della Repubblica”. “Questo non significa che ai lavoratori possano, o tanto meno debbano, essere chieste anticipazioni di denaro a babbo morto, motivo per il quale tuteleremo quegli agenti che, nelle more di una sospirata riorganizzazione del Corpo, continueranno a impiegare il sistema dei mancati pagamenti ai caselli”, ha assicurato l’attivo sindacalista dell’Ugl, il quale, dunque, ha promesso una dura battaglia nel silenzio generale dell’amministrazione di Virginia Raggi: “Le negligenze dell’Amministrazione e del Comando, nella dovuta puntuale applicazione della Legge regionale, appesantiscono non di poco le criticità in cui versa il Corpo dei caschi bianchi romani: dalla pianta organica al riordino delle carriere, perché, è il caso di ricordare se qualcuno lo avesse dimenticato, l’orgoglio della divisa passa attraverso la simbologia dei gradi distintivi”.
A fargli eco anche Cgil-Cisl-Uil: “Si ritiri la nota e venga trovata una soluzione diversa per mettere il personale nelle condizioni di partecipare alle missioni comandate”, anche perché “nessuno è riuscito ad affrontare ed a risolvere il nodo delle anticipazioni che ciclicamente si ripropongono”.
Una misura che ha le sembianze dell’ennesima Spada di Damocle sui poliziotti locali, costretti a convivere, tra le tante criticità, con il ritardo dei pagamenti della produttività e persino del vestiario. Ad esempio, gli anfibi dei reparti operativi non sarebbero stati sostituiti dal 2008, però sono vitali - come del resto le tute operative che sarebbero risalenti sempre al periodo dell’amministrazione di Gianni Alemanno - per il portierato e il controllo all’interno dei campi rom dove, recentemente, gli agenti sono stati persino aggrediti e accolti da fitte sassaiole. 
Questioni roventi che sono da tempo sulla scrivania del sindaco Raggi, ma per ora sono rimaste irrisolte e alle quali si aggiunge il nodo del pagamento del pedaggio autostradale.