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venerdì 27 aprile 2018

Cronache

16/04/2018 14:44

Frode e riciclaggio: nei guai l'ex deputato Pasquale Maietta

Secondo le accuse, gli indagati si aggiudicavano commesse, le coop emettevano fatture, poi svuotavano le casse e sparivano

Frode e riciclaggio: nei guai l'ex deputato Pasquale Maietta
Oltrte al già deputato e presidente del Latina calcio, coinvolte altre 12 persone

 

Un ciclone sulla città. Da questa mattina non si parla di altro a Latina, dove all'alba è scattata l'operazione denominata Arpalo che ha portato all'emissione di 13 misure cautelari eseguite ed un milionario sequestro di denaro. Questo in anteprima l'elenco delle persone arrestate questa mattina. Agli arresti con restrizione in carcere sono finiti: Pasquale Maietta (che però si trova ricoverato nella clinica Pio XI di Roma dopo essersi infortunato ad una gamba), Paola Cavicchi, Fabrizio Colletti, Salvatore Di Raimo, Fabio Allegretti, Giovanni Fanciulli e Pietro Palombi. Ai domiciliari  sono finiti Roberto Noce, Augusto Erennio Massimo Bizzini, Max Pietro Maria Spiess, Pierluigi Sperduti e Paola Neroni. Con obbligo di firma Ivano Allegretti. 

 

"Sono 13 le misure cautelari eseguite tra cui un ingente sequestro di denaro. Era un'associazione che vedeva con organizzatore Pasquale Maietta, Paola Cavicchi e il figlio Fabrizio Colletti" ha detto il Procuratore Capo Andrea De Gasperis. Le indagini nascono nel 2015 ad Aprilia da parte della Guardia di Finanza e contemporaneamente c'è un altro filone della Squadra Mobile. "Sono state eseguite indagini di natura tributaria e patrimoniali  - ha detto De Gasperis - gli indagati controllavano coop che garantivano manodopera". Secondo quanto emerso dall'inchiesta, gli indagati si aggiudicavano commesse e le coop emettevano fatture per operazioni contabili e svuotavano le casse e poi le coop scomparivano e venivano sostituite. È un modus operandi che ha creato un danno di almeno 200 milioni".  Individuate inoltre quattro società in Svizzera su cui vengono versate delle somme di denaro importanti. Sequestrati beni per 40 milioni di euro.
Nella conferenza stampa di poco fa, presso la Procura di Latina, sono emersi anche alcuni appunti dell'avvocato Paolo Censi, che si uccise due anni fa nel suo studio di fronte al Tribunale. dagli appunti si evince che fosse già a conoscenza delle indagini in corso.
"Le società cooperative venivano gestite come dei bancomat - ha esordito il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Michele Bosco. "I filoni di indagine sono cresciuti progressivamente - ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Latina, Carmine Mosca - Siamo riusciti a ricostruire il meccanismo grazie anche ad una rogatoria in Svizzera abbiamo trovato riscontro alle ipotesi investigative".
"Sono 13 le misure cautelari eseguite tra cui un ingente sequestro di denaro. Era un'associazione che vedeva con organizzatore Pasquale Maietta, Paola Cavicchi e il figlio Fabrizio Colletti" ha detto il Procuratore Capo Andrea De Gasperis. Le indagini nascono nel 2015 ad Aprilia da parte della Guardia di Finanza e contemporaneamente c'è un altro filone della Squadra Mobile. 

 

"Sono state eseguite indagini di natura tributaria e patrimoniali  - ha detto De Gasperis - gli indagati controllavano coop che garantivano manodopera". Secondo quanto emerso dall'inchiesta, gli indagati si aggiudicavano commesse e le coop emettevano fatture per operazioni contabili e svuotavano le casse e poi le coop scomparivano e venivano sostituite. È un modus operandi che ha creato un danno di almeno 200 milioni".  Individuate inoltre quattro società in Svizzera su cui vengono versate delle somme di denaro importanti. Sequestrati beni per 40 milioni di euro.Nella conferenza stampa di poco fa, presso la Procura di Latina, sono emersi anche alcuni appunti dell'avvocato Paolo Censi, che si uccise due anni fa nel suo studio di fronte al Tribunale. dagli appunti si evince che fosse già a conoscenza delle indagini in corso."Le società cooperative venivano gestite come dei bancomat - ha esordito il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Michele Bosco. "I filoni di indagine sono cresciuti progressivamente - ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Latina, Carmine Mosca - Siamo riusciti a ricostruire il meccanismo grazie anche ad una rogatoria in Svizzera abbiamo trovato riscontro alle ipotesi investigative".