Cerca nel sito:

martedì 19 giugno 2018

Il caso

21/02/2018 17:59

Rispunta il bavaglio 5 Stelle: Guerrini costretta a lasciare

La vicepresidente della commissione Cultura aveva criticato la proiezione di vecchi film

Rispunta il bavaglio 5 Stelle: Guerrini costretta a lasciare
La Raggi le chiede un passo indietro, ma il territorio sta implodendo: dopo il commissariamento alla Garbatella, oggi è la volta del Municipio III

 

Il bavaglio grillino colpisce ancora. Incassata la richiesta di archiviazione del Giudice per la indagini preliminari relativo al caso della nomina di Salvatore Romeo, il sindaco di Roma Virginia Raggi rimescola le carte in Campidoglio e affronta il caso di Gemma Guerrini, la vicepresidente della Commissione Cultura. 
Il casus belli verte sull’espressione “feticismo” utilizzata dalla consigliera Cinque stelle a proposito della proiezione di vecchi film commentando la rassegna in piazza San Cosimato.
Così ieri pomeriggio il primo cittadino ha chiesto alla consigliera pentastellata di fare un passo indietro. Del resto la strada era segnata, dopo la presa di distanza della maggioranza Cinque stelle in Campidoglio e l’intenzione di Guerrini di rimanere coerente con le proprie idee anche a costo di rimettere l’incarico.
A differenza della “ribelle” Cristina Grancio, criticata nei giorni scorsi su un paio di interrogazioni sul nuovo stadio della Roma, dopo la sospensione annullata dal collegio dei probiviri per un vizio di procedura, Guerrini china la testa, prende atto della decisione e rimette l’incarico con un post su Facebook. 
“Aderendo alla richiesta della sindaca Raggi, lascio la vicepresidenza della commissione Cultura. Lo faccio con il rispetto che ho sempre avuto nei suoi confronti, convinta che agisca in base a motivazioni assai ragionate e competenti”, ha scritto Guerrini. 
Ma se da un lato ha evitato lo scontro pubblico come è avvenuto tra la collega Grancio e il capogruppo 5 Stelle Ferrara, Guerrini continua a difendere la sua posizione il che potrebbe crearle dei problemi per il suo proseguimento nella maggioranza: “Ribadisco la volontà di continuare a supportare le politiche culturali che radicano e diffondono il senso di cittadinanza, con la promozione della sperimentazione artistica e con la diffusione della conoscenza del nostro grande patrimonio culturale, del presente e del passato, di cui il cinema, come settima arte, è parte integrante”. 
In chiusura un attacco a quanti, a suo dire, avrebbero distorto e amplificato il senso delle sue riflessioni: “Considero lo stravolgimento fatto delle mie affermazioni e l’attribuzione di concetti che non mi sono mai appartenuti, come parte di quella propaganda che è funzionale alla visione che definisce “cultura” il passatempo e lo svago, e che tende a far fruire in modo consumistico l’opera d’arte”.
Intanto i ragazzi del Cinema America, che continuano a raccogliere adesioni nel mondo del cinema, hanno bollato come “contentino” le dimissioni di Guerrini. 
“Risulta del tutto stonata e fuori luogo la richiesta di Virginia Raggi di fare un passo indietro alla consigliera - scrivono in una nota - . La Guerrini ha avuto “semplicemente” il coraggio di esplicitare il suo pensiero, qui il problema è chi in questi mesi, consapevolmente, le ha dato seguito e concretezza “semplicemente” per imporsi sulla città, ovvero il vice sindaco Luca Bergamo. La sindaca, anziché nascondersi dietro alla Guerrini dovrebbe assumersi le sue responsabilità per aver difeso e sostenuto, a sua volta, il vice Sindaco Bergamo nell’inserimento di piazza San Cosimato nel bando dell’Estate Romana, motivando la scelta, esclusivamente politica, con mistificazioni normative e dichiarazioni non veritiere sull’esistenza di “numerose denunce oltre le firme””.
Se la Raggi sembra aver avuto la meglio sul caso Guerrini, dovrà certamente rassegnarsi al fallimento politico-amministrativo dell’amministrazione Capaccioni nel Municipio III che oggi, salvo sorprese dell’ultima ora, terminerà con la sfiducia delle opposizioni e dei fuoriusciti pentastellati. 
Anche perché “purtroppo non c’era più coesione - aveva motivato lo scorso dicembre, il dissidente Valerio Scamarcia, eletto con 67 voti - nel gruppo ormai da 18 mesi”. 
Spalancando così le porte del commissariamento nel Municipio III, che segue quello della Garbatella. E sono passati solo due anni dall’exploit elettorale 5 Stelle, ormai un lontano ricordo.  

 

Il bavaglio grillino colpisce ancora. Incassata la richiesta di archiviazione del Giudice per la indagini preliminari relativo al caso della nomina di Salvatore Romeo, il sindaco di Roma Virginia Raggi rimescola le carte in Campidoglio e affronta il caso di Gemma Guerrini, la vicepresidente della Commissione Cultura. 

Il casus belli verte sull’espressione “feticismo” utilizzata dalla consigliera Cinque stelle a proposito della proiezione di vecchi film commentando la rassegna in piazza San Cosimato.

Così ieri pomeriggio il primo cittadino ha chiesto alla consigliera pentastellata di fare un passo indietro. Del resto la strada era segnata, dopo la presa di distanza della maggioranza Cinque stelle in Campidoglio e l’intenzione di Guerrini di rimanere coerente con le proprie idee anche a costo di rimettere l’incarico.

A differenza della “ribelle” Cristina Grancio, criticata nei giorni scorsi su un paio di interrogazioni sul nuovo stadio della Roma, dopo la sospensione annullata dal collegio dei probiviri per un vizio di procedura, Guerrini china la testa, prende atto della decisione e rimette l’incarico con un post su Facebook. 

“Aderendo alla richiesta della sindaca Raggi, lascio la vicepresidenza della commissione Cultura. Lo faccio con il rispetto che ho sempre avuto nei suoi confronti, convinta che agisca in base a motivazioni assai ragionate e competenti”, ha scritto Guerrini. 

Ma se da un lato ha evitato lo scontro pubblico come è avvenuto tra la collega Grancio e il capogruppo 5 Stelle Ferrara, Guerrini continua a difendere la sua posizione il che potrebbe crearle dei problemi per il suo proseguimento nella maggioranza: “Ribadisco la volontà di continuare a supportare le politiche culturali che radicano e diffondono il senso di cittadinanza, con la promozione della sperimentazione artistica e con la diffusione della conoscenza del nostro grande patrimonio culturale, del presente e del passato, di cui il cinema, come settima arte, è parte integrante”. 

In chiusura un attacco a quanti, a suo dire, avrebbero distorto e amplificato il senso delle sue riflessioni: “Considero lo stravolgimento fatto delle mie affermazioni e l’attribuzione di concetti che non mi sono mai appartenuti, come parte di quella propaganda che è funzionale alla visione che definisce “cultura” il passatempo e lo svago, e che tende a far fruire in modo consumistico l’opera d’arte”.

Intanto i ragazzi del Cinema America, che continuano a raccogliere adesioni nel mondo del cinema, hanno bollato come “contentino” le dimissioni di Guerrini. 

“Risulta del tutto stonata e fuori luogo la richiesta di Virginia Raggi di fare un passo indietro alla consigliera - scrivono in una nota - . La Guerrini ha avuto “semplicemente” il coraggio di esplicitare il suo pensiero, qui il problema è chi in questi mesi, consapevolmente, le ha dato seguito e concretezza “semplicemente” per imporsi sulla città, ovvero il vice sindaco Luca Bergamo. La sindaca, anziché nascondersi dietro alla Guerrini dovrebbe assumersi le sue responsabilità per aver difeso e sostenuto, a sua volta, il vice Sindaco Bergamo nell’inserimento di piazza San Cosimato nel bando dell’Estate Romana, motivando la scelta, esclusivamente politica, con mistificazioni normative e dichiarazioni non veritiere sull’esistenza di “numerose denunce oltre le firme””.

Se la Raggi sembra aver avuto la meglio sul caso Guerrini, dovrà certamente rassegnarsi al fallimento politico-amministrativo dell’amministrazione Capaccioni nel Municipio III che oggi, salvo sorprese dell’ultima ora, terminerà con la sfiducia delle opposizioni e dei fuoriusciti pentastellati. 

Anche perché “purtroppo non c’era più coesione - aveva motivato lo scorso dicembre, il dissidente Valerio Scamarcia, eletto con 67 voti - nel gruppo ormai da 18 mesi”. 

Spalancando così le porte del commissariamento nel Municipio III, che segue quello della Garbatella. E sono passati solo due anni dall’exploit elettorale 5 Stelle, ormai un lontano ricordo.