Cerca nel sito:

mercoledì 23 maggio 2018

cronaca

13/02/2018 11:27

Baby rom, il paradosso: hai undici anni? Puoi rubare

Ennesimo caso nella metropolitana della Capitale - L’intervento dei carabinieri viene vanificato con la rimessione in libertà

Baby rom, il paradosso: hai undici anni? Puoi rubare

Libere di rubare ad 11 anni, per poi tornare in libertà. “La legge è uguale per tutti”, così c’è scritto nelle aule di giustizia, ma a Roma non accade proprio così, dove nell’ultimo fine settimana i carabinieri hanno pizzicato un gruppo di giovani rom: il capo della baby gang è stata portata in un centro di prima accoglienza mentre le altre, due di 11 anni e una di 13, sono state accompagnate in una struttura di accoglienza individuata dalla Sala Operativa Sociale del Comune di Roma. Prima di essere riaffidate ai genitori, quindi sono tornate in libertà.
I militari dell’Arma erano sulle tracce delle borseggiatrici ormai da tempo. Per questo è stato  pianificato e messo in atto uno specifico servizio finalizzato ad arginare il fenomeno dei furti ai danni dei turisti – italiani o stranieri – in visita nella Capitale. In 48 ore, i militari hanno arrestato 4 persone, tutte con l’accusa di furto aggravato, e bloccato una baby gang composta da tre ragazzini nomadi tra i 11 e i 12 anni di età, per cui non imputabili per legge.
Le prime due ad entrare in azione sono state due ragazze di 17 e 27 anni provenienti dal campo nomadi di Castel Romano: i carabinieri della Stazione Roma Nomentana le hanno sorprese sulla banchina di una fermata della metropolitana linea “B” dove stavano per impossessarsi del portafogli di una turista giapponese in attesa del convoglio. Le ladre, che hanno precedenti specifici, sono state bloccate e portate, la prima in un centro di prima accoglienza, la seconda in caserma, in attesa del rito direttissimo.
Poco dopo, in largo Agnesi, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro hanno fatto scattare le manette ai polsi di un cittadino algerino di 27 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, che era riuscito ad appropriarsi della borsa di una turista inglese contenente, tra l’altro, uno smartphone e 80 sterline in contanti. Il 27enne è stato portato in caserma, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Una baby gang in rosa, infine, è stata scoperta “al lavoro” dai carabinieri della Stazione Roma via Vittorio Veneto sulla banchina della fermata della metropolitana “Spagna”. Il gruppo era capeggiato da una 14enne proveniente dall’insediamento di via della Chimica, ad Aprilia, che stava facendo “lezione” a un gruppetto di tre ragazzine – due di 11 anni e una di 13 anni, anche loro con innumerevoli segnalazioni a carico – tutte provenienti dal campo nomadi di Castel Romano.
Il loro tentativo di furto è stato mandato all’aria dal provvidenziale blitz dei carabinieri che le hanno scoperte e bloccate. Salvo poi tornare in libertà. 
Un fenomeno, quello delle baby gang a Roma, che non sembra affatto arginabile soprattutto per i vuoti legislativi, che, di fatto, non assicurano né il recupero sociale delle adolescenti, le quali spesso tornano a delinquere dopo qualche giorno negli stessi luoghi, né l’esito positivo delle indagini della polizia giudiziaria volte a garantire la legalità.  

Libere di rubare ad 11 anni, per poi tornare in libertà. “La legge è uguale per tutti”, così c’è scritto nelle aule di giustizia, ma a Roma non accade proprio così, dove nell’ultimo fine settimana i carabinieri hanno pizzicato un gruppo di giovani rom: il capo della baby gang è stata portata in un centro di prima accoglienza mentre le altre, due di 11 anni e una di 13, sono state accompagnate in una struttura di accoglienza individuata dalla Sala Operativa Sociale del Comune di Roma. Prima di essere riaffidate ai genitori, quindi sono tornate in libertà.

I militari dell’Arma erano sulle tracce delle borseggiatrici ormai da tempo. Per questo è stato  pianificato e messo in atto uno specifico servizio finalizzato ad arginare il fenomeno dei furti ai danni dei turisti – italiani o stranieri – in visita nella Capitale. In 48 ore, i militari hanno arrestato 4 persone, tutte con l’accusa di furto aggravato, e bloccato una baby gang composta da tre ragazzini nomadi tra i 11 e i 12 anni di età, per cui non imputabili per legge.

Le prime due ad entrare in azione sono state due ragazze di 17 e 27 anni provenienti dal campo nomadi di Castel Romano: i carabinieri della Stazione Roma Nomentana le hanno sorprese sulla banchina di una fermata della metropolitana linea “B” dove stavano per impossessarsi del portafogli di una turista giapponese in attesa del convoglio. Le ladre, che hanno precedenti specifici, sono state bloccate e portate, la prima in un centro di prima accoglienza, la seconda in caserma, in attesa del rito direttissimo.

Poco dopo, in largo Agnesi, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro hanno fatto scattare le manette ai polsi di un cittadino algerino di 27 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, che era riuscito ad appropriarsi della borsa di una turista inglese contenente, tra l’altro, uno smartphone e 80 sterline in contanti. Il 27enne è stato portato in caserma, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Una baby gang in rosa, infine, è stata scoperta “al lavoro” dai carabinieri della Stazione Roma via Vittorio Veneto sulla banchina della fermata della metropolitana “Spagna”. Il gruppo era capeggiato da una 14enne proveniente dall’insediamento di via della Chimica, ad Aprilia, che stava facendo “lezione” a un gruppetto di tre ragazzine – due di 11 anni e una di 13 anni, anche loro con innumerevoli segnalazioni a carico – tutte provenienti dal campo nomadi di Castel Romano.

Il loro tentativo di furto è stato mandato all’aria dal provvidenziale blitz dei carabinieri che le hanno scoperte e bloccate. Salvo poi tornare in libertà. 

Un fenomeno, quello delle baby gang a Roma, che non sembra affatto arginabile soprattutto per i vuoti legislativi, che, di fatto, non assicurano né il recupero sociale delle adolescenti, le quali spesso tornano a delinquere dopo qualche giorno negli stessi luoghi, né l’esito positivo delle indagini della polizia giudiziaria volte a garantire la legalità.