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venerdì 24 novembre 2017

Il caso

14/11/2017 14:49

Roghi tossici: l’Esercito non può intervenire, manca la black list

La denuncia del consigliere Corsetti: “Ho inviato una prima bozza al Ministro dell’Interno, il sindaco Raggi non s’è ancora mosso”

Roghi tossici: l’Esercito non può intervenire, manca la black list
Il Comune di Roma non avrebbe inviato l’elenco delle aree in cui il fenomeno si protrae da tempo

 

Arginare i roghi tossici. Un obiettivo che sembra ormai ad un passo grazie all’intervento dell’Esercito, anche se l’operatività non è stata ancora stabilita, accolto positivamente sia dalla Prefettura e dal Ministero dell’Interno che dal Campidoglio. Un allarme sociale e di salute che interessa interi quadranti, in particolare le zone periferiche, di Roma dove sorgono i campi rom regolari, tollerati e gli insediamenti abusivi. 
Però sembra che l’iter sia fermo per il mancato invio di Roma Capitale della cosiddetta “black list”. Così un primo elenco è arrivato direttamente dall’opposizione capitolina, che ha colto la palla al balzo e lo ha inviato al ministro Marco Minniti: da via Salone a Salviati, da La Barbuta a Candoni, da Gordiani a Castel Romano, dal Camping River a Cesare Lombroso fino a La Monachina. Seguono gli insediamenti abusivi, da via del Cappellaccio a Casal Quintiliani, dalle rampe del Ponte delle Valli a via di Torre Salaria, da via Spellanzon a via Aldisio. E ancora le aree di Tor Sapienza, Torre Spaccata, Viale Togliatti e via Fancelli, la pineta di Castel Fusano, e sul litorale il Borghetto dei Pescatori, Acilia, via Mellano, via Ostiense altezza villaggio San Giorgio, il viadotto Zelia Nuttal, la pineta Acque Rosse di Ostia, l'area di Castel di Guido e il parco del Pineto. 
Zone in cui i cittadini denunciano, ormai da anni, un’illegalità diffusa che l’attuale capo della polizia Franco Gabrielli, all’epoca prefetto di Roma, definì “i campi rom ingovernabili fuori controllo e senza vigilanza” con i “cittadini esasperati” perché, al di là dei tanti problemi criminali, “i roghi tossici sono una sconfitta”. 
La scossa dello Stato arriva quasi due anni dopo le parole tuonanti di Gabrielli, anche se i tempi non sembrano così celeri. Infatti la Commissione parlamentare d’inchiesta ha chiesto a più riprese al Campidoglio, per ottimizzare le risorse a disposizione, senza ottenere riscontri.
L’ultimo sollecito risale al 2 novembre, a dieci giorni dall’apposita riunione alla Camera che ha stabilito l’intervento dell'Esercito come soluzione per fermare il fenomeno, previa individuazione dei siti critici da parte dell’ente locale. 
“Grazie all'aiuto degli eletti nei municipi ho stilato un primo elenco di siti dove vengono bruciati rifiuti tossici che ho poi trasmesso al Ministro dell'Interno per poter predisporre in tempi brevi un piano di intervento attraverso l'impiego dei militari”, è nota piccata del consigliere dem Orlando Corsetti, firmatario della mappa, che ha parlato di un sostegno all’amministrazione e non di una provocazione “dal momento che la sindaca - ha sentenziato - che si è vantata di aver richiesto l’intervento sui roghi, in realtà non si è ancora mossa”.
Al momento alle presunte lacune dell’amministrazione Raggi denunciate da Corsetti ha risposto velatamente l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, che ha dato notizia di aver incontrato l’Osservatorio Ambiente e Salute per affrontare il rapporto tra inquinamento e salute. Un incontro, almeno stando a quanto sostiene Montanari, in cui è stato affrontato pure “il gravissimo problema dei roghi tossici”. 
Una battaglia, quella dei roghi tossici, che ha visto in prima linea i cittadini, i comitati e, in particolare, il centrodestra. 

 

Arginare i roghi tossici. Un obiettivo che sembra ormai ad un passo grazie all’intervento dell’Esercito, anche se l’operatività non è stata ancora stabilita, accolto positivamente sia dalla Prefettura e dal Ministero dell’Interno che dal Campidoglio. Un allarme sociale e di salute che interessa interi quadranti, in particolare le zone periferiche, di Roma dove sorgono i campi rom regolari, tollerati e gli insediamenti abusivi. 

Però sembra che l’iter sia fermo per il mancato invio di Roma Capitale della cosiddetta “black list”. Così un primo elenco è arrivato direttamente dall’opposizione capitolina, che ha colto la palla al balzo e lo ha inviato al ministro Marco Minniti: da via Salone a Salviati, da La Barbuta a Candoni, da Gordiani a Castel Romano, dal Camping River a Cesare Lombroso fino a La Monachina. Seguono gli insediamenti abusivi, da via del Cappellaccio a Casal Quintiliani, dalle rampe del Ponte delle Valli a via di Torre Salaria, da via Spellanzon a via Aldisio. E ancora le aree di Tor Sapienza, Torre Spaccata, Viale Togliatti e via Fancelli, la pineta di Castel Fusano, e sul litorale il Borghetto dei Pescatori, Acilia, via Mellano, via Ostiense altezza villaggio San Giorgio, il viadotto Zelia Nuttal, la pineta Acque Rosse di Ostia, l'area di Castel di Guido e il parco del Pineto. 

Zone in cui i cittadini denunciano, ormai da anni, un’illegalità diffusa che l’attuale capo della polizia Franco Gabrielli, all’epoca prefetto di Roma, definì “i campi rom ingovernabili fuori controllo e senza vigilanza” con i “cittadini esasperati” perché, al di là dei tanti problemi criminali, “i roghi tossici sono una sconfitta”. 

La scossa dello Stato arriva quasi due anni dopo le parole tuonanti di Gabrielli, anche se i tempi non sembrano così celeri. Infatti la Commissione parlamentare d’inchiesta ha chiesto a più riprese al Campidoglio, per ottimizzare le risorse a disposizione, senza ottenere riscontri.

L’ultimo sollecito risale al 2 novembre, a dieci giorni dall’apposita riunione alla Camera che ha stabilito l’intervento dell'Esercito come soluzione per fermare il fenomeno, previa individuazione dei siti critici da parte dell’ente locale. 

“Grazie all'aiuto degli eletti nei municipi ho stilato un primo elenco di siti dove vengono bruciati rifiuti tossici che ho poi trasmesso al Ministro dell'Interno per poter predisporre in tempi brevi un piano di intervento attraverso l'impiego dei militari”, è nota piccata del consigliere dem Orlando Corsetti, firmatario della mappa, che ha parlato di un sostegno all’amministrazione e non di una provocazione “dal momento che la sindaca - ha sentenziato - che si è vantata di aver richiesto l’intervento sui roghi, in realtà non si è ancora mossa”.

Al momento alle presunte lacune dell’amministrazione Raggi denunciate da Corsetti ha risposto velatamente l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, che ha dato notizia di aver incontrato l’Osservatorio Ambiente e Salute per affrontare il rapporto tra inquinamento e salute. Un incontro, almeno stando a quanto sostiene Montanari, in cui è stato affrontato pure “il gravissimo problema dei roghi tossici”. 

Una battaglia, quella dei roghi tossici, che ha visto in prima linea i cittadini, i comitati e, in particolare, il centrodestra.