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venerdì 15 dicembre 2017

capitale allo sbando

11/10/2017 18:46

Roghi tossici, sì all’uso dell’Esercito contro le illegalità dei campi rom

La Prefettura di Roma dà il via libera

Roghi tossici, sì all’uso dell’Esercito contro le illegalità dei campi rom
La conferma dalla Commissione parlamentare d’inchiesta: ora la palla passa nelle mani del sindaco Raggi, la quale vorrebbe dare hotel o case ai nomadi per sgomberare i villaggi della solidarietà

 

Forse qualcosa si muove, almeno le intenzioni sono quelle giuste. E’ arrivata la tolleranza zero sui roghi tossici. 
La soluzione tracciata per arginare i fumi alla diossina che appestano strade e palazzine della periferia romana, si pensa ad azioni di vigilanza h24 con le forze dell'ordine e di intervento anche con le forze dell'Esercito, a tutela di legalità, sicurezza e salute dei cittadini, abitanti dentro e fuori dai campi rom. 
Dopo anni di denunce dei comitati sulle presunte attività illecite che compromettono la salute dei cittadini residenti vicino ai campi rom,  la Prefettura di Roma ha risposto positivamente all'uso delle forze armate nelle situazioni più critiche.
Ora la palla passa alla prima cittadina chiamata a convocare il prima possibile il Comitato metropolitano per l’ordine e la sicurezza. 
Una vicenda complessa e difficile da sradicare per tante ragioni: dalla volontà politica alla mancanza di uomini di forze dell’ordine ad una soluzione immediata per il trasferimento dei rom residenti negli attuali campi tollerati e baraccopoli.
Anche perché molti nomadi non sembrano abbandonare facilmente i “villaggi della solidarietà”, come emerge dal blocco dello sgombero che sarebbe dovuto avvenire entro la fine di settembre al “Camping River”, i cui residenti hanno rifiutato persino gli hotel e i contributi di affitto da parte del Comune. 
Comunque, la notizia del via libera all’utilizzo dell’esercito per contrastare i roghi tossici arriva direttamente dalla commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. 
"La dottoressa Basilone, Prefetto di Roma, si è pronunciata favorevolmente alla disponibilità espressa dal ministro Minniti a un intervento straordinario su alcune delle situazioni più critiche riguardo al fenomeno dei roghi tossici”, ha scritto il deputato e vicepresidente dell’organo parlamentare Roberto Morassut.
"Pur considerando il costo degli interventi  e l’impegno rilevante che questo comporta per le forze dell'ordine e delle forze armate - continua Morassut - occorre passare ad un piano di interventi. Tale piano deve venire da un preciso indirizzo del comitato metropolitano per l'ordine e la sicurezza che può essere convocato solo sulla base di una disponibilità immediata della sindaca Roma, Virginia Raggi, come prevede la legge”.
Dunque, occorre un’immediata convocazione del Comitato per dare seguito ad un piano efficace di interventi e mettere la parola fine alla resa di questi anni sui campi rom, che vennero definiti dall’ex prefetto di Roma e attuale capo della polizia, Franco Gabrielli, “luoghi assolutamente ingovernati e ingovernabili”.
I romani  attendono.

 

Forse qualcosa si muove, almeno le intenzioni sono quelle giuste. E’ arrivata la tolleranza zero sui roghi tossici. 

La soluzione tracciata per arginare i fumi alla diossina che appestano strade e palazzine della periferia romana, si pensa ad azioni di vigilanza h24 con le forze dell'ordine e di intervento anche con le forze dell'Esercito, a tutela di legalità, sicurezza e salute dei cittadini, abitanti dentro e fuori dai campi rom. 

Dopo anni di denunce dei comitati sulle presunte attività illecite che compromettono la salute dei cittadini residenti vicino ai campi rom,  la Prefettura di Roma ha risposto positivamente all'uso delle forze armate nelle situazioni più critiche.

Ora la palla passa alla prima cittadina chiamata a convocare il prima possibile il Comitato metropolitano per l’ordine e la sicurezza. 

Una vicenda complessa e difficile da sradicare per tante ragioni: dalla volontà politica alla mancanza di uomini di forze dell’ordine ad una soluzione immediata per il trasferimento dei rom residenti negli attuali campi tollerati e baraccopoli.

Anche perché molti nomadi non sembrano abbandonare facilmente i “villaggi della solidarietà”, come emerge dal blocco dello sgombero che sarebbe dovuto avvenire entro la fine di settembre al “Camping River”, i cui residenti hanno rifiutato persino gli hotel e i contributi di affitto da parte del Comune. 

Comunque, la notizia del via libera all’utilizzo dell’esercito per contrastare i roghi tossici arriva direttamente dalla commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. 

"La dottoressa Basilone, Prefetto di Roma, si è pronunciata favorevolmente alla disponibilità espressa dal ministro Minniti a un intervento straordinario su alcune delle situazioni più critiche riguardo al fenomeno dei roghi tossici”, ha scritto il deputato e vicepresidente dell’organo parlamentare Roberto Morassut.

"Pur considerando il costo degli interventi  e l’impegno rilevante che questo comporta per le forze dell'ordine e delle forze armate - continua Morassut - occorre passare ad un piano di interventi. Tale piano deve venire da un preciso indirizzo del comitato metropolitano per l'ordine e la sicurezza che può essere convocato solo sulla base di una disponibilità immediata della sindaca Roma, Virginia Raggi, come prevede la legge”.

Dunque, occorre un’immediata convocazione del Comitato per dare seguito ad un piano efficace di interventi e mettere la parola fine alla resa di questi anni sui campi rom, che vennero definiti dall’ex prefetto di Roma e attuale capo della polizia, Franco Gabrielli, “luoghi assolutamente ingovernati e ingovernabili”.

I romani  attendono.