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martedì 21 novembre 2017

caos alla pisana

12/09/2017 19:40

Gaffe del Pd alla Regione Lazio: 'licenziata' l'assessora Ravera

I lavori sono stati subito interrotti e aggiornati alla prossima settimana

Gaffe del Pd alla Regione Lazio: 'licenziata' l'assessora Ravera
Il capogruppo dem, Valeriani: 'Incidente d'aula'. Ma i consiglieri di maggioranza assenti erano ben venti su trenta. Storace: 'Zingaretti richiamerà all'ordine i latitanti, ma non staremo a guardare'

 

Accade di tutto alla Regione Lazio targata Nicola Zingaretti (Pd). Se dalla sede della giunta non è stata spenta la voce sulle possibili dimissioni anticipate del governatore del Lazio, la maggioranza di centrosinistra torna alla ribalta delle cronache per una gaffe senza precedenti. 
I consiglieri zingarettiani hanno, infatti, approvato un ordine del giorno che chiede il ritiro delle deleghe dell’assessore alla Cultura in carica. Un’anomalia che ha stupito persino i consiglieri di minoranza, che avevano posto l’accento sulle assenze della scrittrice e della giornalista Lidia Ravera, chiamata da Zingaretti per rilanciare le politiche culturali. 
Un investimento, però, che non sembra aver avuto un esito positivo. Almeno stando alla votazione, a cui ha partecipato gran parte dei consiglieri di maggioranza. 
L’ordine del giorno contro l'autrice di “Porci con le ali” è stato presentato da Luca Malcotti, ex assessore ai Lavori pubblici dell’amministrazione Polverini e ora nelle fila di Cuoritaliani.
“Considerata l’assenza dell’assessore che perdura da tempo alle sedute della commissione del consiglio e la dimostrata inadeguatezza a svolgere le competenze attribuitele”, è la premessa con cui Malcotti ha ricostruito l’operato della Ravera, si invita il presidente della Regione Lazio a ritirare le deleghe all’Assessore. 
A quel punto Francesco Storace, che presiedeva l’Aula nella veste di vicepresidente del Consiglio regionale, ha richiamato più volte l’attenzione dei colleghi. 
“Chi è favorevole, chi è contrario, chi si astiene: l’ordine del giorno è stato approvato”, ha chiuso Storace.
E nemmeno i consiglieri di opposizione potevano credere ai loro occhi. Tra i banchi della maggioranza è calato uno strano, e un po’ inquietante, silenzio. 
E’ toccato così a Massimiliano Valeriani, capogruppo del Pd, correggere il tiro: “Solo un incidente d'aula, senza alcuna rilevanza politica: nel senso che la maggioranza era in numero inferiore rispetto a quello che dovrebbe garantire. Avrebbe una rilevanza politica se la maggioranza avesse votato in accordo con il proponente dell’ordine del giorno”, ha minimizzato il capogruppo dem commentando il fatto del giorno.
Esulta, ovviamente, Malcotti: “Un’altra figuraccia del centrosinistra”. Dal canto suo Storace, che ha assistito alla vicenda dal punto più alto dell’assemblea regionale, ha ricostruito la vicenda con un post su Facebook: “Quando venti consiglieri su trenta della maggioranza di Zingaretti disertano l’aula, è difficile credere alla tesi dell’incidente per giustificare la sfiducia totale del consiglio regionale all'assessore Ravera.
In quel momento presiedevo l’aula e ho richiamato più volte i consiglieri a rendersi consapevoli della votazione sul documento. Ma la maggioranza era altrove e il documento dell’opposizione è stato approvato. Ora Zingaretti richiamerà all’ordine i latitanti per non dover dare seguito all’atto di indirizzo del consiglio regionale e costringerà la maggioranza ad approvare un documento esattamente opposto nella seduta di mercoledì. Ma l’opposizione non starà a guardare e l’assessore Ravera, se sarà ancora tale, farà bene a venire in aula molto preparata”.
Il caso ha subito interrotto i lavori del consiglio. E’ stata convocata una capigruppo d’urgenza, il cui esito è stata la sospensione della seduta e l’aggiornamento a mercoledì prossimo alle ore 11 per proseguire l’esame degli odg residui. Il giorno successivo, inoltre, ci sarà una nuova seduta sempre alle 11 con la possibilità di introdurre altri atti di indirizzo. Storace, quando Leodori ha aggiornato i lavori, ha ricordato che in consiglio dovranno essere presenti, come si è detto nella capigruppo di ieri, gli assessori coinvolti.
Ravera permettendo. 

 

Accade di tutto alla Regione Lazio targata Nicola Zingaretti (Pd). Se dalla sede della giunta non è stata spenta la voce sulle possibili dimissioni anticipate del governatore del Lazio, la maggioranza di centrosinistra torna alla ribalta delle cronache per una gaffe senza precedenti. 

I consiglieri zingarettiani hanno, infatti, approvato un ordine del giorno che chiede il ritiro delle deleghe dell’assessore alla Cultura in carica. Un’anomalia che ha stupito persino i consiglieri di minoranza, che avevano posto l’accento sulle assenze della scrittrice e della giornalista Lidia Ravera, chiamata da Zingaretti per rilanciare le politiche culturali. 

Un investimento politico, però, che non ha avuto un esito positivo. Almeno stando alla votazione di ieri pomeriggio, a cui ha partecipato gran parte dei consiglieri di maggioranza. 

L’ordine del giorno contro l'autrice di “Porci con le ali” è stato presentato da Luca Malcotti, ex assessore ai Lavori pubblici dell’amministrazione Polverini e ora nelle fila di Cuoritaliani.

“Considerata l’assenza dell’assessore che perdura da tempo alle sedute della commissione del consiglio e la dimostrata inadeguatezza a svolgere le competenze attribuitele”, è la premessa con cui Malcotti ha ricostruito l’operato della Ravera, invitando, si legge, il presidente della Regione Lazio a ritirare le deleghe all’Assessore. 

A quel punto Francesco Storace (Movimento nazionale), che presiedeva l’Aula nella veste di vicepresidente del Consiglio regionale, ha richiamato più volte l’attenzione dei colleghi, prima di mettere l'atto in votazione: “Chi è favorevole, chi è contrario, chi si astiene: l’ordine del giorno è stato approvato”, ha chiuso Storace.

Neanche i consiglieri di opposizione hanno creduto ai loro occhi di fronte alla spaccatura "dell'ampia maggioranza di centrosinistra", come l'ha definita più volte Zingaretti. Tra i banchi della maggioranza è calato uno strano, e un po’ inquietante, silenzio. 

E’ toccato così a Massimiliano Valeriani, capogruppo del Pd, correggere il tiro: “Solo un incidente d'aula, senza alcuna rilevanza politica: nel senso che la maggioranza era in numero inferiore rispetto a quello che dovrebbe garantire. Avrebbe una rilevanza politica se la maggioranza avesse votato in accordo con il proponente dell’ordine del giorno”, ha minimizzato il capogruppo dem commentando il fatto del giorno.

Ha esultato, ovviamente, Malcotti: “Un’altra figuraccia del centrosinistra”. Dal canto suo Storace, che ha assistito alla vicenda dal punto più alto dell’assemblea regionale, ha ricostruito la vicenda con un post su Facebook: “Quando venti consiglieri su trenta della maggioranza di Zingaretti disertano l’aula, è difficile credere alla tesi dell’incidente per giustificare la sfiducia totale del consiglio regionale all'assessore Ravera.

In quel momento presiedevo l’aula e ho richiamato più volte i consiglieri a rendersi consapevoli della votazione sul documento. Ma la maggioranza era altrove e il documento dell’opposizione è stato approvato. Ora Zingaretti richiamerà all’ordine i latitanti per non dover dare seguito all’atto di indirizzo del consiglio regionale e costringerà la maggioranza ad approvare un documento esattamente opposto nella seduta di mercoledì. Ma l’opposizione non starà a guardare e l’assessore Ravera, se sarà ancora tale, farà bene a venire in aula molto preparata”.

Il caso ha subito interrotto i lavori del consiglio. E’ stata convocata una capigruppo d’urgenza, il cui esito è stata la sospensione della seduta e l’aggiornamento a mercoledì prossimo alle ore 11 per proseguire l’esame degli odg residui. Il giorno successivo, inoltre, ci sarà una nuova seduta sempre alle 11 con la possibilità di introdurre altri atti di indirizzo. Storace, quando Leodori ha aggiornato i lavori, ha ricordato che in consiglio dovranno essere presenti, come si è detto nella capigruppo di ieri, gli assessori coinvolti.

Ravera permettendo.