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lunedì 24 luglio 2017

L'emergenza

15/07/2017 10:57

Immigrazione, navi in arrivo anche a Civitavecchia

Vertice e sopralluogo alla banchina del porto per essere pronti ad accogliere

Immigrazione, navi in arrivo anche a Civitavecchia
Il sindaco: 'Non possiamo diventare un hotspot'. Saltamartini (Lega-Ncs): 'In piena stagione turistica trasformano uno snodo cruciale nell’ennesimo campo profughi d’Italia'

 

OC. L’emergenza
TIT. Migranti in arrivo anche a Civitavecchia
SOM. Vertice e sopralluogo alla banchina del porto per essere pronti ad accogliere
Il sindaco: “Non possiamo diventare un hotspot”. Lega: “Invece di chiudere i porti li aprono”
Gli immigrati arriveranno anche a Civitavecchia. È stata infatti individuata l’area da destinare alla prima accoglienza:  banchina 28 del porto. 
È quanto emerso in seguito al vertice alla Capitaneria di Porto, ieri mattina, che ha fatto seguito alla riunione di mercoledì in Prefettura a Roma, alla presenza di rappresentati istituzionali, tra cui il Sindaco Antonio Cozzolino, il direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle,  la segretaria dell'Autorità di Sistema Portuale Roberta Macii, il comandante del porto, oltre ai rappresentanti di tutte le forze dell'ordine, della Protezione Civile, della sanità marittima, dell’Ares e i capi dell’immigrazione (polizia dell’immigrazione e di frontiera).
In seguito alla riunione è stato effettuato un sopralluogo alla banchina individuata come area destinata alla prima accoglienza ed allo smistamento degli immigrati.
Dopo le operazioni di identificazione e i primi controlli sanitari gi extracomunitari verranno  trasferiti nei centri di accoglienza.
Al momento, secondo quanto appreso, non è ancora chiaro che tipo di strutture verranno realizzate e se verrà realizzato un hub in città. 
Una scelta, quella di destinare gli immigrati alla città del litorale a nord di Roma, immediatamente contestata dal Sindaco del Movimento Cinque Stelle Antonio Cozzolino.  “Civitavecchia - attacca - non è nelle condizioni di diventare un hotspot per l'accoglienza. Se il Ministero continuerà con decisione su questa pericolosa strada, dovremo affrontare un'emergenza difficile, se non impossibile, da gestire. Mi viene da pensare alle interferenze con il traffico auto, con possibili ricadute occupazionali in negativo sul territorio, alle nuove incombenze che graveranno sui servizi sociali, che non avranno personale e risorse per svolgere al meglio il loro lavoro, alla Polizia Locale, che non avrà uomini per gestire le nuove criticità di traffico, all’ospedale San Paolo, che subirà un aggravio di lavoro e che già ora è in difficoltà nel venire incontro alle esigenze del territorio, all’acqua, con il presidente della Regione Lazio che ha richiesto lo stato di calamità naturale. Inoltre potrebbero esserci ulteriori problemi legati alla sicurezza di tutta la struttura: non capisco infatti, come si sposi questa decisione con quella che, neanche un anno fa, ha visto innalzare il livello d’allerta per il porto al massimo previsto”. Il Sindaco poi invita “il Ministro Minniti a rivedere la sua decisione che non tiene affatto conto del contesto territoriale, ricordando che la città ha deciso di fare doverosamente la sua parte in materia di accoglienza aderendo al programma SPRAR per il quale delibereremo a settembre”.
Sulla questione è intervenuto anche il vice presidente del gruppo della Lega – Noi con Salvini alla Camera, Barbara Saltamartini. “Questo governo criminale ora apre il porto di Civitavecchia agli sbarchi dei clandestini. In piena stagione turistica trasformano uno snodo cruciale nell’ennesimo campo profughi d’Italia. Invece di chiudere i porti li aprono: vergogna!” ha detto promettendo: “Noi ci batteremo con ogni mezzo affinché la sostituzione etnica pianificata dal Pd non sia portata a termine. Non possiamo essere per colpa di Renzi gli zimbelli d’Europa. L’Italia è rimasto l’unico Paese del continente a subire pressioni immigratorie senza precedenti senza che il governo prenderà alcun provvedimento”. 
Secondo quanto riporta l’Agenzia Ansa, citando fonti qualificate, non ci sarà un hotspot permanente a Civitavecchia, ma il porto della città laziale potrà essere utilizzato per alleggerire la pressione che grava sui porti siciliani per l'arrivo delle navi cariche di migranti.
Quel che è certo è che al porto di Civitavecchia tutto deve essere pronto se dovessero arrivare le navi delle Ong. E ora quindi ci sarà un team che si metterà al lavoro: è stato fatto anche un sopralluogo presso ‘Unità di crisi della Protezione Civile individuata come sede per la regia delle operazioni. Insomma al momento non vi è alcuna data certa su quando e se i migranti arriveranno. Quel che è certo è che tutto deve essere pronto e predisposto, fin da subito per rispondere ad un’emergenza che ormai si trascina da molti mesi.   
Gli immigrati arriveranno anche a Civitavecchia. È stata infatti individuata l’area da destinare alla prima accoglienza:  banchina 28 del porto. È quanto emerso in seguito al vertice alla Capitaneria di Porto, ieri mattina, che ha fatto seguito alla riunione di mercoledì in Prefettura a Roma, alla presenza di rappresentati istituzionali, tra cui il Sindaco Antonio Cozzolino, il direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle,  la segretaria dell'Autorità di Sistema Portuale Roberta Macii, il comandante del porto, oltre ai rappresentanti di tutte le forze dell'ordine, della Protezione Civile, della sanità marittima, dell’Ares e i capi dell’immigrazione (polizia dell’immigrazione e di frontiera).

 

In seguito alla riunione è stato effettuato un sopralluogo alla banchina individuata come area destinata alla prima accoglienza ed allo smistamento degli immigrati.

Dopo le operazioni di identificazione e i primi controlli sanitari gi extracomunitari verranno  trasferiti nei centri di accoglienza.

Al momento, secondo quanto appreso, non è ancora chiaro che tipo di strutture verranno realizzate e se verrà realizzato un hub in città. ù

Una scelta, quella di destinare gli immigrati alla città del litorale a nord di Roma, immediatamente contestata dal Sindaco del Movimento Cinque Stelle Antonio Cozzolino.  “Civitavecchia - attacca - non è nelle condizioni di diventare un hotspot per l'accoglienza. Se il Ministero continuerà con decisione su questa pericolosa strada, dovremo affrontare un'emergenza difficile, se non impossibile, da gestire. Mi viene da pensare alle interferenze con il traffico auto, con possibili ricadute occupazionali in negativo sul territorio, alle nuove incombenze che graveranno sui servizi sociali, che non avranno personale e risorse per svolgere al meglio il loro lavoro, alla Polizia Locale, che non avrà uomini per gestire le nuove criticità di traffico, all’ospedale San Paolo, che subirà un aggravio di lavoro e che già ora è in difficoltà nel venire incontro alle esigenze del territorio, all’acqua, con il presidente della Regione Lazio che ha richiesto lo stato di calamità naturale. Inoltre potrebbero esserci ulteriori problemi legati alla sicurezza di tutta la struttura: non capisco infatti, come si sposi questa decisione con quella che, neanche un anno fa, ha visto innalzare il livello d’allerta per il porto al massimo previsto”. Il Sindaco poi invita “il Ministro Minniti a rivedere la sua decisione che non tiene affatto conto del contesto territoriale, ricordando che la città ha deciso di fare doverosamente la sua parte in materia di accoglienza aderendo al programma SPRAR per il quale delibereremo a settembre”.

Sulla questione è intervenuto anche il vice presidente del gruppo della Lega – Noi con Salvini alla Camera, Barbara Saltamartini. “Questo governo criminale ora apre il porto di Civitavecchia agli sbarchi dei clandestini. In piena stagione turistica trasformano uno snodo cruciale nell’ennesimo campo profughi d’Italia. Invece di chiudere i porti li aprono: vergogna!” ha detto promettendo: “Noi ci batteremo con ogni mezzo affinché la sostituzione etnica pianificata dal Pd non sia portata a termine. Non possiamo essere per colpa di Renzi gli zimbelli d’Europa. L’Italia è rimasto l’unico Paese del continente a subire pressioni immigratorie senza precedenti senza che il governo prenderà alcun provvedimento”. 

Secondo quanto riporta l’Agenzia Ansa, citando fonti qualificate, non ci sarà un hotspot permanente a Civitavecchia, ma il porto della città laziale potrà essere utilizzato per alleggerire la pressione che grava sui porti siciliani per l'arrivo delle navi cariche di migranti.

Quel che è certo è che al porto di Civitavecchia tutto deve essere pronto se dovessero arrivare le navi delle Ong. E ora quindi ci sarà un team che si metterà al lavoro: è stato fatto anche un sopralluogo presso ‘Unità di crisi della Protezione Civile individuata come sede per la regia delle operazioni. Insomma al momento non vi è alcuna data certa su quando e se i migranti arriveranno. Quel che è certo è che tutto deve essere pronto e predisposto, fin da subito per rispondere ad un’emergenza che ormai si trascina da molti mesi.   

Barbara Fruch