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venerdì 26 maggio 2017

Il caso

19/05/2017 16:50

Rifiuti, arriva l’ispezione a Roma

I risultati saranno resi noti dalla Bicamerale, mentre i militari informeranno la procura

Rifiuti, arriva l’ispezione a Roma
Blitz dei membri della Ecomafie e dei carabinieri del Noe in via Salaria e Rocca Cencia

Anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie e sul ciclo dei rifiuti vuole vederci chiaro sull’emergenza che da settimane macchia l’immagine della Capitale e dell’Italia non solo in Europa ma anche nel resto del mondo. 
Così il presidente Alessandro Bratti e i membri hanno effettuato ieri un’ispezione a sorpresa negli impianti Tmb (Trattamento meccanico-biologico) di proprietà di Ama, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, cioè quelli di via Salaria e Rocca Cencia.  
Ma c’è un primo dato che emergerebbe dal blitz dell’organo parlamentare: “Gli impianti sono risultati visibilmente pieni e in sofferenza”. Soprattutto alla luce della task force h24 messa in campo dagli operatori per tentare di riconsegnare un aspetto dignitoso alla Città Eterna, dove continuano ad arrivare le denunce dei cittadini, alcuni dei quali non dovevano dribblare i sacchi di immondizia per rientrare nelle proprie abitazioni. 
“Già nel maggio del 2015 – ricorda Bratti - la commissione aveva disposto un’analoga iniziativa per i quattro Tmb romani. I carabinieri del Noe in quell’occasione avevano controllato sia gli impianti di Ama che del gruppo Colari, non riscontrando nessuna particolare criticità. I risultati dell’ispezione in corso verranno comunicati non appena disponibili”.
Ovviamente le ispezioni dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico si sono rese necessarie per l’emergenza di questi giorni e per verificare se il ciclo dei rifiuti si sta svolgendo correttamente. In particolare, sono stati accesi i riflettori sui quantitativi di spazzatura in entrata, quelli che devono essere lavorati in giornata e gli altri in uscita per verificare se sono in linea con i parametri imposti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. 
Un’ispezione che durerà un paio di giorni. Infatti dopo aver prelevato i campioni, il materiale sarà esaminato dai laboratori per le analisi e, infine, i dati saranno resi noti dalla Bicamerale mentre i militari informeranno la procura di Roma. 
Ma l’ennesima emergenza dimostra la mancanza di impianti nella Capitale, il dualismo tra Roma Capitale e Regione Lazio e il business dell’Austria, che accoglie a braccia aperte centinaia di tonnellate di rifiuti trasformandole in energia che illumina 170mila abitazioni all’anno. Da escludere le tonnellate extra che sono state e continueranno ad essere trasferite in questi giorni per liberare Roma dalla “monnezza”. 
Anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie e sul ciclo dei rifiuti vuole vederci chiaro sull’emergenza che da settimane macchia l’immagine della Capitale e dell’Italia non solo in Europa ma anche nel resto del mondo. 
Così il presidente Alessandro Bratti e i membri hanno effettuato ieri un’ispezione a sorpresa negli impianti Tmb (Trattamento meccanico-biologico) di proprietà di Ama, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, cioè quelli di via Salaria e Rocca Cencia.  
Ma c’è un primo dato che emergerebbe dal blitz dell’organo parlamentare: “Gli impianti sono risultati visibilmente pieni e in sofferenza”. Soprattutto alla luce della task force h24 messa in campo dagli operatori per tentare di riconsegnare un aspetto dignitoso alla Città Eterna, dove continuano ad arrivare le denunce dei cittadini, alcuni dei quali non dovevano dribblare i sacchi di immondizia per rientrare nelle proprie abitazioni. 
“Già nel maggio del 2015 – ricorda Bratti - la commissione aveva disposto un’analoga iniziativa per i quattro Tmb romani. I carabinieri del Noe in quell’occasione avevano controllato sia gli impianti di Ama che del gruppo Colari, non riscontrando nessuna particolare criticità. I risultati dell’ispezione in corso verranno comunicati non appena disponibili”.
Ovviamente le ispezioni dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico si sono rese necessarie per l’emergenza di questi giorni e per verificare se il ciclo dei rifiuti si sta svolgendo correttamente. In particolare, sono stati accesi i riflettori sui quantitativi di spazzatura in entrata, quelli che devono essere lavorati in giornata e gli altri in uscita per verificare se sono in linea con i parametri imposti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. 
Un’ispezione che durerà un paio di giorni. Infatti dopo aver prelevato i campioni, il materiale sarà esaminato dai laboratori per le analisi e, infine, i dati saranno resi noti dalla Bicamerale mentre i militari informeranno la procura di Roma. 
Ma l’ennesima emergenza dimostra la mancanza di impianti nella Capitale, il dualismo tra Roma Capitale e Regione Lazio e il business dell’Austria, che accoglie a braccia aperte centinaia di tonnellate di rifiuti trasformandole in energia che illumina 170mila abitazioni all’anno. Da escludere le tonnellate extra che sono state e continueranno ad essere trasferite in questi giorni per liberare Roma dalla “monnezza”. 

Anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie e sul ciclo dei rifiuti vuole vederci chiaro sull’emergenza che da settimane macchia l’immagine della Capitale e dell’Italia non solo in Europa ma anche nel resto del mondo. 
Così il presidente Alessandro Bratti e i membri hanno effettuato ieri un’ispezione a sorpresa negli impianti Tmb (Trattamento meccanico-biologico) di proprietà di Ama, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, cioè quelli di via Salaria e Rocca Cencia.  
Ma c’è un primo dato che emergerebbe dal blitz dell’organo parlamentare: “Gli impianti sono risultati visibilmente pieni e in sofferenza”. Soprattutto alla luce della task force h24 messa in campo dagli operatori per tentare di riconsegnare un aspetto dignitoso alla Città Eterna, dove continuano ad arrivare le denunce dei cittadini, alcuni dei quali non dovevano dribblare i sacchi di immondizia per rientrare nelle proprie abitazioni. 
“Già nel maggio del 2015 – ricorda Bratti - la commissione aveva disposto un’analoga iniziativa per i quattro Tmb romani. I carabinieri del Noe in quell’occasione avevano controllato sia gli impianti di Ama che del gruppo Colari, non riscontrando nessuna particolare criticità. I risultati dell’ispezione in corso verranno comunicati non appena disponibili”.
Ovviamente le ispezioni dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico si sono rese necessarie per l’emergenza di questi giorni e per verificare se il ciclo dei rifiuti si sta svolgendo correttamente. In particolare, sono stati accesi i riflettori sui quantitativi di spazzatura in entrata, quelli che devono essere lavorati in giornata e gli altri in uscita per verificare se sono in linea con i parametri imposti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. 
Un’ispezione che durerà un paio di giorni. Infatti dopo aver prelevato i campioni, il materiale sarà esaminato dai laboratori per le analisi e, infine, i dati saranno resi noti dalla Bicamerale mentre i militari informeranno la procura di Roma. 
Ma l’ennesima emergenza dimostra la mancanza di impianti nella Capitale, il dualismo tra Roma Capitale e Regione Lazio e il business dell’Austria, che accoglie a braccia aperte centinaia di tonnellate di rifiuti trasformandole in energia che illumina 170mila abitazioni all’anno. Da escludere le tonnellate extra che sono state e continueranno ad essere trasferite in questi giorni per liberare Roma dalla “monnezza”. 
Anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie e sul ciclo dei rifiuti vuole vederci chiaro sull’emergenza che da settimane macchia l’immagine della Capitale e dell’Italia non solo in Europa ma anche nel resto del mondo. Così il presidente Alessandro Bratti e i membri hanno effettuato ieri un’ispezione a sorpresa negli impianti Tmb (Trattamento meccanico-biologico) di proprietà di Ama, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, cioè quelli di via Salaria e Rocca Cencia.  Ma c’è un primo dato che emergerebbe dal blitz dell’organo parlamentare: “Gli impianti sono risultati visibilmente pieni e in sofferenza”. Soprattutto alla luce della task force h24 messa in campo dagli operatori per tentare di riconsegnare un aspetto dignitoso alla Città Eterna, dove continuano ad arrivare le denunce dei cittadini, alcuni dei quali non dovevano dribblare i sacchi di immondizia per rientrare nelle proprie abitazioni. “Già nel maggio del 2015 – ricorda Bratti - la commissione aveva disposto un’analoga iniziativa per i quattro Tmb romani. I carabinieri del Noe in quell’occasione avevano controllato sia gli impianti di Ama che del gruppo Colari, non riscontrando nessuna particolare criticità. I risultati dell’ispezione in corso verranno comunicati non appena disponibili”.Ovviamente le ispezioni dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico si sono rese necessarie per l’emergenza di questi giorni e per verificare se il ciclo dei rifiuti si sta svolgendo correttamente. In particolare, sono stati accesi i riflettori sui quantitativi di spazzatura in entrata, quelli che devono essere lavorati in giornata e gli altri in uscita per verificare se sono in linea con i parametri imposti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. Un’ispezione che durerà un paio di giorni. Infatti dopo aver prelevato i campioni, il materiale sarà esaminato dai laboratori per le analisi e, infine, i dati saranno resi noti dalla Bicamerale mentre i militari informeranno la procura di Roma. Ma l’ennesima emergenza dimostra la mancanza di impianti nella Capitale, il dualismo tra Roma Capitale e Regione Lazio e il business dell’Austria, che accoglie a braccia aperte centinaia di tonnellate di rifiuti trasformandole in energia che illumina 170mila abitazioni all’anno. Da escludere le tonnellate extra che sono state e continueranno ad essere trasferite in questi giorni per liberare Roma dalla “monnezza”.