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mercoledì 28 giugno 2017

Attualità

21/04/2017 09:32

Sanità, il sub commissario del Lazio se ne va

Giovanni Bissoni ha rassegnato le dimissioni

Sanità, il sub commissario del Lazio se ne va
Gli scogli: il tavolo per certificare la diminuzione del disavanzo e la nomina del sostituto.  Zingaretti rivendica i risultati, che non convincono affatto le opposizioni

 

Giovanni Bissoni lascia. Il sub commissario per la sanità del Lazio ha rassegnato mercoledì sera le sue dimissioni al presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, ai ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e delle Finanze, Pier Carlo Paodan. 
La lettera è stata inviata anche al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, con il quale Bissoni ha lavorato in questi due e anni mezzo. Infatti l’ex sub commissario era stato nominato dal Governo il primo dicembre del 2014 per dare il via all’attuazione del piano di rientro del disavanzo del Servizio sanitario regionale.
“Dopo due anni e mezzo - ha fatto sapere Bissoni in una nota - è arrivato il momento di lasciare, è stata un’esperienza importante, e sono davvero grato a chi mi ha dato questa opportunità perché  è stato un capitolo della mia vita professionale formativo”, aggiungendo: “Ci sono stati risultati positivi, è innegabile e ne sono contento, a luglio poi ci sarà un nuovo tavolo al ministero delle Finanze per valutare i contri della sanità del Lazio, un incontro importante che potrebbe aprire definitivamente le porte e far uscire il Lazio dal commissariamento”.
Ora in agenda sono stati fissati due importanti appuntamenti: il primo sarà il tavolo di verifica con i tecnici del Ministero dell’Economia e della Salute, che avranno l’arduo compito di certificare la diminuzione del disavanzo e dunque l’applicazione del piano di rientro; il secondo, invece, verte sulla nomina del sostituto di Bissoni. 
Ma i rapporti tra Ministero della Salute e Regione Lazio sono un po’ freddi e questo potrebbe incidere nella nomina del nuovo sub commissario, alla luce delle recenti critiche del ministro Lorenzin, che non ha digerito la sperimentazione voluta da Zingaretti sull’aborto farmacologico nei consultori. Una scelta che ha sollevato le ire ovviamente anche del mondo cattolico, a partire dalla Conferenza episcopale italiana. 
Dal canto suo, il governatore ha minimizzato l’addio di Bissoni: “Il sub commissario per motivi personali, ha rassegnato le proprie dimissioni al Governo che lo aveva nominato”, sottolineando che “insieme a  lui abbiamo lavorato per anni in modo intenso e proficuo”. 
Che poi ha sbandierato i risultati ottenuti sin qui, nonostante le perplessità sollevate più volte dalle opposizioni di centrodestra e 5 Stelle.  
“Gli obiettivi raggiunti sono stati eccezionali, e ora il Lazio, dopo un decennio, sta per uscire dal commissariamento sulla sanità. È per questo - ha concluso - che auspico che l’ultimo pezzetto di strada, il più gratificante, lo si possa fare insieme”.

 

Giovanni Bissoni lascia. Il sub commissario per la sanità del Lazio ha rassegnato mercoledì sera le sue dimissioni al presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, ai ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e delle Finanze, Pier Carlo Paodan. 

La lettera è stata inviata anche al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, con il quale Bissoni ha lavorato in questi due e anni mezzo. Infatti l’ex sub commissario era stato nominato dal Governo il primo dicembre del 2014 per dare il via all’attuazione del piano di rientro del disavanzo del Servizio sanitario regionale.

“Dopo due anni e mezzo - ha fatto sapere Bissoni in una nota - è arrivato il momento di lasciare, è stata un’esperienza importante, e sono davvero grato a chi mi ha dato questa opportunità perché  è stato un capitolo della mia vita professionale formativo”, aggiungendo: “Ci sono stati risultati positivi, è innegabile e ne sono contento, a luglio poi ci sarà un nuovo tavolo al ministero delle Finanze per valutare i contri della sanità del Lazio, un incontro importante che potrebbe aprire definitivamente le porte e far uscire il Lazio dal commissariamento”.

Ora in agenda sono stati fissati due importanti appuntamenti: il primo sarà il tavolo di verifica con i tecnici del Ministero dell’Economia e della Salute, che avranno l’arduo compito di certificare la diminuzione del disavanzo e dunque l’applicazione del piano di rientro; il secondo, invece, verte sulla nomina del sostituto di Bissoni. 

Ma i rapporti tra Ministero della Salute e Regione Lazio sono un po’ freddi e questo potrebbe incidere nella nomina del nuovo sub commissario, alla luce delle recenti critiche del ministro Lorenzin, che non ha digerito la sperimentazione voluta da Zingaretti sull’aborto farmacologico nei consultori. Una scelta che ha sollevato le ire ovviamente anche del mondo cattolico, a partire dalla Conferenza episcopale italiana. 

Dal canto suo, il governatore ha minimizzato l’addio di Bissoni: “Il sub commissario per motivi personali, ha rassegnato le proprie dimissioni al Governo che lo aveva nominato”, sottolineando che “insieme a  lui abbiamo lavorato per anni in modo intenso e proficuo”. 

Che poi ha sbandierato i risultati ottenuti sin qui, nonostante le perplessità sollevate più volte dalle opposizioni di centrodestra e 5 Stelle.  

“Gli obiettivi raggiunti sono stati eccezionali, e ora il Lazio, dopo un decennio, sta per uscire dal commissariamento sulla sanità. È per questo - ha concluso - che auspico che l’ultimo pezzetto di strada, il più gratificante, lo si possa fare insieme”.