Manco li cani. In Parlamento ci sono ancora quasi mille deputati e senatori ma non se ne è trovato nemmeno uno disponibile a chiedere conto al ministro Madia della strana storia dei film del suo maritino finanziati dalla regione Lazio con i soldi dei contribuenti.
La vicenda è andata su diversi giornali, oltre che sul nostro, sulla rete c'è anche il video con la risposta farfugliante dell'assessore regionale alla cultura Lidia Ravera alla nostra interrogazione sul tema; eppure, né a Montecitorio né a palazzo Madama si ha notizia di uno straccio di documento per domandare ai famigli del ministro come si sono messi in testa di bussare a quattrini, per il secondo anno consecutivo, alla regione.
Sembra quasi che all'opposizione - almeno all'opposizione! - interessi poco delle vicende che riguardano la consorteria di una ministro della repubblica; sembrano tutti immersi in una specie di timore reverenziale per cui certe cose non si chiedono. Oltre un milioncino di euro. Che cosa deve succedere per far gridare allo scandalo in Parlamento?
Eppure, il motivo ci sarebbe. Oggi governa l'Italia Matteo Renzi, il premier che sproloquia su tutto e che ce l'ha - in verità non senza motivo - con le regioni, che poi in larghissima parte sono governate da esponenti del partito suo. Ebbene, il presidente del Consiglio spara a zero contro gli sperperi. Ma in questo caso sta ovviamente zitto. Sono soldi benedetti, Matteo, quelli finiti dalla regione alla società Wildside? È così difficile esprimere un giudizio da palazzo Chigi? E l'opposizione parlamentare che aspetta a chiederglielo?, tanto più che a stare zitta è anche la Madia, che probabilmente non saprebbe che cosa dire senza arrossire.
Deputati e senatori si sono accorti di quello che è accaduto?
Proviamo ad immaginare il caso a parti rovesciate. La Madia ministro di un governo di centrodestra, e la giunta del Lazio guidata ancora da me o dalla Polverini. Qualcuno è in grado di immaginare di che cosa sarebbero stati capaci di combinare i propagandisti rossi dei privilegi altrui?
Sta zitto Renzi, sta zitta Marianna Madia, stanno zitti gli oppositori.
Non si monta una campagna su un governo che moralmente ha molti profili etici sfregiati dal malcostume, se si pensa anche alle vicende del padre del premier o del genitore del ministro Boschi, banchiere di un istituto in declino.
Se tutto questo fosse accaduto a parti rovesciate, assisteremmo a sommosse di piazza; a giornalate quotidiane contro il governo; a inevitabili inchieste della magistratura.
Tutti zitti. È una vergogna.
Manco li cani. In Parlamento ci sono ancora quasi mille deputati e senatori ma non se ne è trovato nemmeno uno disponibile a chiedere conto al ministro Madia della strana storia dei film del suo maritino finanziati dalla regione Lazio con i soldi dei contribuenti.
La vicenda è andata su diversi giornali, oltre che sul nostro, sulla rete c'è anche il video con la risposta farfugliante dell'assessore regionale alla cultura Lidia Ravera alla nostra interrogazione sul tema; eppure, né a Montecitorio né a palazzo Madama si ha notizia di uno straccio di documento per domandare ai famigli del ministro come si sono messi in testa di bussare a quattrini, per il secondo anno consecutivo, alla regione.
Sembra quasi che all'opposizione - almeno all'opposizione! - interessi poco delle vicende che riguardano la consorteria di una ministro della repubblica; sembrano tutti immersi in una specie di timore reverenziale per cui certe cose non si chiedono. Oltre un milioncino di euro. Che cosa deve succedere per far gridare allo scandalo in Parlamento?Eppure, il motivo ci sarebbe. Oggi governa l'Italia Matteo Renzi, il premier che sproloquia su tutto e che ce l'ha - in verità non senza motivo - con le regioni, che poi in larghissima parte sono governate da esponenti del partito suo. Ebbene, il presidente del Consiglio spara a zero contro gli sperperi. Ma in questo caso sta ovviamente zitto.
Sono soldi benedetti, Matteo, quelli finiti dalla regione alla società Wildside? È così difficile esprimere un giudizio da palazzo Chigi? E l'opposizione parlamentare che aspetta a chiederglielo?, tanto più che a stare zitta è anche la Madia, che probabilmente non saprebbe che cosa dire senza arrossire.Deputati e senatori si sono accorti di quello che è accaduto?
Proviamo ad immaginare il caso a parti rovesciate. La Madia ministro di un governo di centrodestra, e la giunta del Lazio guidata ancora da me o dalla Polverini. Qualcuno è in grado di immaginare di che cosa sarebbero stati capaci di combinare i propagandisti rossi dei privilegi altrui?
Sta zitto Renzi, sta zitta Marianna Madia, stanno zitti gli oppositori.Non si monta una campagna su un governo che moralmente ha molti profili etici sfregiati dal malcostume, se si pensa anche alle vicende del padre del premier o del genitore del ministro Boschi, banchiere di un istituto in declino.
Se tutto questo fosse accaduto a parti rovesciate, assisteremmo a sommosse di piazza; a giornalate quotidiane contro il governo; a inevitabili inchieste della magistratura.
Tutti zitti. È una vergogna.
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