Soddisfazione è stata espressa dall’azienda americana: ''La sentenza ha escluso qualsiasi reato ambientale''. I legali di parte civile, invece, hanno già annunciato il ricorso in Cassazione ''affinché le vittime possano avere giustizia e i responsabili la giusta punizione''
E’ stata confermata dalla Corte d’Appello di Roma la condanna ad un anno e 6 mesi di carcere per il presidente del Cda dell’azienda americana (dal 1990 al 1996) Pierdonato Palusci, mentre altri due dirigenti sono stati assolti. I fatti risalgono ai primi anni novanta, quando nello stabilimento di Cisterna di Latina, le patologie neoplastiche delle vie respiratorie causarono la morte di alcuni operai. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, come previsto dalla legge, ma i legali di parte civile hanno già annunciato il ricorso in Cassazione. ''Si formulerà istanza alla Procura Generale presso la corte di Appello – ha affermato l'avvocato Luigi Di Mambro - affinché le vittime possano avere giustizia e i responsabili la giusta punizione''. Chiare le parole del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni: ''Il giudizio di oggi è relativo a poche posizioni e ci sono decine e decine di altre istanze di giustizia sulle quali la magistratura si deve ancora pronunciare''. Inequivocabile la posizione della Goodyear: ''Accogliamo con soddisfazione la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma. La decisione è a favore di quattro ex dirigenti della fabbrica di Cisterna di Latina e riconosce la non esistenza dei presunti reati imputati in relazione a violazioni delle condizioni ambientali all'interno della fabbrica, chiusa nel 2001. Goodyear è pienamente consapevole dell'impatto che questa decisione ha sugli ex dipendenti dell’azienda e sulle loro famiglie''.
E’ stata confermata dalla Corte d’Appello di Roma la condanna ad un anno e 6 mesi di carcere per il presidente del Cda dell’azienda americana (dal 1990 al 1996) Pierdonato Palusci, mentre altri due dirigenti sono stati assolti. I fatti risalgono ai primi anni novanta, quando nello stabilimento di Cisterna di Latina, le patologie neoplastiche delle vie respiratorie causarono la morte di alcuni operai. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, come previsto dalla legge, ma i legali di parte civile hanno già annunciato il ricorso in Cassazione. ''Si formulerà istanza alla Procura Generale presso la corte di Appello – ha affermato l'avvocato Luigi Di Mambro - affinché le vittime possano avere giustizia e i responsabili la giusta punizione''. Chiare le parole del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni: ''Il giudizio di oggi è relativo a poche posizioni e ci sono decine e decine di altre istanze di giustizia sulle quali la magistratura si deve ancora pronunciare''. Inequivocabile la posizione della Goodyear: ''Accogliamo con soddisfazione la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma. La decisione è a favore di quattro ex dirigenti della fabbrica di Cisterna di Latina e riconosce la non esistenza dei presunti reati imputati in relazione a violazioni delle condizioni ambientali all'interno della fabbrica, chiusa nel 2001. Goodyear è pienamente consapevole dell'impatto che questa decisione ha sugli ex dipendenti dell’azienda e sulle loro famiglie''.
Giuseppe Sarra
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