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venerdì 27 aprile 2018

Personaggi

15/04/2018 09:54

Alberto Crispo Cappai, figlio di Sardegna e d'Italia

La storia di un soldato che, coraggiosamente, seppe meritarsi riconoscimenti e decorazioni al Valore

Alberto Crispo Cappai, figlio di Sardegna e d'Italia

L'Italia ha consegnato alla storia, quanto a coraggio e patriottismo, infiniti esempi che non vanno dimenticati. Tra essi quello del figlio di Sardegna Alberto Crispo Cappai, nato a Sassari il 4 aprile 1851 e fin da subito tabernacolo di amor patrio: quando aveva 16 anni, infatti, entrò all'Accademia militare di Modena, dalla quale uscì nel 1869 con il grado di Sottotenente, venendo assegnato al 3° Reggimento dei Bersaglieri di Parma.

Era quello un periodo estremamente caldo: l'Italia - ricorda Il Primato Nazionale - era una Nazione da pochi anni. Alla quale però, dopo l'annessione del Veneto, mancava ancora Roma. Proprio per sopperire a tale carenza, il 20 settembre del 1870 Crispo Cappai, con i suoi bersaglieri, partecipò all'azione passata alla storia come “la Breccia di Porta Pia”, che sancirà la definitiva unificazione dello Stivale.

Un'impresa così raccontata, dallo stesso ufficiale, in una lettera al padre: “il 20, alle 9,16 del mattino, i nostri aprirono il fuoco a Porta Pia per aprire una breccia nei bastioni e poter quindi montare l’assalto. Il bombardamento durò 6 ore. Volli sempre, mentre il nostro battaglione era indietro al coperto, seguire i movimenti dei nostri pezzi in posizione e ciò per provarmi, per vedere così che effetto facevano su di me le cannonate che ci controbattevano i papalini. Fui soddisfatto della prima prova , calmo e indifferente seguivo collo sguardo le granate che arrivavano e che scoppiavano a pochi metri da noi: dopo una mezz’ora i nostri bravi artiglieri smontarono i pezzi nemici e fecero mano ai lavori di Breccia. Dopo 6 ore alle 11 la breccia ancora fumante era aperta”.

Essendosi distinto per coraggio ed abilità militari, Crispo Cappai - ricorda ancora Il Primato Nazionale - venne promosso al grado di capitano. E proseguì la sua carriera militare prima come comandante delle truppe italiane di stanza a Creta (ivi inviate con lo scopo di affiancare la nascente nazione greca nella guerra contro i turchi) poi nella Prima Guerra Mondiale.

In entrambi i casi Crispo Cappai non mancò di distinguersi, ricevendo nel primo caso la massima onorificenza della Grecia moderna (l'emblema di commendatore dell'Ordine del Salvatore) e la promozione al grado di colonnello dello Stato Maggiore e capo della IX Armata. Nel secondo caso ebbe modo di distinguersi in particolare a Vittorio Veneto, nel novembre 1918.

Collocato in riserva nel 1919, venne messo definitivamente a riposo nel 1929. E si ritirò a vita privata a Modugno, dove si spense il 6 dicembre 1940.






CdG