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venerdì 23 febbraio 2018

Il caso

13/02/2018 16:14

Vandali in azione offendono la memoria

Deturpati il murales di Falcone e Borsellino a Milano e la targa dedicata a Norma Cossetto a Latina

Vandali in azione offendono la memoria

Non è - purtroppo - qualcosa di positivo quello che ha accomunato, nelle scorse ore, Norma Cossetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E' infatti accaduto che vandali ignoti abbiano deturpato la lapide dedicata alla Martire istriana recentemente inaugurata a Latina e il murales che riproduce, su un muro di corso Porta Ticinese a Milano (zona Navigli), i ritratti dei due giudici-eroi dell'antimafia. Uno dietro l'altro e sorridenti.

Nel primo caso,  la stele - inaugurata il 10 febbraio in occasione del Giorno del Ricordo - è stata imbrattata domenica notte con il simbolo degli anarchici, tracciato in vernice rossa su entrambe le facciate del monumento intitolato alla giovane seviziata dai partigiani comunisti e poi gettata, forse ancora viva, in una foiba. L'atto vandalico arriva a pochi giorni di distanza da analoghe azioni compiute ai danni della stele di piazza Dante e del monumento ai caduti nel parco Falcone e Borsellino.

E proprio riguardo ai due giudici, sta in queste ore facendo il giro del web la fotografia scattata da Alvise Salerno, un palermitano trasferitosi a Milano, che ritrae il murales realizzato nel 2013 dal writer siciliano Tunus sfregiato anche in questo caso da ignoti.

Pubblicandola sul suo profilo facebook, Salerno ha scritto tra l'altro a commento dell'orrenda immagine: “qualche idiota ha deciso di disegnare una pistola rossa sulla mano di Falcone, che spara in fronte a Borsellino”. Con tanto di gocce di sangue schizzate dal foro di uscita dell'ipotetico proiettile. In questo modo “un simbolo, un segno di libertà e giustizia” è stato “massacrato brutalmente dalla mancanza di cervello di una testa di cazzo. Milano, l'Italia intera, non può accettare questi gesti. Falcone e Borsellino oggi sono morti una seconda volta. A ucciderli, sia fisicamente in passato che iconograficamente, degli ignoranti di cui, purtroppo, non ci libereremo mai”.

Il murales e lo la stele dedicata a Norma Cossetto sono già stati ripuliti. Resta però - come sintetizzato in un articolo di Palermotoday sull'episodio di Milano - il gesto di un “idiota che sfregia ciò che non comprende”. E, aggiungiamo noi, che non conosce vergogna né rispetto.

 

 


Cristina Di Giorgi