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venerdì 23 febbraio 2018

Storia

11/02/2018 11:58

Hawao Tako, la ragazza somala che morì per gli italiani

Ripercorriamo il massacro, 70 anni dopo, con l'uccisione di 54 nostri connazionali e di una giovane: a lei Mogadiscio ha dedicato un monumento

Hawao Tako, la ragazza somala che morì per gli italiani

L'11 gennaio 1948  è una data che nella storia d'Italia e della Somalia rappresenta una pagina di sangue pressochè dimenticato. Quel giorno infatti, a Mogadiscio, vennero uccisi 54 nostri connazionali ed altrettanti furono feriti. Ed insieme a loro persero la vita anche 14 somali.

La Somalia in quel periodo era sotto l'amministrazione inglese, avendo cessato di essere colonia italiana in seguito alla sconfitta del nostro Paese nel Secondo conflitto mondiale. Politicamente parlando, l'ex colonia “era in attesa di una nuova amministrazione ed una commissione delle Nazioni Unite doveva stabilire se affidare il protettorato alla nuova Repubblica italiana”, con il compito - si legge su italiacoloniale.com - di condurre in breve tempo la Somalia all'indipendenza. Gli inglesi però, che volevano mantenere il loro ruolo, non erano d'accordo e cercarono in ogni modo di boicottare l'Italia, sia a livello internazionale sia sul posto. Dove peraltro la gente, dichiarandolo anche nel corso di varie manifestazioni, preferiva il nostro Paese.

E' in questo clima che maturò il cosiddetto “eccidio di Mogadiscio”. A fronte del contesto poc'anzi illustrato, Londra si mosse dunque contro Roma, facendo arrivare in Somalia dal Somaliland e dal Kenia gruppi di attivisti della Lega dei Giovani Somali. Lo scopo era di creare disordini in occasione della manifestazione programmata per l'11 gennaio 1948, per dimostrare che gli italiani non erano graditi. Il tenente colonnello Thorne, vicecomandante della gendarmeria britannica, senza alcuna spiegazione ritirò agli italiani il permesso, precedentemente accordato, di manifestare. Confermandolo invece agli aderenti alla Lega.

I primi disordini - si legge ancora su italiacoloniale.com - si ebbero già in tarda mattinata, quando gli italiani vennero aggrediti per strada, nei bar, nei negozi. Successivamente si scatenò una vera e propria “caccia all’italiano” casa per casa. Decine di abitazioni vennero saccheggiate e devastate. I morti restarono abbandonati per ore lungo le strade e ai feriti non vennero prestati soccorsi. Nel frattempo la gendarmeria osservava incurante il massacro. Circa 800 italiani riuscirono a salvarsi riparandosi all’interno della Cattedrale, rimanendovi chiusi dentro per ore.

Il bilancio finale della giornata fu, come indicato all'inizio, di 54 italiani uccisi, al fianco dei quali caddero anche quattordici somali. Tra loro Hawo Tako, una giovane ragazza di Mogadiscio sposata con un autotrasportatore italiano. Che perse la vita nel tentativo di fermare l'eccidio e proteggere i connazionali del marito. Ad Hawo Tako nel 1970 a Mogadiscio venne dedicato un monumento che, come ha raccontato ad Alberto Alpozzi il dottor Abdullahi Elmi Shurie, rappresenta una donna trafitta da una freccia, perchè “quel giorno molti dei somali che uccidevano gli italiani erano armati di archi e frecce”. La responsabilità dell’eccidio furono ammesse dal governo di Londra solamente dopo molti anni, quando venne istituita una commissione di inchiesta presieduta dal maggiore Flaxman e dal console italiano a Nairobi Della Chiesa, che partecipò ai lavori come osservatore. In quella circostanza furono ascoltate e messe a verbale le testimonianze di 102 italiani. Il risultato dell’inchiesta, noto come “Rapporto Flaxman” fu dichiarato top secret e solo recentemente se ne è venuti a conoscenza in seguito alla sua declassificazione.

A ricordo dei 14 somali caduti per difendere gli italiani in quel tragico giorno del gennaio 1948 è stata posta dell’associazione Amisom una lapide nella Chiesa del Perenne Suffragio di Piazza Salerno a Roma.

Per inciso: la questione dell'amministrazione contesa si risolse a favore dell'Italia. Il 21 novembre 1949, infatti, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò, la risoluzione 289 con la quale assegnò definitivamente il territorio della Somalia all’Afis (Amministrazione Fiduciaria italiana della Somalia).

 


CdG