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venerdì 24 novembre 2017

Fumetti

12/11/2017 09:11

Il Leone del Panshir

La graphic novel pubblicata da Ferrogallico che ripercorre la storia del comandante Massoud

Il Leone del Panshir

E' dedicato al comandante Ahmad Shah Massoud il nuovo albo di Ferrogallico, che propone in versione italiana la graphic novel “Il Leone del Panshir”, basata sugli scritti del giornalista e amico personale di Massoud Christophe de Ponfilly e firmata da Maryse e Jean-François Charles (sceneggiatura) e Frédéric Bihel (disegni a colori).

Eroe nazionale afgano, mujaheddin, patriota in armi contro i sovietici durante la durissima invasione degli anni ’80, poi unico capo militare a non fuggire e a contrapporsi coraggiosamente alla dirompente avanzata dei talebani, nemico di Osama Bin Laden e dell’islamismo qaedista. Massoud - si legge nella quarta di copertina della pubblicazione - è una figura di incredibile attualità: fu ucciso da terroristi islamici alla vigilia dell’attentato dell’11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York perché, per una vita intera, aveva rappresentato e difeso il modello di una società islamica fedele a sé stessa ma sempre nazionale, comunitaria, identitaria, né espansionistica né internazionalista, forte della propria identità e rispettosa di quella degli altri”. E ancora: “lottò per tutta la vita per liberare l’Afghanistan e restituirgli un equilibrio nazionale”. E' stato “un capo, un comandante sempre in prima linea, determinato nell’azione, lucido e chiaro nella strategia, visionario e sognatore nell’idea. Un uomo che si fece esempio, che divenne nazione”.

Da queste parole emerge la figura di un uomo che merita di essere ricordato. Ferrogallico lo fa dunque con una pubblicazione speciale interamente a colori, impreziosita da alcuni scatti di Fausto Biloslavo (inviato di guerra de “Il Giornale”, incontrò più volte il Comandante) e da un saggio inedito di Federico Goglio (“Sangue ribelle. L’Afghanistan di Massoud”), che scrive nell'introduzione: “la nostra visione non è quella del ricordo fine a sé stesso ma è quella degli esempi: tratti vivi, segnali accesi, fari”. Perché “gli uomini passano, è inevitabile. Ma le idee, i segni e soprattutto gli esempi restano”. 

CdG