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venerdì 26 maggio 2017

l'iniziativa

19/05/2017 07:34

L’indimenticabile vita di Almerigo Grilz

A trent’anni dalla morte in Mozambico, Trieste ricorda l’inviato di guerra e il consigliere comunale

L’indimenticabile vita di Almerigo Grilz

Fu il primo inviato di guerra a morire dopo il 1945. Eppure, per usare una definizione azzeccata del suo collega ed amico Toni Capuozzo, è “l’inviato ignoto”. Chissà che non abbia inciso in questa fretta di dimenticare la sua militanza nel Msi… Eppure oggi, è Trieste a omaggiarlo con numerosa iniziative. Il programma dice che alle ore 18.30 si apre al Civico Museo di Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”, in via Cumano 22, la mostra fotografica e documentaria “Gli Occhi della Guerra”, in memoria di Almerigo Grilz. Cadono infatti i trenta anni esatti dalla morte, avvenuto a Caia (Mozambico) quando fu colpito alla nuca da un proiettile mentre filmava uno scontro a fuoco tra i soldati governativi e i ribelli del Renamo. La mostra rimarrà aperta fino al 3 luglio, nell'orario del Museo (lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17; sabato e domenica 10-19; chiuso il martedì) e all'inaugurazione interverrà per l'Amministrazione Comunale l’Assessore alla Cultura Giorgio Rossi. L'esposizione è stata realizzata da Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, con il contributo del Comune di Trieste. Gli autori firmano, assieme ad Almerigo Grilz, il catalogo “Gli occhi della guerra”, che comprende le foto dell’inviato triestino nel corso della sua breve ma intensa attività in Afghanistan, Etiopia, Filippine Mozambico, Iran, Cambogia e Birmania, ma anche quelle realizzate dopo la sua morte dai suoi amici e compagni d’avventura Biloslavo e Micalessin, entrambi tuttora apprezzati cronisti.

Un’esposizione unica in Italia e completamente rinnovata, con novanta pannelli su 35 anni di reportage, dall’invasione israeliana del Libano nel 1982 fino al caos della Libia, la terribile guerra in Siria e la sanguinosa battaglia di Mosul. Accanto alle foto scorrono i video servizi dei reportage di oggi sui paesi senza pace come Afghanistan, Siria, Libia, Iraq assieme al documentario “L’Albero di Almerigo” che racconta la ricerca e il ritrovamento in Mozambico dell’albero sotto cui riposa Almerigo Grilz. Il pubblico potrà visionare una selezione delle pagine più significative delle agende che Almerigo Grilz utilizzava per annotare con precisione ogni momento dei suoi reportage corredando il tutto con disegni e mappe dettagliate, ed anche sfogliare anche le bozze del fumetto “Almerigo Grilz - avventura di una vita al fronte”, dalla passione politica al giornalismo, che verrà pubblicato a settembre.

Interverranno a rievocare la sua figura di giornalista ed anche di consigliere comunale a Trieste (lo è stato dal 1982 al 1985) il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano, i “colleghi d’Aula” di allora Sergio Dressi e Sergio Giacomelli, Roberto Menia, Fulvio Sluga, lo storico e ricercatore Andrea Vezzà e il giornalista Marco Valle, oltre al già citato Gian Micalessin.

@RobertVignola

Commenti 

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Un doveroso tributo alla memoria di Alberigo :

24/05/2017 08:29

Postato da Antero

In un Suo personale intervento dedicato al centenario della nascita di BENITO MUSSOLINI, Alberigo scrisse : " Nessuno pretende di sostenere che l’Italia di MUSSOLINI fu una creazione perfetta; essa ebbe indubbiamente i suoi limiti e le sue contraddizioni. Certo è però che essa sommerge l’Italietta squallida e invertebrata di oggi come la Francia di Napoleone quella della quinta repubblica. È sterile nostalgia questa? No, perché mentre Napoleone lasciò dietro di sé solo il ricordo di un grande uomo, BENITO MUSSOLINI ci ha lasciato qualcosa di immensamente più grande: un’Idea. " Ben detto Camerata Alberigo !