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lunedì 24 luglio 2017

Cultura

19/05/2017 09:50

L'orco nel fantasy e nel quotidiano

Stasera a Roma l'incontro, organizzato dall'associazione Strapaese, con Silvana De Mari. Intervengono anche Simona Carucci e Gianluca Marletta

L'orco nel fantasy e nel quotidiano

L’orco, nelle fiabe e nei racconti per bambini (e per adulti), è il personaggio cattivo per eccellenza. Ovvero la rappresentazione di quello che viene comunemente definito “il male”. Ma chi è l’orco nella realtà di tutti i giorni? A questa domanda ha dato una sua risposta la dottoressa Silvana De Mari - medico chirurgo, psicoterapeuta ed apprezzata scrittrice di racconti e romanzi fantasy - nel saggio “La realtà dell’orco” (Ed. Lindau 2012).

Di questo suo lavoro, con particolare riferimento alla capacità della letteratura del fantastico di fornire chiavi interpretative della quotidianità, l’autrice - balzata spesso agli onori della cronaca per le sue posizioni politicamente scorrette su famiglia, sessualità e rapporti tra uomo e donna - parlerà questa sera nell’incontro dibattito organizzato a Roma dall’Associazione culturale Strapaese presso la sala “Ilio Giasolli” della Parrocchia Sant'Alberto Magno (l’appuntamento è alle 21 in via delle Vigne Nuove 653).

Insieme a lei ci saranno Gianluca Marletta (professore di lettere, saggista e studioso di antropologia culturale e religiosa) e Simona Carucci (appassionata di storia medievale, antropologia, musica ed

esperta di letteratura fantasy per ragazzi, ha collaborato, attraverso conferenze e pubblicazioni, con l’associazione culturale Identità Europea, con la casa editrice Il Cerchio e con la Società Tolkieniana Italiana. E' stata Animatrice per molti anni del Caffè Letterario Aquisgrana di Roma specializzato nell'approfondimento e  nella divulgazione culturale di questi stessi argomenti).

Secondo Carucci “oggi l’orco rappresenta metaforicamente le derive, i disordini, le mistificazioni e la decomposizione del mondo contemporaneo. Di contro, i paladini sono coloro che, pochi, armati di pensiero libero e cuore ribelle, spada e scudo di quest’epoca postmoderna, seguendo giustizia e verità rimangono in piedi tra le rovine”. Su questa stessa linea la De Mari: “gli orchi sono coloro che uccidono intenzionalmente i bambini – ha dichiarato la dottoressa – e dopo averli uccisi festeggiano. Gli orchi sono coloro che godono del dolore e dell’impotenza, coloro che prosperano nella distruzione”. Gli eroi buoni sono invece “l’esercito di padri che si svegliano al mattino e preparano il caffellatte, le madri che vanno a portare i figli a scuola, i medici che non mollano in reparti sempre più impoveriti, i contadini che ostinatamente potano alberi che produrranno fiori e frutti. Perché alla fine la vita vince sempre sulla morte”. 

CdG