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mercoledì 28 giugno 2017

Il Natale della Capitale

21/04/2017 10:27

Auguri Roma!

Costumi, valori, tradizioni che appartengono a ciascuno di noi e contemporaneamente al nostro essere popolo, alla società nella sua interezza

Auguri Roma!

"Mos est institutum patrium". "Il costume è l'usanza dei padri". In queste poche parole di Sesto Pompeo Festo c'è probabilmente il vero senso della "romanità", quello più profondo, più intimo e più vero di un concetto amplissimo, importante, che coinvolge non solo i comportamenti esteriori ma anche, e soprattutto, la spiritualità. È il "mos maiorum", letteralmente traducibile in "costume degli antenati", appunto. E quindi fondamento della società: quella romana, fulcro di civiltà. Ma in fondo anche quella odierna beneficerebbe di questo tipo di impostazione sociale. Perché è al mos maiorum che andrebbero ispirate le azioni quotidiane di tutti: dei cittadini in primis, perché la coscienza sociale viene sempre dal "basso", se così si può dire. Dei governanti, naturalmente, e in seconda battuta perché costoro provengono sempre (o dovrebbero provenire) da scelte popolari, ed è per questo che la necessità di essere popolo, e di essere un popolo degno, è sempre prima di tutto attinente ai cittadini. 

Le tradizioni dunque come principio fondante, come fondamenta sulle quali edificare l'etica di un popolo. Necessario però che non siano solo parole o bei concetti: occorrerebbe che siano principi spirituali da interiorizzare e da tradurre poi in azione, nei comportamenti di ogni giorno. Significherebbe improntare le scelte quotidiane a quel senso di civiltà che un tempo veniva esportato in tutto il mondo, e che venne meno quando diventò un po' troppo scontato per essere correttamente valutato e perseguito. Perché occorre sottolineare come con il termine "costumi" si vada ad intendere qualcosa di più profondo di quanto il termine stesso potrebbe esprimere. Parliamo di valori, di cultura, di spirito, di identificazione in quei valori che fecero grande Roma, e ci sarà un perché. Costumi, valori, tradizioni che appartengono a ciascuno di noi e contemporaneamente al nostro essere popolo, dunque alla collettività, alla società nella sua interezza. Costumi, valori, tradizioni che nel tempo hanno purtroppo perduto quella valenza e quella imprescindibilità che invece essi posseggono, a dispetto del tempo che passa e delle "mode", di ciò che si cerca a tutti i costi di imporre come "moda" e che dura lo spazio infinitesimale di un breve periodo: nulla, di fronte all'eternità.

Nel tempo il mito di Roma è stato ripreso in maniera potente dal Fascismo: anche in termini iconografici, come è evidente in moltissime rappresentazioni esteriori. Ci fu proprio l'identificazione nell'epoca e negli uomini che la fecero, il mito dell'eroismo, il valore anche dei simboli: l'aquila su tutti, ma anche lo stesso fascio littorio, la lupa che allatta i gemelli, e poi anche dal punto di vista degli atteggiamenti l'ispirazione è sempre quella romana. Lo stesso Mussolini propone di sé un approccio mitico e in qualche modo mistico: dipende un po' dal suo carattere, dal suo modo di essere, ma un po' anche da un atteggiamento impostato con quella ispirazione. Lo stesso mito della "bella morte" trae ispirazione dall'essenza della romanità, e così anche l'amore di Patria che per noi è ormai l'Italia intesa più o meno con i confini geografici odierni (più o meno, perché c'è ancora qualche questioncina insoluta) e per i nostri predecessori era Roma stessa, capitale del mondo, esempio e guida per tutti i popoli e in tutti i tempi. Come dare torto ai latini? 

Roma è il mito per eccellenza, Roma è il più grande esempio di civiltà e di potenza, Roma è la stella polare, ancora oggi, nonostante il decadimento in cui da troppo tempo versa, lei che è la città più bella del mondo, meraviglia insuperata di storia e di tradizioni. L'augurio migliore che si può fare a Roma, oggi, nel giorno dell'anniversario della sua fondazione, è che torni una ispirazione profondamente intrisa di romanità, intesa nel senso più alto e nobile del termine. Auguri Roma bella, che il "mos maiorum" sia con te e segni la strada del futuro.

Emma Moriconi

 

Le canzoni

'Ricordati Roma'

La Città Imperiale, la sua fondazione, le sue tradizioni. Sono stati numerosi, nel panorama musicale identitario, i brani che artisti e gruppi hanno dedicato a quella che è la Capitale non solo dell'Italia, ma di un modo di essere e di pensare che ha radici antiche e profondissime. Parole e musica che hanno dato vita e forma a sensazioni, emozioni provate camminando per strade che, se si è in grado di guardarsi intorno superando il contingente, consentono di attraversare secoli di storia.

Tra le varie canzoni, in un elenco tutt'altro che esaustivo, per ragioni di spazio ne citiamo solo qualcuna. Come la meravigliosa “Roma LXXVII E.F.” dei 270 bis, che invita appunto ad una passeggiata al tramonto per le strade della Città Imperiale. E ancora la strofa che gli Hobbit, nella loro “Italia”, hanno dedicato all'aquila imperiale che “spiegava le sue ali”, di fronte a “tradizioni dettate dal divino” vissute da genti che parlavano il latino. “Quadrate le legioni che marciano in mio nome. In Roma mi rifletto, con tutto il suo splendore” risponde un'Italia fiera delle sue radici. Ed infine “Ricordati Roma” (di cui vi proponiamo qui di seguito il testo per intero) degli Innato senso di allergia. Un gruppo romanissimo, che tra l'altro nasce nell'ambito della comunità umana e politica del Foro 753. L'anno, appunto, della nascita di Roma.

 

Con un solco ed un quadrato, una spada ed un aratro
Discendenza degli dèi, sangue e stirpe degli eroi
Ed un magico momento che risplende oltre il tempo
La potenza che è del sole è il destino che lo vuole
È la forza e la ragione con un nome dentro al cuore
S'erge alto sui quei colli come splendidi vessilli!
Ricordati Roma, ricorda del suo impero
Volo d'aquila supremo, le leggi ed il tuo cielo
Legione che non cede, testuggine di fede, non morirà!
Roma splendida visione nel segreto del tuo nome
Vesta al cielo con rigore offre la tua congiunzione
Ordine sempre attuale da quel uomo che lo vuole
Cercami nelle tue vene, vivo ancora nel tuo nome!
Ricordati Roma, ricorda del suo impero
Volo d'aquila supremo, le leggi ed il tuo cielo
Legione che non cede, testuggine di fede, non morirà!
Dammi i fiori delle azioni, facci i tuoi figli migliori
Nell'animo e signori del destino dei romani!
Ricordati Roma, ricorda del suo impero
Volo d'aquila supremo, le leggi ed il tuo cielo
Legione che non cede, testuggine di fede, non morirà!
Ricordati Roma, ricordati Roma, ricordati Roma!

 

Cristina Di Giorgi

Commenti 

1

21/04/2017 17:42

Postato da semovente

Bell'articolo che spero sia letto da molti che non sanno di cosa si parla. Una volta era una vera festa.