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venerdì 24 novembre 2017

Cultura

20/03/2017 10:48

Il Museo degli Scheletri

Passeggiando per le vie della Capitale, ogni angolo racconta vicende del passato

Il Museo degli Scheletri

Abbiamo parlato di fornaie, pittori, architetti, opere monumentali che hanno fatto la storia della Capitale conosciute in tutto il mondo, abbiamo parlato di capitani di mare, di alchimia e di presunti oggetti mistici; oggi andremo a parlare, sempre nell’ambito della quotidianità capitolina del passato, del “Museo degli Scheletri”.

Siamo a Via Veneto, a qualche metro dalla Fontana del Tritone, in Piazza Barberini, realizzata da Gian Lorenzo Bernini (1598 –1680) su commissione di Papa Urbano VIII° (1568 - 1644) nel 1625; ci troviamo anche a qualche metro dalla Fontana delle Api, realizzata sempre dal Bernini; fontana collocata all’angolo tra Via Veneto e Piazza Barberini nel 1644. La leggenda trova la sua collocazione in mezzo a queste due fontane.

La “protagonista”, se così la si vuol definire, della leggenda odierna è la Chiesa seicentesca denominata “Chiesa di Santa Maria della Concezione”, chiamata da sempre “I Cappuccini”, al cui interno sono presenti degli affreschi del Barocco romano; scendendo nei sotterranei della chiesa suddetta, si arriva alla cripta ove è possibile ammirare lo “spettacolo” della decomposizione corporale; all’ingresso del corridoio che conduce alla cripta, appare la scritta “Noi eravamo come voi e voi sarete come noi”.

La cripta sottostante è suddivisa in più settori e, all’interno di ogni settore, sono conservate le ossa di circa quattromila frati che sono morti a Roma nel periodo che va dal Cinquecento al 1870 circa; una gran quantità di ossa sono state posizionate in modo da creare delle ghirlande ed altri oggetti d’ornamento, mentre le ossa rimanenti sono state utilizzate per costruire delle nicchie all’interno delle quali sono stati sepolti gli scheletri dei frati, i quali furono vestiti con il saio. La vera leggenda (che sembra mischiarsi ad un film dell'orrore) sembra essere questa, nella realtà non lo è visto che, girando su internet, si trovano le immagini di questo museo ed è anche possibile visitarlo; la vera leggenda è quella secondo la quale la realizzazione di questa cripta fu dovuta ad un francese che in quel periodo era in fuga dal regime del terrore (il Regime del terrore è una fase della Rivoluzione Francese che ebbe inizio  nel luglio del 1793). Secondo la leggenda, questo francese volle compiere questo gesto a livello simbolico per “esorcizzare” quello che era l’“Anciene régime” (tradotto in italiano con “Vecchio regime”,  termine utilizzato nella propaganda della Rivoluzione Francese per indicare il regime monarchico assoluto e le sue strutture che all’epoca regnavano in Francia prima della rivoluzione e la successiva ascesa di Napoleone Bonaparte, il quale veniva identificato come il “braccio prosecutore” e definitivo della rivoluzione stessa); c’è poi chi sostiene che questo museo sia opera della Massoneria e chi, più semplicemente, crede che sia opera dei francescani stessi come monito per ricordare quanto breve sia la vita terrena; si dice, in più, che la terra con la quale è stato coperto il pavimento  provenga direttamente dalla Terra Santa.

Curiosità: La chiesa viene chiamata “I Cappuccini” in quanto essa fu fatta costruire da Papa Urbano VIII° (tra il 1626 ed il 1631) in onore di suo fratello Antonio Barberini il quale faceva parte dell'ordine dei Frati Cappuccini. la tomba di Antonio Barberini è tuttora conservata all'interno della chiesa di fronte all'altare maggiore e, sempre all’interno della chiesa è conservata anche la pietra tombale del cardinale Agapito Mosca (1678 –1760) nonché la tomba di Padre Mariano da Torino, all’anagrafe Paolo Roasenda (1906 –1972). Un’altra curiosità interessante è l’esistenza di un altro  museo degli scheletri anche a Palermo a Firenze: anche il museo degli scheletri di Palermo riguarda i frati Cappuccini, mentre quello di Firenze è specializzato in ambito preistorico.

 

Marco Buonasorte