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venerdì 24 novembre 2017

Roba di viaggi

19/03/2017 12:01

Gioielli bulgari baciati dall'Unesco

Due patrimoni dell'umanità alle pendici dei Balcani

Gioielli bulgari baciati dall'Unesco
La Chiesa di Bojana, simbolo del medioevo, e il Monastero di Rila, meta di pellegrinaggio da tutta la nazione

 

Un viaggio in due dei gioielli bulgari che racchiudono storia, cultura, arte e religione.  Sono la Chiesa di Bojana (in bulgaro Боянска църква, traslitterato come Bojanska cărkva), simbolo del medioevo, e il Monastero di Rila (Рилски Манастир, Rilski Manastir), rifugio durante i periodi più bui della storia di questo popolo, oggi meta di pellegrinaggio da tutta la nazione; entrambi patrimoni mondiali dell’Unesco. 
Piccolo tempio, situato nella periferia della capitale della Bulgaria Sofia e immersa in un parco, la Cappella di Bojana risale al X – XI secolo, quando venne eretta l’ala est della costruzione a due piani, ed è stata completata nel XIII secolo, quando la zona risultava sotto il potere del Secondo Impero Bulgaro, con la parte centrale (che rappresenta la maggior parte della struttura). 
La fama deriva dagli affascinanti affreschi suddivisi in 2 strati: il primo del XI-XII secolo, dei quali restano solo pochi frammenti, e il secondo del 1259. Essi costituiscono uno degli esempi più completi e meglio conservati dell’arte medievale dell’Europa Orientale. Sui muri della chiesa sono dipinte un totale di 89 scene, con ben 240 personaggi dipinti sulle pareti. L’autore di questi capolavori è sconosciuto, ma probabilmente appartiene alla scuola di Veliko Tărnovo. 
Impressionante non solo la vivacità espressiva delle figure che mostrano lineamenti ben individualizzati ma anche l’iconografia bizantina fortemente formalizzata delle scene bibliche, arricchite da numerosi dettagli che rappresentano spiritualità, usi e costumi. Le opere del nartece sono le più pregevoli: scene della vita di San Nicola, ritratti di santi bulgari e rappresentazioni dei donatori della chiesa.
Altro simbolo della Bulgaria è il monastero di Rila, 120 km a sud di Sofia, situato nel cuore della Montagna Rila, nei pressi dei fiumi Rilska e  Drushliavitza, a 1147 metri d’altitudine. Fondato alla prima metà del X sec., da San Giovanni di Rila (in bulgaro Ivan Rilski), primo eremita bulgaro che ha scelto il luogo per pregare isolato, le cui reliquie sono esposte nella chiesa del santuario. In realtà il Santo dimorava in una grotta poco distante e il monastero fu costruito dai suoi discepoli, che si erano recati da lui per studiare.
Il santuario raggiunse il suo culmine nel periodo che va dal XII al XIV secolo, per poi essere distrutto nel 1378 a seguito dell’invasione ottomana. Venne poi ricostruito durante il Risorgimento nazionale grazie alle offerte donate dai bulgari più facoltosi e distrutto una seconda volta nell’800 per un incendio. La maggior parte dell’attuale complesso è datata al diciannovesimo secolo.
Con le sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie, il santuario, almeno esteriormente, assomiglia più ad una fortezza che ad un monastero.
All’interno della struttura, di quattro piani con 300 celle in tutto, si trova l’edificio più antico, la Torre di Hrelyo, affiancata dalla chiesa principale, dedicata alla Natività della Madonna, coperta di affreschi, frutto dei più celebri iconografi della Rinascenza bulgara. L'opera d'arte di maggior pregio è l'iconostasi dorata (cioè la parete divisoria decorata con icone sacre che separa la navata dal presbiterio nelle chiese ortodosse) abbellita con 36 scene bibliche. L'esterno del luogo di culto è completamente ricoperto di splendidi affreschi: era antica credenza il fatto che un luogo spoglio fosse un luogo dove potenzialmente il diavolo potesse avere accesso.
Dalla fine del diciannovesimo secolo nel Monastero è aperto inoltre un museo con reperti storici della regione, dove è possibile ammirare una collezione di icone, dipinti su muri e libri antichi. L’esposizione è composta di importanti esempi dell'arte bulgara e straniera dal quindicesimo al diciannovesimo secolo. Lì è conservata la preziosa e misteriosa Croce di Rila, un crocifisso in legno con 140 iscrizioni bibliche e più di 600 figure umane intagliate tra le fine del ‘1700 e gli inizi dell’800 con una tale precisione che, secondo la storia, il suo autore il monaco Raphael divenne cieco.
Due simboli della storia di un popolo imperdibili per chi  decide di scoprire la nazione dei Balcani, che si sta affermando sempre più come meta turistica (anche grazie al costo della vita decisamente economico).
Un viaggio in due dei gioielli bulgari che racchiudono storia, cultura, arte e religione.  Sono la Chiesa di Bojana (in bulgaro Боянска църква, traslitterato come Bojanska cărkva), simbolo del medioevo, e il Monastero di Rila (Рилски Манастир, Rilski Manastir), rifugio durante i periodi più bui della storia di questo popolo, oggi meta di pellegrinaggio da tutta la nazione; entrambi patrimoni mondiali dell’Unesco. 

 

Piccolo tempio, situato nella periferia della capitale della Bulgaria Sofia e immersa in un parco, la Cappella di Bojana risale al X – XI secolo, quando venne eretta l’ala est della costruzione a due piani, ed è stata completata nel XIII secolo, quando la zona risultava sotto il potere del Secondo Impero Bulgaro, con la parte centrale (che rappresenta la maggior parte della struttura). La fama deriva dagli affascinanti affreschi suddivisi in 2 strati: il primo del XI-XII secolo, dei quali restano solo pochi frammenti, e il secondo del 1259. Essi costituiscono uno degli esempi più completi e meglio conservati dell’arte medievale dell’Europa Orientale. Sui muri della chiesa sono dipinte un totale di 89 scene, con ben 240 personaggi dipinti sulle pareti. L’autore di questi capolavori è sconosciuto, ma probabilmente appartiene alla scuola di Veliko Tărnovo. 

Impressionante non solo la vivacità espressiva delle figure che mostrano lineamenti ben individualizzati ma anche l’iconografia bizantina fortemente formalizzata delle scene bibliche, arricchite da numerosi dettagli che rappresentano spiritualità, usi e costumi. Le opere del nartece sono le più pregevoli: scene della vita di San Nicola, ritratti di santi bulgari e rappresentazioni dei donatori della chiesa.

Altro simbolo della Bulgaria è il monastero di Rila, 120 km a sud di Sofia, situato nel cuore della Montagna Rila, nei pressi dei fiumi Rilska e  Drushliavitza, a 1147 metri d’altitudine. Fondato alla prima metà del X sec., da San Giovanni di Rila (in bulgaro Ivan Rilski), primo eremita bulgaro che ha scelto il luogo per pregare isolato, le cui reliquie sono esposte nella chiesa del santuario. In realtà il Santo dimorava in una grotta poco distante e il monastero fu costruito dai suoi discepoli, che si erano recati da lui per studiare.Il santuario raggiunse il suo culmine nel periodo che va dal XII al XIV secolo, per poi essere distrutto nel 1378 a seguito dell’invasione ottomana. Venne poi ricostruito durante il Risorgimento nazionale grazie alle offerte donate dai bulgari più facoltosi e distrutto una seconda volta nell’800 per un incendio. La maggior parte dell’attuale complesso è datata al diciannovesimo secolo.Con le sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie, il santuario, almeno esteriormente, assomiglia più ad una fortezza che ad un monastero.

All’interno della struttura, di quattro piani con 300 celle in tutto, si trova l’edificio più antico, la Torre di Hrelyo, affiancata dalla chiesa principale, dedicata alla Natività della Madonna, coperta di affreschi, frutto dei più celebri iconografi della Rinascenza bulgara. L'opera d'arte di maggior pregio è l'iconostasi dorata (cioè la parete divisoria decorata con icone sacre che separa la navata dal presbiterio nelle chiese ortodosse) abbellita con 36 scene bibliche. L'esterno del luogo di culto è completamente ricoperto di splendidi affreschi: era antica credenza il fatto che un luogo spoglio fosse un luogo dove potenzialmente il diavolo potesse avere accesso.

Dalla fine del diciannovesimo secolo nel Monastero è aperto inoltre un museo con reperti storici della regione, dove è possibile ammirare una collezione di icone, dipinti su muri e libri antichi. L’esposizione è composta di importanti esempi dell'arte bulgara e straniera dal quindicesimo al diciannovesimo secolo. Lì è conservata la preziosa e misteriosa Croce di Rila, un crocifisso in legno con 140 iscrizioni bibliche e più di 600 figure umane intagliate tra le fine del ‘1700 e gli inizi dell’800 con una tale precisione che, secondo la storia, il suo autore il monaco Raphael divenne cieco.

Due simboli della storia di un popolo imperdibili per chi  decide di scoprire la nazione dei Balcani, che si sta affermando sempre più come meta turistica (anche grazie al costo della vita decisamente economico).

bf