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sabato 20 gennaio 2018

Storia

16/01/2017 10:46

Gli Arditi di Anzio e Nettuno

Una pagina dimenticata delle vicende della Grande Guerra

Gli Arditi di Anzio e Nettuno

Grazie allo studio “Arditi decorati e caduti” di Roberto Roseano e Giampaolo Stacconeddu è stato possibile per la prima volta intraprendere una ricerca in ricordo dei figli di Anzio e Nettuno che, durante la Grande Guerra, militarono negli Arditi, le leggendarie Fiamme Nere che scrissero tra le pagine più eroiche della storia militare italiana.

Veniamo così a sapere che nel XXIV Reparto d’Assalto vi era il nettunese Italo Artibani, decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: “Sprezzante del pericolo, si spingeva volontariamente in terreno scoperto e battuto da vivo fuoco d’artiglieria e da violente raffiche di mitragliatrici, raccogliendo i feriti e trasportandoli in salvo, nobile esempio di abnegazione e di alto sentimento del dovere” (Melaghetto, 31 Gennaio 1918).

Nell’XI Reparto d’Assalto, invece, vi era il portodanzese Aiutante di Battaglia Vittorio Del Giaccio, decorato di Medaglia d’Argento al V.M. in quanto “Nell’aspra continuità di sette giorni di combattimento, diede continue prove di valore e fulgido esempio di fiero coraggio, tenacia ed energia nel guidare i suoi uomini ai contrattacchi. Sprezzante di ogni pericolo, sulle trincee ad oltranza difese, resisteva con pochi uomini, temerariamente esponendosi a massa travolgenti di nemici” (Argine Regio – Piave, 15-21 Giugno 1918).

Ed ancora. Nel XII Reparto d’Assalto vi erano il nettunese Antonio D’Andrea e il portodanzese Giovanni Ruberti, entrambi decorati di Medaglia di Bronzo al V.M. durante gli epici scontri di Col del Rosso dell’8-10 Agosto 1918, che li videro tra i protagonisti. D’Andrea fu decorato con la seguente motivazione: “Ardito di elevato spirito militare, in una incursione penetrava tra i primi nelle linee nemiche, ove, con lancio di petardi e facendo uso del pugnale, produceva lo scompiglio e causava perdite tra le file avversarie, riuscendo col suo coraggio, di esempio ai compagni”. Questa, invece, la motivazione della decorazione al Valor Militare concessa a Ruberti: “Ardimentoso, dotato di alto spirito militare e di abnegazione, fu di bello esempio nell’irrompere con grande coraggio nelle linee nemiche, mettendovi, col concorso di altri compagni, lo scompiglio e la morte. Continuò a combattere valorosamente finché, gravemente ferito fu costretto ad abbandonare la linea del combattimento”.

L’ultimo decorato degli Arditi di cui si ha documentazione è il nettunese Ten. Mario Bertoni del LXXII Reparto d’Assalto: Un “Caimano del Piave” insignito della Medaglia d’Argento al V.M. per essersi distinto nei combattimenti di Falzè del Piave – Casa Mira del 26-29 Ottobre 1918, gli ultimi scontri sostenuti dal Regio Esercito durante la Grande Guerra che provocheranno il collasso dell’esercito imperiale austro-ungarico: “Traghettato il Piave coi primi nuclei di Arditi, impegnava sulla sponda nemica un aspro combattimento, validamente sostenendo lo sbarco della propria Compagnia. Occupata quindi la linea avversaria, volontariamente, e con mirabile audacia, attraversava il Piave a nuoto, nonostante la particolare violenza della corrente, e recava al Comando del Reparto notizie della Compagnia che era considerata perduta. Dando poi insuperabile prova di fermezza e di sprezzo del pericolo, sotto il violento fuoco del nemico, in barca tornava presso la Compagnia stessa, portando viveri e munizioni”.

Tra questi eroi – che non saranno stati certamente gli unici nettunesi e portodanzesi a vestire il fez nero dei Reparti d’Assalto – vi fu anche un caduto: il nettunese Caporale Pierino Maruffa, alla cui memoria è intitolato il Reparto di Nettunia dell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia guidata dal Comandante Paracadutista Bruno Sacchi. Maruffa era un Ragazzo del ’99, ossia apparteneva a quella generazione che per ultima fu richiamata alle armi e gettata con l’impeto dei suoi 18 anni in prima linea. Una generazione straordinaria il cui impeto ed amor di Patria fu decisivo per le sorti del conflitto. Di loro e del loro esempio ci è rimasta memoria nelle parole del Gen. Armando Diaz: «Li ho visti i ragazzi del ’99. Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora». Maruffa, inserito nel XXIV Reparto d’Assalto, immolò i suoi 19 anni appena compiuti, nel nome della Patria, sul campo dell’onore, in faccia al nemico. Si lanciò all'assalto nella zona di Sasso Rosso (Trento) il 31 Gennaio 1918. Fu gravemente ferito durante la lotta e spirò poco dopo.

Si conclude così la nostra breve carrellata in una pagina dimenticata della storia di Anzio e Nettuno. Quella dei suoi eroi. Ritroveremo gli Arditi ancora in prima linea nel dopoguerra, quando si opposero al socialismo internazionalista negatore della Nazione e del sacrificio dei combattenti. Con lo stesso impeto con cui avevano difeso la Patria dai nemici di fuori, si opposero ai nemici di dentro. Non a caso ritroveremo il Ten. Mario Bertoni alla guida dello squadrismo nettunese, così come l’Aiutante di Battaglia Vittorio Del Giaccio tra i protagonisti del Fascio di Anzio, destinato ad un importante carriera politico-militare che lo vedrà, tra l’altro, Volontario di Guerra in Abissinia con un Battaglione di Camicie Nere. Artibani sarà un dei più importanti fascisti di Nettuno e lo ritroveremo Volontario in Spagna, nella Cruzada contro il comunismo.

Pietro Cappellari

Commenti 

2

17/01/2017 09:16

Postato da Antero

PRESENTI !

1

16/01/2017 13:11

Postato da semovente

ONORE AI CADUTI .